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Scritto Sabato 01 maggio 2021 alle 12:41

Lecco celebra il 1° Maggio e il lavoro come 'terapia' per la ripartenza

Un altro 1° Maggio senza corteo nè concerto a Lecco, come nel resto d'Italia, ma con un'attenzione immutata al valore della centralità del lavoro, "unica terapia possibile insieme al vaccino per uscire dalla pandemia". Per il secondo anno consecutivo, le celebrazioni nel capoluogo si sono svolte in forma ridotta, con la S. Messa in Basilica a cui ha fatto seguito un momento istituzionale presso il Monumento in Largo Caleotto, dove è stata deposta una corona di alloro in ricordo dei caduti durante l'esercizio della professione, alla presenza delle autorità e dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali del territorio.




"È un 1° Maggio di speranza, in cui iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel" ha esordito il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni dopo l'esecuzione dell'Inno di Mameli. "La pandemia e la conseguente crisi economica hanno esasperato i problemi già esistenti nel mondo nel lavoro: quelli dei giovani, delle donne, delle partite IVA. È il momento di capire quali sono gli aspetti da ottimizzare anche a livello di organizzazione aziendale, prendendo ciò che di buono questo periodo ha lasciato. Il lavoro sta cambiando in quantità e qualità: dobbiamo aspettarci anche novità normative, senza dimenticare il ruolo degli imprenditori, per cui sarà fondamentale imparare a intersecare le filiere internazionali, per restare al passo con i tempi".



Il sindaco Mauro Gattinoni

Altri due, poi, i temi significativi toccati dal primo cittadino nel suo discorso: quello della legalità, "che in periodi di difficoltà rischia di tentennare, e proprio per questo a Lecco abbiamo sottoscritto un protocollo anti usura", e quello della solidarietà, "mai dovuta ma sempre esercitata, anche oltre quanto stabilito dai contratti di lavoro". "Come Comune - ha concluso il sindaco - abbiamo aiutato le famiglie grazie al progetto dei buoni spesa, i giovani con uno sportello di orientamento a loro dedicato, le realtà del terzo settore e del mondo produttivo con uno stanziamento da 1 milione 600 mila euro: continueremo a mettere in campo forme di sostegno per chi non riuscirà ad agganciare la ripresa, per chi sarà licenziato, per non tradire mai l'articolo 1 della nostra Costituzione. Il lavoro deve essere la base di tutto, perchè l'Italia si cura con il lavoro. Buon 1° Maggio!".


Il presidente della Provincia Claudio Usuelli

Spazio, poi, al presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli. "Viviamo in una società pervasa da tre "s", quelle di soldi, sesso e successo: penso che dovrebbero essere cambiate in tre "l", quelle di lavoro, libertà e legalità, che derivano l'una dall'altra" ha dichiarato. "Nell'ultimo anno abbiamo assistito a chiusure dolorose, ma il territorio ha sempre fatto fronte comune a sostegno dei lavoratori. La speranza è che questa emorragia si sia fermata, perchè non voglio più vedere gli occhi colmi di disperazione di tante persone rimaste senza un impiego, magari da un giorno all'altro. Sono sicuro che tra dodici mesi saremo qui in tanti, tutti, per celebrare questa giornata".


Il presidente dell'ANMIL Gianfranco Longhi

"La pandemia ci ha confermato ancora una volta l'importanza del lavoro, della salute e della sicurezza" ha aggiunto Gianfranco Longhi, presidente provinciale dell'ANMIL. "Già prima del Covid-19 questi temi erano in una fase di profondo ripensamento, ora è tempo di ricominciare partendo da una nuova concezione [...]. Nessuno dovrà fermarsi, l'Italia deve rifondarsi su questi pilastri, fare in modo che lavoro e sicurezza viaggino allo stesso passo: sarà tutto diverso e non possiamo restare indietro".


Il segretario generale della CISL Mirco Scaccabarozzi

A concludere il giro di interventi Mirco Scaccabarozzi, a nome di tutti i colleghi delle organizzazioni sindacali. "L'Italia si cura con il lavoro" ha ribadito il segretario generale della CISL Monza Brianza-Lecco. "La ripartenza nel segno dell'unità e della responsabilità è possibile, e l'unica terapia disponibile insieme al vaccino è il lavoro. Un pensiero va a chi nell'esercizio della professione è stato colpito da infortuni e malattie: non si tratta di uno sterile computo, ma di nomi e volti concreti a cui va la nostra massima solidarietà [...]. Celebrare il 1° Maggio è per noi di CGIL, CISL e UIL anche l'assunzione di impegni e obiettivi precisi: aprire un tavolo di confronto permanente con il Governo sui contenuti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; aumentare le risorse per la sicurezza, per raggiungere l'obiettivo di zero infortuni mortali; ottenere ammortizzatori sociali per gli invisibili che ancora non hanno tutele; battersi perché il lavoro non sia più per le donne un'alternativa ad altre priorità. Vogliamo una società inclusiva, libera dalle mafie, capace di accogliere".



La festa odierna - ha concluso - fa tutt'uno con il 25 Aprile e il 2 Giugno, come un ponte che collega le generazioni del lavoro, della libertà e della democrazia. Impediremo a chiunque di alzare muri per separare queste tre giornate, il loro significato, i valori che rappresentano. Impediremo a chiunque di chiudere i porti davanti alle nostre speranze".
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B.P.
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