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Scritto Martedì 14 dicembre 2021 alle 12:48

Lecco: gli studenti in Provincia mettono in fila le criticità. Ma le risorse per le manutezioni ordinarie sono quelle che sono

Il sogno è quello di creare a Lecco una cittadella degli studi per l'istruzione secondaria di secondo grado dove aggregare più plessi, con un'organizzazione da vero e proprio campus con tanto di spazi per le attività extrascolastiche, servita da un sistema di trasporto pubblico sostenibile e efficiente. Nella realtà dell'oggi, si deve fare invece i conti con immobili ad uso scolastico edificati mediamente quarant'anni fa, con criteri di costruzione diversi da quelli attuali, vecchi quindi e non più “prestanti” anche sulla base delle nuove esigenze didattiche. Abbattere parte di tali sedi e riprogettarle ex novo – sulla strada che si sta imboccando per il Greppi di Monticello – costerebbe forse meno che continuare a “mettere pezze”. Ma per una scuola nuova servono almeno almeno 20 milioni di euro (oltre a un'alternativa dopo sistemare nel mentre gli iscritti). E la coperta è stramaledettamente corta, non certo per colpa della Provincia, responsabile di ben 15 Istituti disseminati sul territorio, da Colico a Merate, passando per Lecco, Calolzio, Oggiono, Casatenovo e appunto Monticello. Da Ente di secondo livello – privo di un portafoglio proprio – Villa Locatelli deve dunque barcamenarsi nel mettere in fila le priorità. E paradossalmente i soldi drenati dall'alto per le manutenzioni straordinarie in questo momento non mancano ma non si ha la necessaria liquidità per programmare invece le manutenzioni ordinarie, trovandosi dunque a gestire di volta in volta le emergenze, per come si può, come del resto si fa anche sulle strade dove buche e erba alta restano un problema. E' questa, in sintesi, la spiegazione dello status quo che questa mattina i consiglieri Marco Passoni (delegato all'edilizia scolastica) e Felice Rocca (delegato all'Istruzione) hanno dato ai rappresentanti di diversi Istituti cittadini che avevano chiesto loro un colloquio per mettere sul tavolo una serie di criticità ritenute non più sopportabili. Con i due “politici”, al tavolo, anche l'Ing. Dario Strambini, responsabile dell'area tecnica della Provincia.

L'incontro di questa mattina in Provincia

L'incontro si è aperto sotto il “fuoco di fila” degli studenti: senza peli sulla lingua hanno messo sul piatto una serie di questioni. La goccia – comune – che ha fatto traboccare il vaso, si sa, è da ricondursi al freddo patito nelle classi negli ultimi giorni. “Ma il problema della temperatura si protrae da anni” hanno evidenziato le (agguerrite) rappresentanti del Bertacchi, parlando anche di “aule non a norma” tema ripreso poi dalla delegata del Medardo Rosso, citando il laboratorio di serigrafia non utilizzabile (pur essendo inserito nel piano dell'offerta formativa) e una serie di laboratori destinati alle materie plastiche ora adibiti all'insegnamento di quelle teoriche con la conseguenza che le lezioni delle discipline pratiche si svolgono in classi prive di lavandini e altro, dunque non consone. “La nostra palazzina sta cadendo a pezzi e i sotterranei non sono in sicurezza” è stato detto circa il Badoni. “Quanto alle classi noi siamo invece messi abbastanza bene ma in un bagno ci sono tre lavandini che non funzionano da inizio anno e mancano perfino le porte, dunque non sono utilizzabili” è stato poi aggiunto in riferimento al Bovara, sotto lo stesso tetto – in via XI Febbraio – di parte del Liceo Manzoni dove invece i problemi strutturali sono evidenti, dagli spifferi che rendono il freddo ancor più pungente ai pannelli del controsoffitto mancanti in più spazi.
“Il vostro disagio è il nostro disagio” ha assicurato, con partecipazione, Rocca, ammettendo la fatica a rispondere alle puntuali sollecitazioni che arrivano anche dai dirigenti pronti a segnalare di volta in volta problematicità.
“Accumuliamo ritardo e poi sia arriva alle condizioni che avete descritto”.

