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Scritto Mercoledì 28 ottobre 2020 alle 16:22

Esaltavano lo spaccio e il consumo di droga brandendo armi. I video sui social inguaiano dieci giovani di una 'Baby Gang'

Si firmavano come “Baby Gang” ma tanto baby poi non lo erano. Gang, viste le risultanze dell'attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile della Questura, invece sì.
Nella notte di oggi, 28 ottobre, la Polizia di Stato di Lecco con l’ausilio di personale di Milano, Monza, Novara, Varese, Sondrio, del personale del Commissariato di Treviglio, del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia e di due Unità cinofile, ha dato esecuzione a perquisizioni delegate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Giulia Angeleri, nei confronti di dieci soggetti tacciati – a vario titolo – di porto illegale di armi in luogo pubblico e per apologia di reato.

Immagini estratte dai video. Riconoscibili viale Turati e sotto la Piccola, con il profilo delle Meridiane sullo sfondo

A inguaiarli una serie di pubblicazioni sui social: su Instagram e Youtube sono infatti comparsi video, immagini e clip musicali nei quali disparati ragazzotti inneggiano alla violenza ed esaltano lo spaccio ed il consumo di sostanze stupefacenti. Materiale prodotto e diffuso, appunto, da chi poi si "firmava" come Baby Gang, mettendo in bella mostra – in alcuni filmati – anche armi come dei fucili mitragliatori, tipo AK 47, ma anche delle pistole, maceti o altri coltelli di grandi dimensioni.

VIDEO


A fare da quinte per i videoclip a tempo di rap  – alcuni datati 2019, altri decisamente più recenti – luoghi riconoscibili ai lecchesi quali viale Turati oppure l'area – già di per sé degradata – della Piccola ed ancora le stazioni del capoluogo e di Calolzio.



Il giubbotto e la pistola sequestrati rispettivamente a Milano e Varese a casa di due indagati


Tra le decine di partecipanti alle registrazioni, a seguito di attività di indagine, sono stati identificati circa 50 giovani prevalentemente di età compresa tra i 20 e i 25 anni nati in Italia, di origine marocchina, senegalese, nigeriana, ma anche con la presenza di albanesi e burkinabè, quasi tutti con precedenti di polizia o pregiudicati per reati contro il patrimonio, reati contro la persona e reati inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Il cerchio è stato poi ulteriormente stretto arrivando a dare un nome a 10 soggetti - 5 dei quali residenti tra Lecco, Civate, Garlate, Esino e Introbio - che, nei filmati diffusi in rete, brandivano armi bianche oppure imbracciavano o impugnavano armi da guerra. Sono così finiti indagati dagli uomini del vicequestore aggiunto Danilo Di Laura, con il supporto di personale delle Volanti, come anticipato, per i reati di porto illegale di armi in luogo pubblico e per apologia di reato, stante il contenuto delle rime proposte ad un numero pubblico viste le migliaia (in qualche caso oltre un milione) di visualizzazioni ottenute su Yuotube.
"Caramba", "Coco" e "Cella" alcuni dei titoli dei "pezzi" ancora in rete, con decine di comparse, incluse - in un caso - ragazzine in intimo riprese tanto in un'abitazione, tanto su una barca ormeggiata sul Lago.


Lo stupefacente sequestrato a Introbio


Nottetempo, su delega del PM, i 10 ragazzi hanno ricevuto la visita delle divise. I poliziotti di Lecco, con l'ausilio dei colleghi di fuori, hanno dato infatti esecuzione ai decreti di perquisizione rivenendo a casa di un giovanotto residente a Varese una pistola da softair utilizzata presumibilmente in uno dei video; nell'appartamento di altro ragazzo di Milano un giubbotto antiproiettile che ben si nota all'inizio di una clip girata alla Piccola; presso il domicilio di un 28enne a Introbio sostanza stupefacente. Nello specificio i cani antidroga hanno scovato 93 grammi di cocaina, 115 grammi di hashish e 10 grammi di ketamina. Per il valsassinese – S.K le iniziali, nato in Kosovo, già condannato per rapina – sono scattate così le manette.
Domani in Tribunale l'udienza di convalida e l’eventuale rito direttissimo.
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