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Scritto Sabato 18 settembre 2021 alle 17:45

Lecco: cento anni per l'ANMI, nel '900 sono stati 1.500 i Marinai

E’ stato il 1° marzo 1921 che marinai reduci dalla Grande Guerra costituivano a Lecco il gruppo dell’ANMI, dedicandolo alla memoria della medaglia d’argento al valor militare Vittorio Manzoni. Nei cento anni trascorsi sono quattro i presidenti: il primo è stato il fondatore Carlo Bregaglio. E’ poi subentrato Paolo Tarfani, quindi Giuseppe Crippa, che si è impegnato nella valorizzazione della festa di Santa Barbara anche con iniziative di visita a basi storiche della Marina Militare italiana. L’attuale presidente è Stefanio Milani, congedato come sottocapo e con la specializzazione di tecnico motorista, conseguita presso le scuole della Marina Militare all’Isola della Maddalena, in Sardegna.


La cerimonia inaugurale del monumento ai Fratelli Caduti del mare

E’ stato calcolato che nel corso del Novecento circa 1.500 uomini del territorio lecchese hanno solcato le acque del globo, all’insegna del glorioso vessillo della Marina Militare italiana. Tanti di loro, in una città dal tradizionale reclutamento alpino, si devono allo storico complesso industriale Badoni di corso Matteotti, in quartiere Castello, ma anche a soci e atleti della Canottieri Lecco 1895. Catene ed ancore per la Marina non solo militare hanno infatti caratterizzato la produzione anche del laminatoio di Arlenico. La vocazione marinara della città è stata consacrata nel monumento “ai Fratelli Caduti del mare”, inaugurato nel 1986 sul piazzale “punta della Maddalena”, tra la statua a lago di san Nicolò e quella dell’abate geologo Antonio Stoppani. E’ stata una cerimonia veramente solenne, con rappresentanze provenienti da tutte le maggiori città della Lombardia.
Nell’albo d’oro dei marinai lecchesi spicca Antonio Badoni, sottotenente di vascello, decorato di medaglia d’argento, scomparso in combattimento nel canale di Sicilia a 27 anni, nel giugno 1943, mentre era imbarcato sulla torpediniera Cigno. Era figlio del cavaliere del lavoro Riccardo Badoni, titolare dell’importante industria lecchese, storico presidente della Canottieri, per lunga parte di metà Novecento. Alla memoria di Antonio Badoni è dedicato l’istituto tecnico industriale statale in quartiere Caleotto.
Nel novero dei marinai lecchesi è da ricordare anche il giovane sottotenente di vascello Mario Rumi, fratello dell’astrofisico Giancarlo, operante per lunghi anni nelle basi di ricerca spaziale in Alaska: è scomparso nell’affondamento della corazzata Roma, al lago delle coste di Sardegna, colpita da incursione aerea nemica durante il tragico settembre 1943. È ricordato con una lapide voluta dal fratello Giancarlo, presso la cappella di famiglia nel cimitero Monumentale di via Parini.
A.B.
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