Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 114.875.582
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 07/03/2021
Merate: 30 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 24 µg/mc
Lecco: v. Sora: 27 µg/mc
Valmadrera: 24 µg/mc
Scritto Mercoledì 09 dicembre 2020 alle 22:15

Dorio: strada abusiva tra i boschi? In tre di nuovo a processo

La discussione è calendarizzata per il prossimo 21 marzo. Ma l'esito del processo alla luce dell'ultima testimonianza odierna non appare per nulla scontato. Un consulente del Comune, citato dalla difesa, ha infatti sparigliato le carte, sostenendo che i rilievi su cui si basa il capo d'imputazione siano stati effettuati con strumentazione a suo avviso non idonea. In bilico dunque il castello accusatorio basato in via principale sugli accertamenti condotti nell'ormai lontano 2017 dai Carabinieri Forestali, con il maresciallo che si occupò delle verifiche primo ad essere escusso questa mattina ribadendo come a suo avviso in località Sparesee sia stato commesso un abuso edilizio con la realizzazione di una strada agrosilvo pastorale senza le dovute autorizzazioni (scadute all'avvio del cantiere) e comunque con un tracciato difforme rispetto a quello che aveva precedentemente ricevuto l'ok di comune e comunità montana. A processo i proprietari dei terreni Rachele Venturini e Gabriele Meni nonché il titolare dell’impresa edile che ha realizzato la strada, Angelo Bellusci, tutti rappresentanti dall'avvocato Fabrizio Consoloni che a loro nome ha presentato opposizione a un decreto penale di condanna emesso a carico dei tre e di un quarto soggetto, Franco Benetti, direttore dei lavori che ha optato invece per metter mano al portafogli pagando la pena pecuniaria quantificata dalla procura in 10.000 euro. Tutti già giudicati e assolti per un antefatto della medesima vicenda che si trascina da anni, con il nuovo fascicolo ora nelle mani del giudice monocratico Nora Lisa Passoni. A lei spetterà cercare il bandolo della matassa, alla luce delle dichiarazioni del topografo sentito quest'oggi, secondo il quale i rilievi effettuati con un Gps Garmin dai forestali sarebbero da considerare inattendibili, vista la conformazione del terreno, boschivo, in quota e in forte pendenza. Un elemento in più al mulino dell'avvocato Consoloni che già in prima udienza aveva sollevato l'eccezione del “ne bis in idem” - non si può essere giudicati due volte per lo stesso reato – sottolineando altresì come a suo avviso il capo d'imputazione non sia formulato in maniera chiara, mancando i riferimenti ai titoli contestati ai suoi assistiti. A marzo l'esame degli imputati e la discussione.

© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco