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Scritto Lunedì 26 ottobre 2020 alle 23:11

Lecco: il primo consiglio comunale si incaglia sull'elezione di Bonacina come Presidente

“Giuro di osservare lealmente la costituzione italiana”. Con il giuramento del primo cittadino Mauro Gattinoni e l’insediamento del Consiglio comunale sono iniziati ufficialmente i lavori della nuova consiliatura. Dopo la lunghissima campagna elettorale e il doppio turno alle urne che ha sancito la vittoria, per una manciata di voti, della coalizione di centrosinistra, l’inizio non è stato tra i più concilianti.

Il prefetto Michele Formiglio, il sindaco Mauro Gattinoni durante il giuramento e Francesca Bonacina

A prendere la parola per primo, come di rito, il sindaco, che ha rivolto innanzitutto un saluto “a tutti i cittadini lecchesi che mi hanno onorato della loro fiducia, a quelli che sono lecchesi da generazioni e a quelli che hanno scelto Lecco per mettere le loro radici”.
Gattinoni si è poi rivolto ai consiglieri comunali (“che rappresentano le diverse anime della città”), agli assessori (“i compagni di viaggio più fedeli”) e poi alle istituzioni, al segretario e alla struttura comunale. Nel suo discorso il sindaco ha poi rivolto un caloroso saluto a Virginio Brivio “che ha guidato Lecco per dieci anni con saggezza e competenza”, dal quale Gattinoni ha detto di voler “raccogliere il testimone con senso di responsabilità e serenità d’animo”, consapevole di trovare un “Comune in ordine, in grado di esercitare con trasparenza il proprio ruolo istituzionale”.
Il primo cittadino si è poi soffermato sull’attualità e riferendosi all’intensificarsi dell’emergenza sanitaria ha precisato di condividere il pensiero espresso nelle scorse ore dall’Anci, con la consapevolezza che “essere istituzioni vuol dire assumersi la responsabilità delle decisioni e delle azioni da mettere in campo per la tenuta del Paese. C’è un patto tra Stato e cittadini - ha aggiunto - ai sacrifici richiesti alle persone deve corrispondere un aiuto concreto del governo e l’impegno dello Stato deve essere corrisposto da parte dei cittadini con il rispetto delle regole e nel limitare i contatti. Il Covid va a colpire non solo la salute fisica ma anche la salute sociale ed economica ed è per questo che oggi abbiamo più paura del futuro che del virus: ne sono consapevole e farò tutto quello che mi è possibile per tenere unita la comunità”.
Il sindaco ha proseguito ricordando l’anomala campagna elettorale e riconoscendo a tutte le forze in campo “il merito di aver restituito la consapevolezza e il valore della partecipazione democratica”, ma ricordando anche che un terzo dei cittadini ha scelto di non votare e che il divario tra eletti e sconfitti è stato di appena 31 voti: una circostanza che richiede l’apertura di “un percorso di dialogo e incontro non facile ma da costruire. Per questo ho affermato che sarò sindaco di ciascuno, perché ciascuno possa riconoscersi nella città la sua città”.
Il borgomastro si è avviato alla conclusione auspicando che tra maggioranza e opposizione si possa avere un “dialogo aperto, franco, rispettoso, improntato sulla fiducia reciproca e sulla speranza di poter utilizzare un linguaggio consapevole del peso delle parole, ancorato alla verità delle cose e rigettando il discredito personale; un dialogo aperto al mondo associativo, al mondo dell’economia e del lavoro”.
Gattinoni ha chiuso ricordando gli impegni assunti in campagna elettorale e precisando che il “ruolo del Comune sarà tanto più efficace tanto più saprà collegarsi e mettersi al servizio dell’intero territorio, stando vicino ai bisogni delle persone”.

La Giunta

A portare il suo saluto in questa circostanza ufficiale anche il prefetto Michele Formiglio, che ha dato il suo “benvenuto istituzionale” all’assise, che è però anche un addio, vista la recentissima delibera del Consiglio dei ministri che ne ha disposto il trasferimento a Mantova: “Stiamo vivendo un momento difficile nel quale la coesione sociale è fondamentale ed è l’unico elemento per superare queste difficoltà. Bisogna però ricordare che la coesione sociale presuppone la coesione istituzionale, solo così si possono superare queste crisi. È quello che noi chiamiamo ‘leale collaborazione’ e l’invito che vi rivolgo è quello di collaborare, pur tenendo presente quali sono i ruoli, sarà fondamentale. Questo periodo continuerà a lungo, io ricordo a me stesso che siamo stati tra i primi a venirne fuori in primavera e lo abbiamo fatto tutti insieme: la comunità di Lecco compatta. Tornerò qui da cittadino, perché per me è stata un’esperienza straordinaria in una città meravigliosa che ho amato e immagino che anche voi vogliate farlo nell’esercizio del ruolo che vi è stato affidato”.

Una “leale collaborazione” che, come hanno dimostrato le prime battute del nuovo Consiglio comunale è tutta da costruire. Dopo gli interventi di tutti i capigruppo (QUI L'ARTICOLO) infatti, l’assise è stata chiamata ad esprimersi per l’elezione del presidente. Come noto, il sindaco aveva scelto per questo ruolo l’ex vice di Brivio, Francesca Bonacina, sostenuta da tutta la maggioranza ma osteggiata dal centrodestra. “A nome di tutta l’opposizione non mi sento in pace con la coscienza a dare il mio voto al candidato del centrosinistra dopo l’odio che mi è stato diretto contro durante la campagna elettorale - ha dichiarato l’ex candidato sindaco Peppino Ciresa - Sicuramente Bonacina è quella che merita di più ma il mio è un atto politico: con questo primo atto inizia il percorso della maggioranza che sostiene il sindaco e saremo intransigenti”.
È saltato sulla sedia Corrado Valsecchi ricordando che “tra le minoranze esitiamo anche noi” e lamentando il fatto che nessun passaggio informale è stato fatto con Appello per Lecco, mentre il sindaco e il segretario dem avrebbero almeno telefonato a Lega e a Ciresa: “Non ci ha chiamato nessuno ed è maleducazione. Nonostante questo il nostro voto andrà a Francesca Bonacina perché conosco le sue qualità. Capisco l’amarezza del centrodestra ma oggi, con la situazione che c’è fuori, metterci a fare un altro Consiglio comunale per eleggere il presidente è un torto all’intelligenza delle persone che ci hanno votato”.
Di diverso avviso la Lega: “Noi siamo politici, non amministratori, non civici - ha detto Stefano Parolari - Quando uno vuole unire va a cercare di dare voce e partecipazione all’altra anima della città, non basta parlare di ricerca di collaborazione ma ci vuole un atto: il resto sono balle. Se vogliamo unire la città facciamo un atto in politico in questa direzione: noi proponiamo Peppino Ciresa, se votiamo Peppino stasera non dobbiamo riconvocare il Consiglio un’altra volta”.
Nessuna mediazione: la maggioranza, supportata da Appello per Lecco, ha scelto Bonacina, gli altri undici consiglieri dell’opposizione hanno votato Ciresa, una scheda bianca, con ogni probabilità quella della candidata. A nulla è servita la sospensione chiesta dal Partito democratico prima della seconda votazione: stesso risultato nella sostanza, con l’eccezione di un paio di membri della minoranza che hanno dato il loro voto al dem Vittorio Campione. Non essendo stata raggiunta la maggioranza qualificata richiesta dal regolamento, il punto sarà rimesso in discussione il 5 novembre, con l’abbassamento della maggioranza necessaria per l’elezione.
M.V.
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