Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 86.694.745
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Sabato 21 marzo 2020 alle 08:55

Il Manzoni che non si ferma/2: la Radioterapia attiva al 100% erogando più prestazioni del '19 grazie alle nuove macchine

Il dr. Carlo Soatti con la mascherina
Gli ultimi due encomi ricevuti risalgono giusto alla scorsa settimana. In piena emergenza coronavirus la Radioterapia dell'ospedale Manzoni di Lecco, nel suo bunker sotterraneo, continua a operare al 100%. Anzi a ritmo più sostenuto rispetto allo scorso anno. Come è noto, infatti, dopo lunga attesa e grazie anche all'impulso arrivato dal territorio con una fortunata raccolta fondi avviata dall'Associazione Cancro Primo Aiuto sostenuta da altri sodalizi ed enti, Regione Lombardia ha recentemente dotato la struttura diretta dal dr. Carlo Soatti di un nuovissimo acceleratore lineare in sostituzione di quello datato 2000, aggiornando altresì la seconda macchina per renderla maggiormente performante e al passo con i tempi. “Siamo arrivati così a trattare 60 pazienti al giorno contro i 50 di prima, nello stesso tempo” evidenzia il direttore, ricordando come anche in queste settimane il reparto continui a operare dalle 8 del mattino alle 16, garantendo altresì 4 prime visite al giorno nonché le TAC di centratura, necessarie per poter poi avviare la terapia.
Le uniche prestazioni sospese a scopo precauzionale – come da indicazioni regionali – sono le visite di controllo, riprogrammate più avanti, quando si spera si alleggerisca la “pressione” attualmente esercitata da covid-19 sulle strutture ospedaliere. “Si tratta di appuntamenti dati a pazienti che non hanno malattia attiva” tiene però a precisare il dr. Soatti, ricordando che, qualora l'utente ravvisasse la necessità di essere comunque visto dal medico, per qualsiasi problematica, è comunque stato mantenuto un ambulatorio il mattino, dedicato a consulti non differibili.
Chi invece è ancora impegnato nel suo percorso di cura contro quel nemico subdolo chiamato cancro non deve temere nel recarsi al Manzoni,. “I percorsi sono differenziati rispetto ai pazienti con coronavirus. In Radioterapia tutto il personale indossa le mascherine e disponiamo del gel disinfettante, garantito anche agli utenti. Ad ogni utilizzo si procede alla pulizia delle macchine e degli ambienti, con il cambio dei telini e la sanificazione degli appoggi” spiega il primario che, nei primi giorni dell'emergenza coronavirus, ha raccomandato “calma e gessa” al proprio staff. “Tutti i pazienti vengono considerati come infettivi o infettabili” ha proseguito rimarcando altresì come chi si sottopone alla radio ma anche alla chemioterapia possa avere di suo meno difese – in ogni periodo, indipendentemente da covid-19 – motivo per il quale nei reparti già vengono prese tutte quelle precauzioni che oggi hanno una risonanza maggiore proprio in relazione alla questione coronavirus.
Lo staff della Radioterapia dinnanzi al nuovo acceleratore
in una foto di repertorio
“L'unico avviso che mi sono sentito di dare ai miei pazienti è di non venire accompagnati da amici o parenti ma uno alla volta. Prima capitava che qualcuno si fermasse anche un'ora e mezza a chiacchierare e andava bene così. Ora invece abbiamo cadenzato le sedute per non avere “ressa” e chiediamo di attenersi all'orario indicato. Massimo – ma proprio massimo, massimo – ci troviamo ad avere contemporaneamente quattro persone in sala d'attesa, disposte una per angolo”. Mancano, invece, i volontari, prezioso “strumento” di intrattenimento e sostegno. Mentre per quanto riguarda il personale, ad oggi “non abbiamo avuto alcun problema: ci siamo” garantisce il direttore. “Da settimana prossima un collega si è offerto per tre turni la settimana di sopra, per aiutare i reparti che hanno bisogno” chiosa il dr. Soatti, confidando - a riprova della sicurezza garantita in reparto – come nella sua equipé ci sia una dottoressa in allattamento. “Viene a lavorare e non porta a casa nulla”. Se non la riconoscenza dei pazienti per i sorrisi elargiti dietro la mascherina e per quell'umanità che nemmeno un nuovo, agguerrito, “assalitore” come covid-19 può togliere a chi ha scelto di prendersi cura dei malati.
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco