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Scritto Sabato 02 gennaio 2021 alle 15:15

Abbadia: 'La delusione e la speranza', l'ultimo messaggio di don Alfredo. I funerali in streaming

E' interamente dedicato a Don Alfredo Nicolardi il primo numero del 2021 di La Brezza, il notiziario della parrocchia di Abbadia. Si è scelto infatti di pubblicare integralmente l'ultimo messaggio scritto dal sacerdote, originario del paese, spirato nella serata del 31 dicembre a soli 58 anni, alla sua comunità in preparazione al San Natale. Un messaggio che oggi, dopo la notizia della sua prematura scomparsa conseguenza proprio del contagio al coronavirus, impressiona e allo stesso tempo deve essere ulteriore spinta. Perchè la notte citata, finisca davvero. "Ci sembra giusto ricordarlo con queste sue parole" scrive don Fabio che lunedì accompagnerà don Alfredo nel suo ultimo viaggio. Le esequie, saranno celebrare alle 10.30 al santuario di Caslino al Piano. Ad Abbadia sarà possibile seguire il funerale in forma comunitaria in parrocchia, dalle 10. Da casa si potrà accedere invece allo streaming (questo il link: https://youtu.be/o9Gg5YqTPE). Nel pomeriggio poi, alle 15, la tumulazione presso il cimitero del paese: don Alfredo riposerà affianco al padre, Alfonso. Già prevista anche una messa di suffragio, in occasione dell'ottava del rito funebre, lunedì 11 gennaio alle 20.30 in San Lorenzo.

Don Alfredo in centro in piedi in occasione della messa per il
suo 25esimo di sacerdozio nel 2017 a Abbadia
LA DELUSIONE E LA SPERANZA

In questi mesi abbiamo pregato, sperato, desiderato fortemente che le cose cambiassero. Ci siamo persino illusi di poterci svegliare un giorno e accorgerci che era stato solo un incubo. E invece il tempo passa, arriva Natale, ma le cose non cambiano. E più la situazione si prolunga, più rischiamo di lasciarci prendere dalla sfiducia, anche dalla sfiducia in Dio. Abbiamo creduto in una promessa, abbiamo aspettato un suo intervento, un gesto, un segno e invece ci ritroviamo profondamente delusi. La notte avanza e Dio non viene a salvarci. Siamo tutti stanchi e orami ci capita anche di non credere più che ci possa essere una fine a questo dramma. E allora ci addormentiamo, perché il sonno vince; ma forse ci addormentiamo anche per non vedere la realtà. Ci addormentiamo perché è inevitabile: prima o poi siamo tutti rapiti dal sonno. Anche noi oggi, come comunità ci stiamo forse addormentando, non abbiamo più la forza di lottare, non riusciamo più a vegliare, a tenere il cuore desto. Per fortuna il Vangelo che abbiamo ascoltato in Avvento ci assicura anche che la notte finisce. Proprio nel momento più buio, a mezzanotte, la comunità che attende è svegliata da un grido: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce: oggi è nato per noi il Salvatore”. Chissà perché ha tardato! Forse voleva farci sperimentare la notte? Forse in questa attesa fuori qualcosa di noi? Certamente emerge la relazione che abbiamo avuto fino ad ora con lui: se lo abbiamo conosciuto veramente, come abbiamo potuto non avere fiducia in lui? Non meravigliamoci dunque se ci capita di addormentarci: la stanchezza, la delusione e lo sconforto fanno parte della vita. Preoccupiamoci piuttosto di come stiamo vivendo oggi, se cioè stiamo alimentando la nostra lampada con l’olio della carità, chiediamoci se stiamo dando luce alla vita degli altri. Nella storia ci sono stati tanti momenti bui, ma gli uomini e le donne che hanno avuto fede in quel Bambino nato a Betlemme, hanno alimentato la Speranza di tutti, soprattutto con la testimonianza di un Amore concreto e fattivo. Allora sono giunto a questa conclusione. Da questa prova usciremo sicuramente diversi e migliori se ci chiederemo cosa il Signore ha voluto dirci permettendo questa croce. Se saremo disponibili a una vera conversione che si traduce anche nella riscoperta di essere tutti più fraterni e meno egoisti. Ci illumini e ci guidi Gesù che nasce povero per farci tutti più ricchi d’Amore.
Buon Natale

Don Alfredo
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