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Scritto Martedì 27 ottobre 2020 alle 16:52

La macchina è più 'vissuta' del previsto e la casa vacanze è solo un'illusione: due truffe in Aula

"Sono diminuite sensibilmente (-20.97%) le iscrizioni per truffe perpetrate sia in danno di imprese che di persone fisiche mentre risultano aumentate in modo esponenziale quelle perpetrate attraverso l'uso di internet (+330%, il dato totale comprendente procedimenti iscritti a carico di noti e di ignoti)": questo quanto annotato dall'ormai ex Procuratore di Lecco Antonio Angelo Chiappani nel febbraio scorso, nell'annuale bilancio dell'Ufficio, a commento nel numero di nuovi fascicoli approdati sulla sua scrivania e su quelle dei suoi sostituti nei 12 mesi precedenti in relazione a "fregature" telematiche denunciate da cittadini che credevano di aver chiuso un affare e si sono trovati invece con il cerino in mano. Numeri da capogiro quelli delle "scottature" on line.
Proprio quest'oggi due casi sono approdati in Aula. Il primo all'attenzione del giudice monocratico Giulia Barazzetta, il secondo - ancora "embrionale" all'attenzione invece del GUP Salvatore Catalano. La prima storia è un po' “vecchiotta”: siamo nel 2016. Un ragazzo di origini straniere residente fuori regione, si imbatte sul sito Autoscout24, specializzato nella vendita di vetture usate, in un'Audi A3 che potrebbe fare al caso suo. A suo dire - secondo la testimonianza resa in Aula - avrebbe così scambiato qualche messaggio con colui il quale aveva "postato" l'inserzione, decidendo poi di venire a Lecco per visionare il mezzo e nella stessa giornata, firmare il passaggio di proprietà dopo aver provato la macchina e aver corrisposto oltre 7.000 euro in contanti all'uomo per l'auto e un treno aggiuntivo di gomme. Peccato che, dopo essere entrato in possesso dell'Audi, si sarebbe reso conto che la stessa aveva "nel motore" molti più chilometri di quelli indicati nell'annuncio, chilometri che poi si sarebbero ripercossi sulle prestazioni complessive della berlina. A processo l'uomo che - a detta del denunciate - ha gestito la compra-vendita. Lo stesso sarebbe il compagno della legittima proprietaria della vettura, comparsa anch'ella in Aula questa mattina, quale teste citato dalla difesa dell'imputato. Entrambi i fidanzati hanno fornito una versione diversa, parlando di un assegno da 5.000 euro ricevuto dal giovane - senza documentare tale dichiarazione come sottolineato dal vice procuratore onorario Alessandro Figini, oggi pm d'udienza - non ricordando invece nulla circa i chilometri percorsi dalla macchina e la sua effettiva "età", alla base della presunta truffa. Si tornerà in Aula il 22 marzo per l'audizione della segretaria dell'agenzia lecchese che si occupò del passaggio di proprietà, oggi non arrivata in Tribunale seppur regolarmente citata. Su disposizione del giudice, sarà accompagnata dalla Polizia Locale. Si passerà poi alla discussione.

Ancora da cercare, invece, l'imputato dell'altro fascicolo per truffa che ha impegnato quest'oggi il dr.Catalano. L'uomo - un sardo, difeso d'ufficio dall'avvocato Roberto Bardoni - risulta infatti irreperibile. Stando alla richiesta di rinvio a giudizio, lo stesso nel luglio dello scorso anno, avrebbe incassato 100 euro quale acconto da un giovane olginatese nativo del Senegal intenzionato ad affittare per le ferie la "casa vacanze" che aveva messo in mostra sul noto portale Booking.it. Peccato solo che l'appartamento non fosse nelle sue reali disponibilità e dunque che, ricevuto il denaro tramite pagamento su una carta prepagata Genius, non abbia mai consegnato al lariano le chiavi per godere dell'immobile scelto per la villeggiatura a Rimini. Si spera che, per la prossima udienza, almeno l'imputato salti fuori.

A.M.
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