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Scritto Giovedì 14 gennaio 2021 alle 11:53

Pasturo: 35 anni fa la valanga che distrusse il rifugio Tedeschi

Sono passati già 35 anni da quella notte del 15 gennaio 1986 quando una gigantesca massa nevosa si staccava improvvisamente dalle pendici del Grignone travolgendo e distruggendo, in località Pialleral, sopra Pasturo, il rifugio “Mario Tedeschi” della Società Escursionisti Milanesi (SEM). Se la valanga si fosse verificata solo due notti precedenti sarebbe stata una strage. Il rifugio era occupato da numerosi alpinisti per un fine settimana sulle nevi abbondanti. La valanga scese micidiale ed improvvisa “rasando” alla base la costruzione.

La panoramica del rifugio Tedeschi al Pialleral

In quella notte abitanti di Pasturo avevano avvertito un boato proveniente dal monte ed una “folata” improvvisa di vento sostenuto, sentito soprattutto negli edifici collocati lungo il solco del torrente Cariola, che scende dal monte per confluire nel Pioverna. L’allarme della gigantesca slavina venne dato il giorno successivo da Massimo Chissotti, di Malgrate, che saliva al Grignone per sci alpinismo, con due amici.
Il rifugio Pialleral risaliva ai primi anni del Novecento, quando la linea corriera inaugurata dalla SAL a Lecco, nel 1907, per tutta la Valsassina sino a Premana, prevedeva anche la sosta a Pasturo. I milanesi giunti in treno a Lecco, salivano poi in corriera sino a Pasturo per affrontare il cammino verso il Pialleral, dove si stavano organizzando le prime gare dei pionieri dello sci. Nel 1906 la SEM aveva deciso la costruzione al Pialleral di un rifugio inaugurato nel 1908, in località Foppa del Ger, a quota 1400.

Un particolare dell'ingesso del rifugio

Il rifugio venne distrutto nell’autunno 1943 durante un rastrellamento di truppe tedesche che volevano fare “terra bruciata” di possibili ricoveri invernali alle nascenti formazioni partigiane dei combattenti della libertà. Il rifugio venne ricostruito nell’immediato dopoguerra 1945 e dedicato alla memoria di Mario Tedeschi, un milanese appassionato di montagna e grande promotore di un alpinismo popolare.
La valanga del 15 gennaio 1986 cancellò praticamente il rifugio che rimaneva con il perimetro del pavimento del piano terra, denso di bottiglie e di stoviglie ed aperto sulle sottostanti cantine.

Quanto era rimasto nel 1986 del rifugio dopo la valanga del 15 gennaio

Si parlò di ricostruzione del rifugio in altra località, in quanto l’area del precedente venne ritenuta troppo esposta per altre possibili valanghe, ma il gestore del Tedeschi, insieme alla madre, prese in gestione una casa rifugio collocata più a valle; venne chiamata Antonietta (il nome della mamma) e venne a sostituire il distrutto rifugio Tedeschi.
La SEM è attualmente una sezione del CAI, con sede in piazza Coriolano 2, a Milano. La sua fondazione ufficiale risale al 1891, grazie all’iniziativa di un gruppo detto “Gamba bona”, milanesi appassionati dei monti, guidati da Giuseppe Tagliabue, già riuniti in “compagnia” del 1884. L’assemblea costitutiva ufficiale della SEM avvenne nello storico ristorante “Vittoria” di via Orefici a Milano.
A.B.
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