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Scritto Mercoledì 01 luglio 2020 alle 18:43

Dorio: tracciato in un'area boschiva senza permessi? In Aula sollevata un'eccezione

Un tracciato agro-silvo-pastorale in difformità rispetto ai permessi e realizzato in un'area ritenuta di pregio ambientale in località Sparesee a Dorio, per consentire la costruzione di un agriturismo.
E' questa l'accusa - ancora tutta da dimostrare - della quale devono rispondere tre imputati a processo per un presunto abuso edilizio commesso nel 2015 nel comune dell'alto lago. Stamani in tribunale a Lecco si è infatti aperto il processo a carico dei soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo della costruzione del tracciato che - secondo l'impianto accusatorio ancora tutto da dimostrare - avrebbe deturpato il valore paesaggistico della zona, non rispettando peraltro quelle che erano state le autorizzazioni concesse dagli enti preposti. L'udienza odierna, celebrata al cospetto del giudice monocratico del tribunale di Lecco, Nora Lisa Passoni - alla presenza del vpo Pietro Bassi in rappresentanza della pubblica accusa - è stata piuttosto veloce, seppur caratterizzata da un'eccezione sollevata dal difensore, con il procedimento slittato poi al 9 dicembre prossimo, quando il dibattimento dovrebbe entrare nel vivo.
Ad assistere gli imputati - il responsabile dell'impresa e i due proprietari dei terreni sui quali era stata realizzata la strada - l'avvocato Fabrizio Consoloni del foro di Lecco, mentre non vi è stata la costituzione a parte civile di nessun ente. Ad occuparsi delle indagini era stato, all'epoca dei fatti, il Corpo forestale dello Stato, con l'intervento anche della Comunità montana e di Legambiente che aveva segnalato la presenza di alberi tagliati, un'elevata pendenza del tracciato e un imponente riporto di materiale estratto da una cava dismessa a monte della strada comunale.
Una vicenda in realtà datata nel tempo e per la quale, almeno in parte, gli imputati sono già stati processati e assolti; l'avvocato Consoloni stamani ha infatti sollevato l’eccezione del ''ne bis in idem'': non si può essere giudicati due volte per lo stesso reato. Parte dei terreni sui quali è stata realizzata la strada erano già stati oggetto di un procedimento in tribunale a Lecco conclusosi con l’assoluzione degli imputati. Ora, in opposizione ad un altro decreto penale di condanna emesso dalla Procura della Repubblica, il difensore ha sollevato l'istanza per conto dei due proprietari dei terreni e del titolare dell’impresa edile che ha realizzato la strada. Il quarto imputato, il direttore dei lavori, ha invece deciso di non opporsi, pagando la multa.
Il giudice Passoni, dopo aver preso atto dell’eccezione, si è riservata una decisione al termine dell’istruttoria dibattimentale. Si torna in Aula il 9 dicembre
G.C.
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