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Scritto Giovedì 15 ottobre 2020 alle 17:17

Coronavirus: perché non valutare la circolazione a turnazione?

Premetto che sono un soggetto particolarmente ad elevato rischio, in quanto cardiopatico e diabetico, e ciò mi fa un po’ fifone, come si suol dire, rispetto alla circolazione del covid-19.
Faccio questa premessa, perché questa mia forse malsana pensata è anche frutto di questo mio preoccupato stato d’animo.
Ora, attorno al covid-19 stanno un po’ succedendo, a mio parere, quelle discussioni da bar che avvengono spesso dopo le partite di calcio, dove ognuno dice la sua.
E quindi spero che nessuno me ne voglia più di tanto se anch’io mi butto nella mischia delle quisquilie e pinzillacchere di questo momento che investono la discussione degli uomini della strada attorno alla pandemia.
Due piccoli esempi:
•    più volte negli anni passati a fronte dell’alta concentrazione inquinante in atmosfera, per abbattere smog e avere aria più respirabile. con la richiesta di maggior offerta e qualità del trasporto pubblico, di più piste ciclabili ecc, è stata stabilita una circolazione dei veicoli a turnazione giornaliera delle targhe alterne. Operazione un po’ effimera questa delle targhe alterne, che ha solo contenuto per poco tempo lo smog, ma che comunque anche se solo per pochissimo male non ha fatto
•    dall’inizio di quest’anno, per non creare assembramenti che favoriscono la possibile diffusione del virus,  le pensioni che vengono riscosse direttamente presso gli sportelli postali vengono pagate secondo turnazioni alfabetiche distribuite su più giorni
Allora perchè, fatta eccezione per gli spostamenti di lavoro, scolastici o di estrema necessità, chi ha il potere di decisione non pensa, fra le altre regole che devono essere osservate, magari anche criticamente, ma comunque osservate, di suggerire con un caloroso invito che uscite e circolazione per le spese si facciano secondo turnazione alfabetica distribuita su più giorni? I cittadini, a parte qualche balordo e qualche incosciente, hanno dimostrato molto senso civico e quindi sicuramente un invito di questo tipo sarebbe accolto dai più senza il bisogno di obbligatorietà e sanzioni. Ciò non graverebbe più di tanto sull’economia, mentre potrebbe garantire, secondo me, un più diffuso distanziamento fisico e  una minor circolazione del virus.
Una stupidaggine questa mia ? Può essere. Lascio ai virologi  e agli altri esperti della materia questa mia aperta proposta. Intanto continuo a mettermi la mascherina, a lavarmi le mani più di prima e a rispettare con le mie figlie e i gruppi aggregativi di cui faccio parte il dovuto distanziamento fisico e non quello sociale.
G.Carlo Bandinelli
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