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Scritto Martedì 12 ottobre 2021 alle 17:20

Due cardiochirurghi del 'Manzoni' imputati per la morte di un imprenditore mandellese

L'ospedale Manzoni di Lecco
Il sostituto procuratore Andrea Figoni ha chiesto il rinvio a giudizio, ravvisando evidentemente dei profili di penale responsabilità in capo ai due imputati in ordine alla morte di Sergio Gaddi, 69enne imprenditore di Mandello del Lario scomparso il 2 febbraio 2019 a qualche giorno di distanza da un intervento chirurgico cui era stato sottoposto presso l'ospedale Manzoni di Lecco.
Un'operazione piuttosto delicata, sulla quale appunto la Procura lecchese ha voluto accendere i riflettori dopo l'esposto presentato della famiglia del mandellese, rappresentata dall'avvocato Carlo Galli. Sarà ora la perizia collegiale disposta stamani dal giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano a “valutare” l'operato dei due imputati: l'allora direttore della Cardiochirurgia del nosocomio lecchese Amando Gamba e il collega di reparto dr.Andrea Galanti, suo sostituto, dopo il pensionamento, alla testa della struttura fino alla nomina, nel giugno scorso, del nuovo primario.
Omicidio colposo l'ipotesi di reato contestata ai due, ammessi questa mattina al rito abbreviato come da richiesta dei rispettivi legali.
Una tesi, quella della Procura, ancora tutta da dimostrare e in relazione alla quale appunto il giudice Catalano ha deciso di disporre ulteriori approfondimenti, nominando un medico legale e un cardiochirurgo ai quali il prossimo 9 novembre in aula sarà posto il quesito e conferito ufficialmente l'incarico. Ad oggi agli atti figurano unicamente quattro consulenze prodotte dalle difese, rappresentate dagli avvocati Dario Marchese e Guido Gamba del foro di Bergamo e dai colleghi Marco Galanti e Federico Piccichè di Monza.
Una perizia, quella disposta dal GUP, che servirà per valutare se durante l'intervento chirurgico siano state rispettate le linee guida previste o se al contrario, si sia tenuta una condotta caratterizzata da negligenza, imperizia e imprudenza. Ma anche e soprattutto se possa essere individuato un nesso di casualità fra l'operazione e la morte del paziente.
L'intervento sembrava essersi concluso con successo, con i giorni successivi trascorsi positivamente e l'attesa delle dimissioni, quando il 69enne avrebbe potuto fare ritorno a casa. Le condizioni di Gaddi invece, sarebbero peggiorate in maniera repentina, con la morte sopraggiunta a seguire mentre il mandellese si trovava ancora ricoverato al Manzoni.
Una scomparsa che aveva profondamente turbato la comunità di Mandello, dove l'imprenditore - titolare di un'azienda di lavorazione metalli - era molto conosciuto. Solo due anni prima, nel gennaio del 2017, l'uomo aveva peso la figlia Eleonora, 40enne musicista d’arpa e campionessa regionale nel lancio di freccette, colpita da un improvviso malore - anch'esso di natura cardiaca - mentre era impegnata in una gara a Salsomaggiore. Grande commozione ed incredulità avevano accompagnato la notizia della sua scomparsa.
G.C.
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