• Sei il visitatore n° 175.172.249
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Giovedì 24 dicembre 2020 alle 16:22

La messa di mezzanotte? Era quasi un clichè. 3 sacerdoti riportano i 'loro' bimbi all'essenza del Natale

"Messa anticipata? Tranquilli, Gesù non è nato a mezzanotte, il 25 dicembre non è il suo compleanno". Hanno suscitato una certa sorpresa nei giorni scorsi, almeno di primo acchito, le parole di Padre Ottavio De Bortolis, che durante un'omelia nella chiesa del Gesù a Roma ha minimizzato la questione del cambiamento di orario delle tradizionali funzioni vigiliari dovuto alle norme anti Covid spiegando come, di fatto, la data in cui si ricorda il Natale sia un retaggio pagano, senza alcun fondamento nelle Scritture che non rivelano mai il giorno esatto della nascita di Gesù.
Secondo il gesuita il problema dell'anticipazione delle messe nel rispetto del coprifuoco non è dunque... un problema. Ne sono convinti anche i sacerdoti del nostro territorio, che insieme alle loro comunità si apprestano a celebrare un Natale certamente diverso dal solito, con le chiese a capienza ridotta, le benedizioni "a distanza", lontane dalle case, e pochi sfarzi, come forse è giusto che sia.

"Non c'è nessun obbligo di riunirsi nella preghiera a mezzanotte" ha confermato don Andrea Lotterio, che quest'oggi, 24 dicembre accoglierà i fedeli di Malgrate tra le 16.30, le 18.30 e le 20.30. "Non c'è niente di nuovo, se non che abbiamo leggermente anticipato la funzione "notturna": a dir la verità già negli ultimi anni mi era stato suggerito di fare qualcosa di simile, sull'esempio di altre parrocchie del territorio. Al di là degli orari credo che la cosa più importante per tutti sia riscoprire l'essenziale, la sostanza, il "vero festeggiato" di questi giorni: al resto ci si può adattare".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche don Paolo Ventura di Valgreghentino e don Angelo Riva di Carenno, con quest'ultimo sempre molto attento - dopo le difficoltà vissute in primavera - al massimo rispetto delle regole anti Covid, che hanno avuto ripercussioni anche sulle tradizioni religiose. "So che in generale c'è stato qualche brontolio, ma ora più che mai è importante attenerci alle norme, per il bene comune" ha commentato il sacerdote, punto di riferimento per tutta la Valle San Martino. "Credo che la pandemia possa aiutarci a ripensare il senso del Natale, a riportarci in una dimensione di umiltà. Anche per i bambini non è un periodo facile, il clima di festa si percepisce meno. A loro mi sento di dire questo: "Non lasciatevi rubare il sorriso, ne vale comunque la pena: nonostante tutto stiamo vivendo un periodo di grazia, che può farci crescere nella speranza". Ai genitori, invece, va il mio invito a educare i figli non alle lamentele, ma alla scoperta di ciò che c'è di bello in ogni cosa, soprattutto in questi giorni".

"Sono sicuro che sarà un Natale vero" ha sostenuto, infine, don Paolo Ventura, già nella Comunità Pastorale di Lecco centro, che a Villa San Carlo e Valgreghentino ha riservato alcune messe proprio ai più piccoli, come di consueto, ribadendo il concetto per cui "l'orario non conta". "L'importante è che si vada a messa... Ricordo che ultimamente anche la Basilica di San Nicolò era più piena al pomeriggio che in tarda serata, la funzione di mezzanotte era diventata un po' un clichè". "Ai "miei" bambini voglio dire di non perdersi d'animo" ha concluso il parroco. "Il Natale è il momento migliore per stare con mamma e papà. Non dimenticatevi però dei nonni, fate sentire loro il vostro calore anche a distanza: pregate per loro davanti al presepe, chiamateli al telefono... Verrà il momento in cui potremo ritrovarci tutti insieme, come sempre".
B.P.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco