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Scritto Venerdì 26 febbraio 2021 alle 15:44

Le truffe (ma anche le estorsioni hot) corrono sul web. I dati

Non passa settimana che in Tribunale a Lecco non si celebri un processo per truffa... online. La fregatura, insomma, viaggia in rete. Oramai si dovrebbe saperlo ma sono ancora in tanti a cascarci, fidandosi di sconosciuti senza scrupoli capaci di preconfezionarsi identità credibili per poi farsi addebitare l'importo concordato (o una parte dello stesso a titolo di caparra) salvo poi sparire senza recapitare il bene oggetto della transizione, spesso prodotti tecnologici come smartphone o consolle vendute a prezzo concorrenziale ma anche stufe, borse e molto altro ancora. Se nell'ultimo anno dunque le truffe perpetrate sia in danno di imprese che di persone fisiche sono diminuite (-9.93%) lo stesso non si può dunque dire di quelle commesse attraverso l'uso di internet cresciute esponenzialmente con un +91.86% annotato nel report diffuso quest'oggi dalla Procura di Lecco (relativo al periodo luglio 2019 – giugno 2020), frutto però anche di una diversa gestione delle denunce relative ai casi di truffe informatiche per indebito utilizzo di carte di pagamento.

La rete non propina però soltanto “sole”. Nel periodo in esame sono state iscritte anche 37 notizie di reato (11 a carico di noti e 26 di ignoti) per accesso abusivo e danneggiamento dati e sistemi informatici. Il dato nell'arco di quattro annualità si è praticamente triplicato (12, nel periodo 2016-17, 20, nel 2017-18, 34, nel 2018-19 e appunto 37 nell’ultimo anno).
Quattro poi le notizie di reato, 3 con indagato noto e un ignoto, per illecita intercettazione di comunicazioni informatiche o telematiche.
Ancora in forte aumento, il dato riguardante le iscrizioni per i reati contro il patrimonio effettuati a mezzo strumento informatico, dalle 258 iscrizioni (7 noti + 251 ignoti), del 2018-2019 si passa alle attuali 495 (17 noti + 478 ignoti), per un aumento del 91,86%. Questi procedimenti vengono trasmessi alla Procura della Repubblica di Milano, stante la competenza distrettuale per tale tipo di reati.

Il web “pesa” infine, anche nell'ambito di un reato di altra natura, spesso commesso però proprio in ambiente virtuale: le estorsioni. 55 le denunce approdate in Procura in capo ai 12 mesi in esame (in contrazione rispetto alle 81 dell'anno del 2018-2019). Il numero preciso non è indicato ma di queste, sottolinea il report, numerose sono riferite a ricatti conseguenti all'invio di foto di carattere intimo a mezzo internet o social. Classico il caso dell'utente di siti di incontri o di chat erotiche che dopo essersi spogliato in rete, magari seguendo l'esempio dell'anonimo soggetto dall'altro capo dello schermo, si ritrova a essere vittima di pretese di denaro sotto la minaccia di diffondere la registrazione di quanto accaduto.

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