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Scritto Giovedì 03 settembre 2020 alle 15:52

Pista ciclabile e ciclopedonale, biciclette contro runner. Chi ha ragione?

La convivenza tra ciclisti e pedoni non è semplice: le norme del Codice della Strada ricordano come e dove usare la bici e quali sono i rischi.
Nelle dinamiche sportive post lockdown, le piste ciclabili e ciclopedonali sono congestionate da camminatori, runner e ciclisti, con mezzi sia da passeggio sia da agonismo.
Tutti a incrociarsi, inseguirsi ed evitarsi. Per rimettere in funzione sensi e articolazioni, tendini, muscoli e joie de vivre.
Nuove ciclabili nascono, vecchie ciclopedonali vengono riscoperte da sportivi neofiti e "navigati", che magari su queste pretendono di effettuare allenamenti "seri" in un qualsiasi week-end dell'anno.
Quando "surfare" fra anziani in coppia, bambini che trotterellano e coppiette mano nella mano, è considerato lecito e mai pericoloso.
In barba ad ogni senso logico, in sfregio a una chiara regolamentazione del Codice della Strada, che ne ha una per tutti. Ma che spesso gli stessi pedalatori dimenticano o non conoscono.
E' una ricaduta da dopo pandemia che mette sotto pressione strutture stradali "all'uopo predisposte" e ultimamente è fonte di crescenti litigi (e rischi di "micro incidenti"), fra pedoni e ciclisti. Ricordando che una bici - sia da passeggio che da sport in senso pieno - per il Codice rimane un veicolo e che al pedone (o al runner) è comunque imposto un comportamento rispettoso che non sia fonte di rischio per nessun altro utente, urge rispolverare i regolamenti. Nel tentativo di ridestare il buon senso di ognuno.
Credo sia importante ricordare e ribadire che trattandosi di strada ciclopedonale, aperta cioè non solo a bici ma anche a pedoni, il limite di velocità per le bici è fissato a 10 chilometri orari, che devono diventare solo 6 nelle aree a esclusiva circolazione pedonale. Queste le massime velocità per un velocipede, stabilite dalla circolare ministeriale del 31 marzo 1993, n° 432. Un testo che il cittadino conosce? Considera?
Poi ulteriori specificità: è previsto dall'articolo 182 del Codice della Strada il caso in cui il ciclista è obbligato a scendere dalla bici, ovvero quando la circolazione del velocipede sarebbe oggettiva fonte di rischio per il pedone. Non ho mai sentito di un autovelox o di un telelaser, che pure sarebbero tarati anche per quel tipo di rilevazione, utilizzati per attestare la velocità di una bicicletta.
P.S.: da qualche giorno possiamo estendere queste osservazioni anche all'uso dei monopattini. Non sono ancora aggiornato circa le limitazioni imposte dal Codice della Strada, ma posso sicuramente sostenere l'indice di pericolosità e il richiamo al buon senso anche per l'uso di questi "mezzi".
Un cittadino di Olginate
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