Studenti in sciopero al Bertacchi

Messi però anche dei punti fermi. Il primo sulla questione caloriferi. Nessun problema alle caldaie è stato rilevato (se non al Liceo Grassi). “Il gestore, da buon padre di famiglia, per risparmiare in considerazione anche dei rincari sulle bollette, visto lo stop delle lezioni da sabato a giovedì, per l'Immacolata, ha spento gli impianti, riaccendendoli però troppo tardi per garantire per tempo una temperatura adeguata, stante anche l'improvviso crollo della temperatura esterna verificatosi in quei giorni” ha dichiarato Rocca, sostenuto da Strambini. “Il gestore ha commesso un errore nella valutazione dell'orario in cui far ripartire gli impianti di riscaldamento dopo il ponte. Si tratta di una società esterna ha in gestione il servizio e deve garantire i venti gradi durante le attività didattiche. Il come spetta a loro. Non lo hanno garantito, applicheremo sanzioni e penali. Il problema comunque lo abbiamo causato” ha aggiunto il tecnico, scusandosi con gli studenti e auto-includendosi nell'elenco dei responsabili essendo il preposto all'individuazione del gestore. Non esclusi, per onestà, possibili nuovi disagi con il proseguo della stagione, quando l'inverno si farà più rigido: ottemperare alle direttive anti-covid e dunque garantire con frequenza il ricambio dell'aria “cozzerà” con il diritto a far lezione al calduccio, per evidenti motivi, pur a caloriferi accessi a piena potenza.

Altra foto scattata sabato allo sciopero

Seconda e più importante certezza: “le scuole sono sostanzialmente scuole sicure” ha affermato con convinzione Strambini, in riferimento a quel “non a norma” ripetuto a più riprese dai rappresentanti dei diversi Istituti presenti all'incontro. “Il primo aspetto che andiamo a guardare è quello della sicurezza” ha garantito l'ingegnere, sostenendo come annualmente vengano investiti da 3 ai 5 milioni in interventi straordinari proprio in tale senso. Interventi importanti ma “invisibili”.
“A breve – ha sostenuto per esemplificare - andremo a spendere mezzo milioni per anelli anticendio: le scuole interessate avranno il disagio del cantiere ma alla fine non sarà cambiato niente dal punto di vista della didattica. Al Bovara ora state vivendo il disagio per un cantiere antisismico, alla fine per voi non sarà cambiato niente. Restano i bagni che non funzionano” ha aggiunto, arrivando al nodo e dunque alla contrazione dei trasferimenti statati per le manutenzioni ordinarie. 1.200.000 la somma ricevuta per il 2012-2013. 350.000 euro quanto destinato alla Provincia di Lecco per il 2020-2021. Dati, questi, forniti dal consigliere Passoni, tornato anche, con Rocca, su quel “-40% di risorse per la scuola” che tanto ha messo in allarme gli studenti.
“Con i soldi che fino a ora ci sono stati garantiti riusciamo a coprire il 60% del fabbisogno dell'anno precedente. Non vuol dire che non ne arriveranno altri per arrivare al 100%  oppure anche al 120%. Al momento non lo sappiamo. Certo è anche che il fabbisogno finanziato era già il 50% in meno di 5-6 anni fa”.
Tratteggiata – con trasparenza – la cornice in cui inquadrare i piccoli-grandi problemi del quotidiano plesso per plesso, ai delegati degli studenti è stato proposto di continuare, con periodicità, a confrontarsi con l'amministrazione provinciale (che sabato si rinnoverà, con le elezioni).
“Come ho già detto ai rappresentanti di Agnesi e Viganò il mese scorso a Merate, facciamo squadra. In ruoli diversi stiamo giocando la stessa partita” il messaggio di Rocca. “Impegniamoci a portare la voce di Lecco, noi come parte politica per sottolineare ulteriormente la mancanza di adeguate risorse, voi come studenti per continuare a chiedere scuole degne del nostro tempo”.
La speranza è che qualcuno ascolti. E provveda di conseguenza.
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A.M.
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