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Scritto Lunedì 26 settembre 2022 alle 16:18

Mauro Piazza, a un anno al passaggio in Lega: ripartire degli elementi più significativi. Regionali? L'elettore è un cecchino infallibile


Il 22 settembre di un anno fa, l'annuncio ufficiale, in conferenza stampa a Milano, del passaggio da Forza Italia alla Lega, nel momento in cui il partito plasmato da Silvio Berlusconi era dato ormai per spacciato e Matteo Salvini cercava consenso esterno in vista delle amministrative per "occultare" le tensioni interne al proprio movimento. A distanza di un anno e qualche giorno, Mauro Piazza non si tira indietro quando gli chiediamo di commentare l'esito della chiamata alle urne, nel giorno dunque del trionfo del centrodestra ma a completa trazione "meloniana", con gli "azzurri" e "già-verdi padani" di fatto allineati, quando a risultati, a livello nazionale, sull'8% e spiccioli.
"Il mio passaggio alla Lega non è legato a morte o vita di Forza Italia" chiarisce. "Rimango convinto della mia scelta" puntualizza poi, aggiungendo come, magari, il balzo di Fratelli d'Italia tra le fila dalla coalizione di centrodestra potrà ora favorire il gettare le basi, per gli altri due partiti, per "un terreno comune su cui ritrovarsi".
Nel professarsi dunque convintamente leghista anche nel giorno della debacle di Salvini, Piazza ricorda come Forza Italia - che oggi si è confermata a spinta meridionalista - sia "lontana da alcuni temi che mi stanno a cuore" e cita l'autonomia (letta erroneamente da buona parte del movimento azzurro espressione del Sud come una lotta tra ricchi e poveri), la cultura del lavoro in contrapposizione al reddito di cittadinanza e la riforma della giustizia ("se c'è un partito che chi ha messo la faccia, magari, chi lo sa, perdendo anche consenso, è stata proprio la Lega").
Dinnanzi dunque a una vittoria elettorale a livello di coalizione che attesta però una pesantissima emorragia di consenso per il movimento, il consigliere regionale invita a "ripartire dagli elementi più significativi che contraddistinguono la Lega da sempre", a cominciare dal patrimonio rappresentato dai suoi amministratori.
Senza timori in vista della prossima chiamata alle urne per il rinnovo della cariche a Palazzo Lombardia. "L'elettore è un cecchino infallibile", sentenzia infatti, elevando ad esempio il successo ottenuto da Toti in Liguria non trasportato però pari pari in sostegno al suo partito, rimasto addirittura fuori dal Parlamento. "Non si possono fare copia-incolla dei risultati delle nazionali sulle regionali", in sintesi il pensiero di Piazza, ben consapevole comunque di come la corsa alla poltrona (come sempre, o forse ancor più) sarà affollata e di come gli scenari in politica cambino assai velocemente. "Chi l'avrebbe detto un anno fa che oggi si sarebbero avuti questi risultati? Da allora è cambiata un'era geologica. Ora c'è tempo per lavorare e per tornare ai nostri temi".
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