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Scritto Giovedì 08 aprile 2021 alle 07:57

Lecco: 1.141 nuclei seguiti dal servizio famiglie e territorio nel 2020, 208 sono 'nuovi'

Luca Longoni
Continua il lavoro di approfondimento della commissione III. Durante la riunione di mercoledì sera si è occupata di un importante settore dei servizi sociali lecchesi: il Servizio famiglia e territorio. Dopo un’introduzione della dirigente dell’area Marina Panzeri, è intervenuto il responsabile Luca Longoni per illustrare attraverso i numeri del 2020 le attività svolte in questo contesto. Oltre mille, precisamente 1.141, sono stati i nuclei famigliari seguiti lo scorso anno, 208 dei quali “nuovi”, tra questi 146 si sono rivolti al servizio per la prima volta in assoluto. A differenza di quello che si potrebbe pensare, il 2020 ha comunque registrato un numero di nuclei familiari seguiti leggermente inferiore al 2019, quando erano stati 1284. A questi “utenti” però vanno aggiunti i 952 nuclei che hanno beneficiato tra marzo e aprile della misura dei Buoni spesa, appena meno di un terzo - 318 nuclei -  erano già conosciuti dai servizi.
Dopo questa piccola precisazione rispetto ai destinatari, Longoni ha illustrato quali sono stati i progetti e gli interventi svolti nel corso del 2020. Nell’ambito del sostegno economico e materiale sono stati erogati 69 contributi economici, prevalentemente in base all’ISEE, sussidi, questi, accompagnati anche da una valutazione dell’assistente sociale; sono stati invece 29 i buoni per interventi indifferibili e urgenti, per persone che “transitano” dalla città e si trovano appunto in uno stato di difficoltà impellente, che la normativa regionale prevede di assistere con questa erogazione. Ci sono state poi 281 agevolazioni per il pagamento della Tari, 98 domande per la misura “Nidi gratis” e 53 persone che hanno usufruito della mensa comunale, la maggior parte delle quali (43) con accesso gratuito. Le domande per il bonus elettrico, il bonus gas e il bonus idrico sono state rispettivamente 504, 485 e 240, mentre quello per il terzo figlio e la maternità 121 e 34.
“I dati del 2020 mostrano un numero di richieste inferiori al 2019 - ha spiegato Longoni - ma questo dipende dal fatto che lo scorso anno ci sono stati diversi bonus e misure regionali e nazionali, che hanno così raggiunto diversi beneficiari”.
Per il primo anno “a regime” del Reddito di cittadinanza sono state presentate e accolte 187 domande. Ancora attive al 31 dicembre scorso erano 95: le altre sono decadute oppure è terminato il beneficio della durata di 18 mesi.
Il Fondo solidarietà al lavoro, attivo fin dal 2010 per offrire occasioni di inserimento lavorativo alle persone colpite dalla crisi economica di quel periodo, anche nel 2020 ha erogato contributi per oltre 19mila euro, rinforzati dai 22 aiuti economici offerti dalla Croce Rossa alle persone in difficoltà per affrontare le spese delle bollette.
Per ragioni contingenti legate alla pandemia ha rallentato nel 2020 l’iniziativa dei pasti sospesi, che ancora nel 2019 aveva fatto registrare 465 pasti offerti a 24 persone nei quattro ristoranti aderenti: “Un’iniziativa diffusa ormai da anni - ha puntualizzato Longoni - che prevede non solo il contributo economico dei clienti dei locali aderenti, ma anche un valore aggiunto importante, ovvero il fatto le persone di sentono rimesse al centro e hanno possibilità di costruire relazioni significative all’interno del quartiere”.
Rispetto all’assistenza tutelare al domicilio e territoriale nel 2020 sono state 124 le persone per le quali il Tribunale ha nominato la protezione giuridica di un tutore: in 62 casi di un avvocato, per 48 situazioni sono stati coinvolti parenti o conoscenti, per 13 persone l’assessore al Welfare o il sindaco, in un caso un pro-tutore e in otto casi di un tutore.
“Si tratta di persone che per difficoltà legate all’età, e non per incapacità di intendere e di volere, hanno bisogno di un amministratore di sostegno, per gestire situazioni economiche, spesso già difficili, e per le pratiche ordinarie” ha chiarito il responsabile del SFT. Sono state invece 70 le persone accompagnate dal servizio trasporti tramite prevalentemente il supporto delle associazioni Auser e Anteas.
Il capitolo “Sostegno socio-educativo e scolastico” ha registrato 134 minori partecipanti ai Poli educativi e ai doposcuola parrocchiali, un’attività rafforzata lo scorso anno per permettere ai bambini di “recuperare il terreno perso” durante i mesi di lockdown e alle famiglie di avere una tregua dalla cura costante dei figli; sei sono stati i minori assistiti a domicilio e 35 i minori seguiti dai servizi coinvolti nelle attività dei Cres.
Per le attività di integrazione e inclusione sociale è stato ricordato il consolidato progetto Penelope che anche nel 2020 ha coinvolto 44 donne provenienti da un percorso migratorio: 35 di loro hanno partecipato ai percorsi di integrazione e inclusione sociale, 37 hanno seguito il corso di alfabetizzazione di lingua italiana e 19 hanno ottenuto una certificazione dopo aver sostenuto un colloquio. Si sono poi rafforzati i progetti di inclusione sociale gestiti dai custodi sociali: figure che all’interno del servizio sociale all’inizio si occupavano di interventi a domicilio con le persone più fragili (che comunque sono proseguiti per 33 situazioni) e nel tempo si sono sviluppati in progetti legati a stabili in via Torricelli, via Galilei e via Movedo, dove ci sono più persone conosciute a servizi con l’obiettivo di creare un dialogo sia per i bisogni delle persone seguite, sia per comprendere elementi importanti della città. “Sono figure cruciali - ha detto Longoni - perché sono presenti nel tessuto sociale, riconosciute dalle persone e nei quartieri ma anche dalle realtà cittadine”.
“Questo è uno dei cinque servizi fondamentali dei servizi sociali - ha affermato l’assessore al Welfare Emanuele Manzoni - un servizio molto importante che rende bene il lavoro del Comune nell’accompagnamento delle fragilità, i suoi aspetti innovativi e l’approccio del welfare territoriale e comunitario che è quello di rispondere ai bisogni delle famiglie, generando al contempo un valore e una ricchezza a partire da quello che il territorio offre, dialogando con i soggetti che lo abitano. La pandemia ha reso evidente che le nostre comunità hanno vissuto direttamente un problema sanitario, indirettamente diversi tipi di povertà, in particolare quella della solitudine”.
M.V.
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