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Scritto Sabato 01 maggio 2021 alle 15:50

Malgrate: in consiglio discussione sulle pecche della sanità lombarda. 'Attacco politico strumentale del PD'


Il consigliere Aldo Maggi
Il delicato tema della riforma della sanità lombarda scalda la seduta del consiglio comunale di Malgrate. L’occasione è offerta da un ordine del giorno presentato da Aldo Maggi, capogruppo del gruppo di maggioranza Malgrate per tutti. La legge regionale 23/2015 ha infatti introdotto una sperimentazione che ora è sottoposta a tagliando. La richiesta della maggioranza malgratese, che ricalca le richieste di ANCI Lombardia, è di coinvolgere maggiormente i sindaci nella gestione della sanità.
“Come già trattato in commissione, c’è la necessità di stimolare la Regione alla revisione, dopo cinque anni, della sanità” spiega Maggi. “Ci sono lungaggini nelle prenotazioni visite mediche e difficoltà ad accedere al servizio pubblico e al servizio dei medici base, soggetti a normative particolari che non prevedono vicinanza al cittadino. Il comune deve garantire la salute dei cittadini ma non ha nessuna voce in capitolo in questo ambito. Questo ha spinto ANCI a stimolare i comuni stessi a mettere all’ordine del giorno questa revisione alla legge del 2015. Vale la pena che anche Malgrate dia la spinta per quello che può fare, affinché la Regione affronti seriamente questo problema e che venga rivista e rivisitata la legge in oggetto”.
“Per mia fortuna o sfortuna, faccio parte del gruppo di sindaci che si occupa di sanità e della riforma sanitaria” aggiunge il sindaco Flavio Polano. “La pandemia ha messo in modo evidente sotto gli occhi di tutti alcune carenze presenti nel nostro sistema sanitario regionale, che già comunque i cittadini in questi anni percepivano. È un tema delicato, su cui la popolazione è molto sensibile perché c’è una domanda di sanità alta e puntuale. Purtroppo, nella nostra regione, che pensa di avere sistema sanitario d’eccellenza, e che in parte lo è sulle malattie molto gravi, non lo è su cura sanità ordinaria. È importante sollecitare Regione Lombardia alla scadenza della legge del 2015, la riforma era sperimentale per 5 anni, ora la regione deve presentare il resoconto degli esiti”.
“AGENAS ha formulato un’analisi dei punti di forza e di debolezza, ANCI Lombardia, attraverso i comitati dei sindaci, ha evidenziato criticità rispetto al modello sanitario. Uno degli elementi di debolezza è la medicina sul territorio, che è stata abbandonata a sé stessa” prosegue il primo cittadino. “Un altro elemento è che, nell’attuale riforma sanitaria, i sindaci, che devono vigilare su salute pubblica, non hanno alcun potere di agire, di modificare o di proporre modifiche sulla traduzione operativa della riforma sanitaria. È un modello che non va bene, serve rafforzare il ruolo dei sindaci all’interno di ATS e ASST. L’ordine del giorno nasce con l’intento di stimolare Regione Lombardia, pur tenendo conto periodo Covid, perché non è più rinviabile la riforma e serve ascoltare i territori”.
“Dissento praticamente su tutto quello che è stato detto” ribatte il consigliere Michele Peccati, capogruppo di Obiettivo Persona. “Più che nascere dalla volontà di riformare la sanità lombarda, messa alla gogna, forse era più trasparente dire che è una proposta fatta dal Partito Democratico. Nonostante ci siano le criticità che ci sono, sarebbe il caso che ci propone queste cose non si fermasse alle ideologie ma sentisse un po’ i medici e i cittadini delle altre regioni. Io mi farei curare a occhi chiusi in Lombardia e non in altre regioni. Sarebbe l’ora di chiamare le cose con il loro nome: questa è una proposta del PD ed è un attacco politico strumentale contro una certa parte politica, sfruttando la pandemia. Per questo sono nettamente contrario”.
Contrarietà espressa anche dal consigliere Francantonio Corti. “Questa è una proposta fatta girare dal gruppo PD Lombardia in altri comuni. Prende spunto da AGENAS e ANCI, ma ha la firma del PD e mi spiace che non sia stato presentato in questo modo, ci vorrebbe correttezza che qua è mancata. Il potenziamento della sanità deve essere un impegno di tutti, non può essere di parte”.
L’ordine del giorno è approvato da consiglio comunale con 9 voti favorevoli e 4 contrari.
Mi.C.
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