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Scritto Sabato 26 settembre 2020 alle 12:36

Cisano: amministratori delle due province in strada per dire basta alle lungaggini della Lecco-Bergamo. Serve concretezza

Questa mattina amministratori e cittadini (pochi) dei comuni attraversati dalla Lecco-Bergamo - "una strada dimenticata" - si sono ritrovati davanti al palazzo comunale di Cisano Bergamasco per far sentire la propria voce e chiedere tempi e garanzie per l'apertura dei cantieri che dovrebbero interessare più territori per fluidificare i collegamenti spostando il traffico fuori dai centri abitati. Quest'oggi infatti era prevista l'ennesima seduta dal tavolo per la viabilità che il sindaco di Cisano Andrea Previtali convoca periodicamente,  aprendo le porte al pubblico.



https://youtu.be/E9vb1gRK3VA

Una ventina i rappresentanti istituzionali in fascia tricolore, tra cui i sindaci di Calolziocorte, Erve e il vice di Vercurago seduti accanto ai colleghi bergamaschi a cominciare da Eleonora Ninkovic di Torre de' Busi, passando poi per Calusco, Ambivere, Sotto il Monte, Pontida, Terno d'Isola, Palazzago...
Con loro per la Provincia di Lecco anche Stefano Simonetti e Mattia Micheli. Quattro infine i parlamentari dei due territori che hanno risposto all'invito al confronto: Elena Carnevali, Daniele Belotti, Simona Pregreffi e Gian Mario Fragomeli.

Il mini "corteo" con lo striscione inscenato prima di aprire i lavori del tavolo, trasformati in veri e propri comizi, si è fermato nel tratto di strada davanti al municipio dove sono state spiegate le ragioni della protesta e le recriminazioni per i tempi "oltremisura" che ha assunto l'opera, di cui si parla da ormai da decenni senza grossi passi avanti.

https://youtu.be/qCD3a0gq1MY

https://youtu.be/T85dsmkSXz4

"Stiamo aspettando il decreto Olimpiadi dove dovrebbero essere ricomprese le risorse necessarie per l'ultimazione del tratto della Lecco-Bergamo" ha commentato, "ai nostri microfoni", Mattia Micheli soffermandosi sul nocciolo della questione che interessa il nostro territorio.  "La 639 è passata ad Anas e con essa il cantiere della nuova tratta. Anas ha fatto delle richieste e ora il ministero deve dare delle risposte. Noi come provincia siamo in grado di fare la nostra parte: trasferiremo le risorse già in campo, quelle proprie e quelle date dal ministero e per un'opera che per noi è prioritaria".
Anche da Stefano Simonetti  è arrivata la richiesta per un'accelerazione delel procedure. "Vogliamo risposte da questo governo, stiamo aspettando da troppi mesi. Il territorio ha bisogno della Lecco-Bergamo, è un'opera fondamentale per i cittadini, le imprese, il tessuto produttivo. Governo sveglia, vogliamo la Lecco-Bergamo".

Invitati dal sindaco di Cisano, anche gli esponenti del comitato di Chiuso.
"Per il quartiere è una grossa penalizzazione, dobbiamo metterci tutte le forze e cooperare con tutte le istituzioni e la cittadinanza" ha spiegato il portavoce Luca Dossi. "Serve tutte l'energia e la forza per vincere l'impasse del momento, con un cantiere chiuso da 5 anni e fermo. La nostra richiesta è che si valuti qualcosa per farlo ripartire nel più breve tempo possibile, in un modo o nell'altro. O si fa, e allora si proceda in tempi rapidi, o se non si fa si ripristini quello che c'era prima".
Suo l'intervento più pesanti, tra le dichiarazioni al microfono, dinnanzi alla platea di intervenuti: "noi siamo incazzati, forse abbiamo scelto i politici sbagliati che non ci sanno rappresentare. Non vogliamo risposte di circostanza. Vogliamo i fatti. È ora che finalmente la politica faccia il suo. Noi saremo di supporto, come abbiamo sempre fatto"

Per il tratto lecchese si attende che ANAS prenda concretamente in carico l'opera e che la stessa venga finanziata al più presto (si spera) con il "pacchetto Olimpiadi". Per quanto invece riguarda il tratto cisanese, a luglio, si è arrivati alla sottoscrizione del contratto tra la Provincia orobica e la società ERRE.VI.A Srl per la progettazione esecutiva della Variante alla SS639, l'ultimo atto per poi aggiudicare i lavori. Fermo al preliminare, invece, il secondo lotto di quella che dovrebbe diventare la “tangenziale”, ovvero la Variante alla SS342. 

