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Scritto Mercoledì 07 aprile 2021 alle 17:18

Amarcord, Tondi-Rotondi 1953: conflitto 'a distanza' anche a Lecco?

Il carteggio di documenti militari riservatissimi, al centro di una preoccupante operazione di spionaggio fra Italia e URSS accaduta recentemente a Roma, riporta la memoria dei più anziani alla “guerra fredda” di metà Novecento. Vi è stata una vicenda che agitò una Nazione lontana di quasi 70 anni or sono, nel clima rovente preelettorale del 7 giugno 1953, quando le piazze si infiammavano per i comizi di opposto colore politico.
E’ stata in primo piano, recentemente, nelle trasmissioni di RAI 3 e di RAI Storia, con Paolo Mieli, la vicenda eccezionale degli anni ’50, che ha visto protagonista Alighiero Tondi, “sacerdote, gesuita, anticomunista, ma poi spia per il PCI, marito amorevole e professore di filosofia a Berlino Est e poi improvvisamente tornato alla fede cattolica e al sacerdozio”.
Alighiero Tondi era nato in una famiglia socialista ed atea; diventerà prete contro il volere dei genitori, entrando nella Compagnia di Gesù. Nella primavera 1952 lasciò l’Università Gregoriana e il sacerdozio per aderire al Partito Comunista. Ma nel 1970, con una decisione a sorpresa, ritornò in seno alla Chiesa Cattolica ed ottenne anche di essere riammesso poi alla dignità sacerdotale nella diocesi di Reggio Emilia, celebrando la sua seconda “prima” Messa il 6 dicembre 1980. Erano trascorsi ventotto anni dalla prima.


La copertina del libro "Il gesuita comunista" di Matteo Manfredini

La storia ingarbugliata di Alighiero Tondi animò oltre misura la campagna elettorale del 1953, avvenuta dopo la storica vittoria della DC di Alcide De Gasperi, il 18 aprile 1948. Il periodo preelettorale 1953 era rovente per la cosiddetta “legge truffa”. Il quadro internazionale era spaccato tra il Patto Atlantico, legato agli USA, e quello di Varsavia, di stretta osservanza sovietica. Gettava ulteriore benzina sul fuoco la guerra di Corea, dove le truppe statunitensi erano intervenute per bloccare l’avanzata “rossa” del nord sul sud, poi arrestata sulla linea del 38° parallelo.
Tondi fu impegnato in numerosi comizi PCI. La Democrazia Cristiana rispose mettendo in campo padre Virginio Rotondi, apprezzato per qualità oratorie, pure lui gesuita alla Pontificia Università Gregoriana. Ai comizi di Tondi rispondevano, qualche giorno dopo, quelli di Rotondi. Così avvenne anche a Lecco, nella centralissima piazza Garibaldi. E’ una storia che riemerge grazie allo spezzone di un’intervista ritrovata nell’archivio di Unica e risalente ai primordi della TV privata locale, 1978-1980, negli studi TSL in fase di allestimento presso il palazzone di via Caduti Lecchesi a Fossoli, con la regia di Chicco Riva e di Giancarlo Gilardi.


Padre Rotondi intervistato a Lecco negli studi di TSL (1980)

Padre Virginio Rotondi, venuto a Lecco nel 1980 per la sua attività di animatore del Movimento Oasi e della rubrica radiofonica “Ascolta, si fa sera” registrò un’intervista presso TSL, parlando di ricordi di un’epoca lontana, completamente modificata nell’evolversi del quadro internazionale con il pontificato di Papa Giovanni XXIII. “Sì – dichiarò – ho tenuto 75 comizi per la DC, rispondendo ad Alighiero Tondi, per il PCI. Ricordo la piazza di Lecco, rettangolare, gremita di gente, una sera di fine maggio. Ricordo l’attenzione dell’ascolto, l’attesa che mi era stata riferita. Ma sono tutte tracce che appartengono ad un passato sepolto, tramontato. Oggi non penso assolutamente a tenere comizi. Sono impegnato nei nuovi orizzonti aperti dal mio movimento “Oasi”, nel centro internazionale di Castel Gandolfo”.
Alighiero Tondi è deceduto nel 1984, Virginio Rotondi nel 1990. L’attualità della singolare vicenda di metà anni ’50, la riscoperta di un dibattito storico che pone anche nuovi interrogativi si deve alla pubblicazione del libro “Il gesuita comunista – Vita estrema di Alighiero Tondi, spia in Vaticano” di Matteo Manfredini, edito da Rubbettino. L’autore, che con pacatezza e con senso profondo della ricerca ha ricostruito l’atmosfera di quegli anni, a pagina 183 scrive: “Rimane un punto sul quale non è ancora possibile fare completa luce (visto che gli archivi vaticani non sono per ora accessibili per il periodo in questione): cosa sapeva la Compagnia di Gesù (ed il Vaticano) dell’attività segreta di Tondi? I suoi superiori erano all’oscuro di tutto? Avevano qualche sospetto, oppure erano effettivamente al corrente della situazione? Tondi disse di essere improvvisamente fuggito dalla Gregoriana perché era stato scoperto, ma questa versione risulta, però, essere poco verosimile”.
Le pieghe della vicenda Tondi-Rotondi nascondono risvolti ancora segreti? Anche di questa complicata e tormentata storia gli archivi vaticani conservano documenti-verità? Cosa ricordano i lecchesi presenti ai comizi 1953 in piazza Garibaldi?
A.B.
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