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Scritto Domenica 31 ottobre 2021 alle 16:30

Un paese civile?

Gentile Direttore.

La mia fiducia del genere umano mi impediva, in spregio alla realtà, di prevedere l'esecrabile epilogo di una storia a episodi: dopo venticinque anni di discussioni, proposte di legge, prese di coscienza, argomentazioni contro, sfocianti nel grottesco, lo scorso anno la Camera, terminate estenuanti mediazioni ha licenziato la Legge contro l'omo-lesbo-bi-transfobia, la misoginia e l'abilismo, conosciuta col nome del deputato Alessandro Zan. In base al minimo senso di decenza, (non voglio scomodare il termine Democrazia) i così detti eletti dal Popolo devono opporsi, discutere e.. poi bocciare o approvare una proposta di legge, li paghiamo per questo!

Invece hanno sepolto con un puerile voto segreto ogni possibilità atta a dimostrare che viviamo in un Paese civile, siamo piombati nello squallore della Polonia e dell'Ungheria, per la felicità del Camerata Enzo e dei suoi non pochi coevi. L'alibi espresso dagli omofobi affossatori consiste nell'accusa rivolta a Letta di non aver voluto stravolgere le parti distintive della Legge, ripeto, già frutto di estenuanti mediazioni, una ennesima dimostrazione palese della disonestà delle destre. Ma non è bastato: abbiamo assistito a un effluvio smodato e volgare di felicità da parte di squallidi soggetti che hanno scambiato l'aula del Senato per casa loro; però non ritengo sufficiente definire scurrile quanto accaduto, si è trattato di una "prova d'orchestra". Infatti si è testata una maggioranza composta da: I.V., F.D.I., Lega, F.I., corriamo il rischio di ritrovarci il Sig. Bunga Bunga al Quirinale.

Ma la grossa responsabilità della prosecuzione delle discriminazioni nei confronti di chi subisce giornalmente aggressioni di ogni tipo è ascrivibile a Renzi d'Arabia, campione di assenteismo parlamentare (fonte Fatto Quotidiano): dopo aver avvelenato i pozzi ricattando Letta con la minaccia di affossare la Legge, durante il fattaccio era ad omaggiare a pagamento il poco regale erede al trono saudita, paese in cui essere omosessuali si paga con la vita, un’ennesima prova dell'inaffidabile comportamento del bullo di Rignano sull'Arno. Finalmente Letta ha escluso ogni forma di collaborazione con Renzi e suoi giannizzeri, però i cosiddetti franchi tiratori albergano nelle file del P.D., facile sostenere numeri alla mano che i voti mancanti all'approvazione della Legge Zan sono degli infiltrati renziani, cosa aspetta Letta a cacciarli a calci?

I Sindaci renziani del territorio, eletti dalle "anime belle" convinte di votare a sinistra, dovrebbero avere l'onestà di dimettersi o in alternativa uscire da quel covo di serpenti che risponde al nome di Italia viva, e poi.. al leghista ed al renziano non si stringe MAI la mano.

In quattro giorni centinaia di migliaia di persone in 48 città sono scese in piazza per testimoniare solidarietà per quanto accaduto, anche a Lecco, come rendicontato su queste pagine con un ottimo servizio, invece sul quotidiano "la Provincia di Lecco" (che ho consultato per gentile concessione del mio edicolante) la notizia appariva striminzita a pag.19, (. . .omissis . . .).   

Grazie per l'attenzione
Fulvio Magni
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