Preoccupazione, dunque, è stata espressa dal padrone di casa, Andrea Previtali, per le ricadute anche economiche che quest'opera sta avendo sul territorio. "Le nostre aziende che già soffrono per la crisi da anni e ora per il covid se ne vanno all'estero. Gli imprenditori non vogliono più investire a Cisano per i problemi viabilistici. Come a Calolzio o Vercurago. Siamo fermi a strade disegnate 150 anni fa e sono rimaste tali e quali. Se se ne vanno le aziende, la nostra comunità perde dignità. Provate a pensare al tempo perso ogni giorno dai nostri cittadini. Diventano mesi in una vita, la nostra. Basta promesse, basta slogan. Vogliamo concretezza".

https://youtu.be/aGsJYr4g9Jo

Anche il collega di Calolziocorte, Marco Ghezzi, ha chiesto risposte in tempi rapidi e concrete. "Dobbiamo approfittare dall'ultima occasione offerta che è quella delle Olimpiadi, il passaggio della competenza della Lecco-Bergamo all'Anas rischia di allungare i tempi e aumentare i costi. Dobbiamo essere concentrati e non divisi. Il 2026 è domani. Lavoriamo insieme per ottenere i risultati. Se necessario anche con azioni più forti".

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

"Dovremmo prendere esempio dai fratelli valtellinesi che facendo lobby territoriale sono riusciti a far fare a Anas opere che noi ci sogniamo. Dobbiamo coinvolgere anche le nostre aziende per far pressione" il commento di Matteo Villa della provincia di Bergamo cui ha fatto eco l'ingegner Roncelli di Ance. "Intervengo come imprenditore edile, come delegato e come cittadino che vive in questi territori. La strada attraversa il cuore di Cisano e Calolzio e mette a repentaglio la loro sicurezza e la loro incolumità. Attorno alla strada c'è la vita sociale delle persone. Senza considerare il disturbo nelle abitazioni. Come aziende abbiamo necessità che sia data la giusta importanza ai trasporti. Siamo di fronte a possibili percorsi di de-industrializzazione. Il ritardo accumulato è devastante: iniziamo i lavori. Anche in ottica turista, oltre le olimpiadi. Apriamo i cantieri".
Sulla necessità di vede realizzato un intervento inserito tra le opere strategiche per l'Associazione si è soffermato anche il rappresentante di Confindustria Bergamo.
L'onorevole Daniele Belotti si è detto convinto che le Olimpiadi siano l'ultima occasione per finanziare l'opera. "Il modello è Genova. Al di là del finanziamento, queste opere devono essere inserite nei programmi con procedure accelerate. Su quello deve esserci l'impegno di tutti. Sfruttiamo le olimpiadi per sbloccare la situazione. O stavolta o mai più".
Convinto dell'opera da terminare, con o senza il finanziamento delle Olimpiadi, invece, il parlamentare lecchese Gian Mario Fragomeli. "Per il lotto san Girolamo manca qualche decina di milioni di euro, l'intervento va rifinanziato, riprogettato e rimesso a gara di nuovo. I 118 milioni di euro non sono più sufficienti. Ma Olimpiadi sì o no, vogliamo che l'opera sia finanziata. Abbiamo bisogno anche di regione Lombardia per potare a Roma le priorità e queta deve diventare una priorità assoluta".

 

https://youtu.be/6NXT3og0XZA


https://youtu.be/GWHU1LqMEyU

Amareggiato e pessimista Roberto Castelli, già viceministro alle infrastrutture che si era fatto promotore dell'opera. "Sui due fronti si è perso tantissimo tempo e ora si rischia di perdere consistenti finanziamenti. In questo tratto (quello bergamasco, ndr) si riusciranno a tenere i 48milioni stanziati, su Lecco si rischia di aver buttato via 100milioni perchè la provincia
ha deciso di dare la strada all'Anas".
Risposte veloci e concrete, sono dunque le richieste che quest'oggi si sono levate a gran voce dal suolo dove appunto la tanto agognata Lecco-Bergamo dovrebbe transitare, con un occhio buttato alle Olimpiadi del 2026, non solo per i finanziamenti che potranno arrivare ma anche per il flusso di persone e mezzi che da Orio al Serio si troveranno poi a passare in questa zona che rischia il collasso per un carico che non è in grado di sostenere.

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