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Scritto Sabato 04 luglio 2020 alle 15:12

Gessate: ''Non lasciamo soli Elena e Diego. L'amore di Dio è all'inizio e alla fine di ogni cosa come una mamma che sveglia i bimbi al mattino e li accompagna a dormire alla sera''

E' stato il vangelo della vedova di Nain, il cui figlio morto è stato resuscitato da Gesù che di fronte al suo dolore materno aveva provato "grande compassione", a fare da filo conduttore all'omelia, durante i funerali di Elena e Diego.


Nel prato del campo sportivo, in una spianata dove a fatica si poteva scorgere all'orizzonte l'altare, tra oltre un migliaio di persone, strette attorno ai feretri immacolati dei due gemelli, la cerimonia religiosa ha cercato di dare un senso a questa tragedia così come hanno fatto le parole di Vasco Rossi che hanno accompagnato l'arrivo dei due carri funebri fin dentro il campo da gioco.

"Gesù vedendo il dolore della donna ebbe grande compassione" ha commentato il sacerdote "e questo atteggiamento è solo di chi ha un grande cuore e riesce a sperimentare dentro di sé quello che l'altra persona prova nell'animo. Non vuol dire essere gentile con chi è nel dolore ma provare sulla propria pelle ciò che prova l'altro. La compassione è l'argine che frena il male che dilaga, è la diga che trattiene la sofferenza. La compassione attraversa il dolore e apre alla possibilità di ricominciare. L'Amore di Dio è all'inizio e alla fine di tutto, come una mamma che sveglia i suoi bambini al mattino e li mette a dormire la sera per concludere la giornata. Per vivere il Paradiso bisogna sceglierlo e avere un cuore aperto al bene che è la pace che Dio dona a Elena, Diego e Daniela e a ciascuno di noi. Elena e Diego sono andati avanti, non li vogliamo lasciare soli ma sentirli vicini con una vita spesa per fare il bene".



https://youtu.be/ZLNT0Y8UyMw


La cerimonia, durante la quale diverse persone si sono sentite male per via del caldo e hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari presenti sul posto, è stata inframezzata dai canti della corale che hanno tentato di dare un'atmosfera dolce e raccolta, e si è conclusa con una carrellata di pensieri e ricordi. Il primo è stato quello dell'arcivescovo Mario Delpini che ha scritto una lettera parlando dei due gemelli uccisi dal padre come di due angeli a cui rivolgersi e da ascoltare.

Il sindaco Lucia Mantegazza

All'ambone è poi salito il sindaco di Gessate, Lucia Mantegazza, che ha ricordato i due bambini, allegri e vivaci, che nessuno potrà mai dimenticare e che la comunità idealmente racchiuderà in un abbraccio senza fine.

Gli insegnanti. Alle spalle don Riccardo Sanvito di Pagnano che ha preparato i gemillini a Comunione e Cresima

Commosso l'intervento di due insegnanti. "Siete fortissimi ragazzi di 1^ C, grazie per avermi infuso entusiasmo e voglia di condivisione, per voi ci sarò sempre e continueremo a guardarci negli occhi con complicità. Guai se non continuerete a chiamarmi proffy con la y finale". "Diego era il primo ad alzare la mano e farsi avanti per aiutare, faceva un po' il professore per i suoi compagni in difficoltà. Elena invece era sempre sorridente, aveva un cuore grande era l'alunna di cui ci si poteva fidare".

Gli allenatori

A ricordarli con grande affetto e una nostalgia che già ora si è fatta pesante, sono stati gli allenatori. Di Elena che suoi pattini era chiamata "Simply" perchè per lei era tutto semplicissimo e di Diego che sul campo da calcio era colui che spronava a non mollare, senza mai dire una parola fuori posto ma determinato a raggiungere l'obiettivo. "Da oggi sarai il capitano di ogni nostra squadra. Per noi non ci sono addii, ci rivedremo al campo". A concludere la cerimonia è stata infine la lettera che mamma Daniela ha voluto dedicare interamente a loro (si veda articolo a parte) e il lancio dei palloncini bianchi in cielo che assieme all'applauso delle persone presenti e le note della musica hanno accompagnato Diego ed Elena nell'ultimo tratto verso il cimitero.

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S.V.
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