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Scritto Martedì 03 novembre 2020 alle 14:14

I sindacati indicono lo sciopero generale dei metalmeccanici. Trattativa con Federmeccanica arenata per il nuovo contratto

''Siamo arrivati al punto in cui dopo 12 mesi di trattative e 13 incontri non abbiamo ancora da parte di Federmeccanica e Assistal una proposta scritta su tutti i punti normativi discussi, trovandoci di fronte ad un'offerta di natura economica irricevibile che non tiene conto delle attuali condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici del metalmeccanico''.
Sono le parole utilizzate dal segretario della Fim Cisl di Lecco Enrico Vacca per aprire la conferenza convocata questa mattina dai sindacati per presentare lo sciopero nazionale dei metalmeccanici che si terrà nella giornata di giovedì 5 novembre, con l'obiettivo di ''obbligare'' le associazioni industriali a riprendere il confronto finalizzato al rinnovo del contratto nazionale. Quattro ore di astensione al lavoro in una data simbolica per le organizzazioni sindacali che esattamente un anno fa, il 5 novembre 2019, avviavano le trattative con Federmeccanica e Assistal.

Enrico Vacca (Fim Cisl), Maurizio Oreggia (Fiom Cgil) e Enrico Azzaro (Uilm Lario)

''Non è chiaramente casuale la data dello sciopero, ma purtroppo in questi 12 mesi, pur consapevoli delle difficoltà che ci sono state, non abbiamo cavato un ragno dal buco e questo non certamente per l'indisponibilità delle parti sindacali'' ha proseguito Vacca. ''Sulla questione salariale, Federmeccanica ha fatto un'operazione di forte contrasto rispetto alla piattaforma da noi proposta. Ma questo non è l'unico punto che caratterizza le discussioni. I nostri obiettivi considerano ogni sfaccettatura delle condizioni di lavoratori e lavoratrici, anche se si è cercato di far passare l'azione di Fim, Fiom e Uilm un semplice assalto alla dirigenza in ricerca di aumenti nudi e crudi''. ''La piattaforma proposta il 5 novembre dello scorso anno non fa altro che coincidere con le richieste che arrivano dai luoghi di lavoro'' ha proseguito Maurizio Oreggia, segretario Fiom Cgil Lecco, nell'introdurre più nello specifico alcune delle richieste avanzate dalle organizzazioni per raggiungere il rinnovo contrattuale di Federmeccanica.

''Oltre alla centralità dell'aspetto salariale, i nostri contenuti cercano di migliorare la quotidianità dei lavoratori, la loro condizione generale all'interno delle aziende. Oggi sappiamo che la situazione è cambiata con la pandemia, che ci auguriamo non perduri ancora a lungo. Ma se analizziamo gli ultimi anni sappiamo che alle imprese sono arrivate una valanga di risorse economiche, come gli iperammortamenti, che hanno anche determinato una crescita del nostro settore. Registriamo però che dal 2007 ad oggi il costo del lavoro è rimasto invariato e quel che si evince è quindi che la ricchezza creata non è mai stata ridistribuita. Rinnovare il contratto nazionale con caratteristiche qualitative sia dal punto di vista delle condizioni di lavoro che di quelle economiche significa andare incontro alla possibilità dei giovani di costruirsi un futuro''.

Tra i particolari della trattativa riportati durante la conferenza, Oreggia ha spiegato che Federmeccanica ha posto come criticità il fatto che con il rinnovo contrattuale sarebbero coinvolti a catena molti degli strati settoriali. ''Questa situazione si è però determinata anche per politiche industriali che hanno teso ad allungare la filiera, creando una frammentazione anche all'interno delle imprese stesse e di conseguenza una competizione sul costo che è ovviamente ricaduto sui salari''.


https://youtu.be/gwDmvKb7VVs

Al primo posto delle richieste dei sindacati anche il tema della formazione professionale continua. ''E' una questione che abbiamo posto nella contrattazione'' ha spiegato il segretario Vacca. ''In momenti di così forte difficoltà economica come quello in cui ci troviamo, molte aziende rimangono coinvolte in processi di gestione degli ammortizzatori sociali e altri livelli di instabilità occupazionali. Il tema della formazione è centrale perchè migliorare il livello di occupabilità e di professionalità delle persone consente di difendere il posto. Abbiamo chiesto di prevedere per tutti il diritto soggettivo di formazione del lavoratore, altra promessa disattesa da anni, così come l'espansione della contrattazione di secondo livello. Inoltre, in molte realtà abbiamo perso la contrattazione aziendale anziché allargarla. Non sempre ciò corrisponde con un rischio di impresa, ma spesso va a cozzare con la questione della contrattazione. Un tema per noi centrale è stato quindi inserire nella piattaforma una sorta di tassa sulla mancata contrattazione del secondo livello per le aziende che non affrontano il tema e va ad incidere sui lavoratori più vulnerabili''. Altri temi previsti nel confronto con Federmeccanica ma mai sviluppati a causa dello stallo, citati da Oreggia, hanno riguardato la salute e la sicurezza, ''elementi che non adducono costi ma uno sforzo nel riconoscere che è sono problemi importanti''. ''Altri capitoli - ha proseguito il segretario lecchese della Fiom - riguardano alcuni diritti fondamentali come quello all'assemblea, al servizio mensa, alle docce, agli spogliatoi e alle infermerie nei posti di lavoro, proposte che segnano che tipo di prospettiva abbiamo rispetto alle condizioni di chi produce ricchezza''.

''La nostra proposta è molto articolata come rappresentato dai colleghi, ma è ovvio che verte fortemente anche sulla questione salariale'' ha aggiunto Enrico Azzaro, segretario Uilm del Lario. ''Oggi siamo consapevoli che le innovazioni nel mondo dell'industria stanno comportando anche un'evoluzione dal punto di vista professionale dei lavoratori. A fronte di ciò non viene però riconosciuta una polivalenza di inquadramento. Come organizzazioni sindacali crediamo che sia legittima la richiesta di aggiornare i contratti anche a fronte dell'evoluzione che hanno assunto le mansioni delle maestranze. A questo aspetto aggiungo che Federmeccanica mise sul tavolo una scommessa, un contratto innovativo che andava a salvaguardare il potere d'acquisto a fronte di inflazioni. In questi anni non abbiamo praticamente visto altro che deflazione ma le buste paga dei lavoratori sono aumentate di pochi centesimi. Nel 2006 abbiamo ottenuto il premio di risultato, ma abbiamo notato di come le aziende in maniera anche furbesca se vogliamo riconoscono questo premio spalmandolo con pochi euro al mese, andando a sterilizzarne l'effetto. Con la nuova piattaforma proposta chiediamo 700 euro e non più 485 euro, individuando una formula per dare un vero riconoscimento al lavoratore per il suo impegno e le sue professionalità''.

Nel lecchese sono circa 30mila i lavoratori con il contratto di Federmeccanica. Giovedì pomeriggio Fim, Fiom e Uilm organizzeranno dalle 14 davanti alla sede di Confindustria Lecco una manifestazione (tenendo chiaramente conto delle normative anti-covid) per chiedere a gran voce che la contrattazione riprenda.
A.S.
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