• Sei il visitatore n° 190.346.597
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Sabato 21 gennaio 2023 alle 09:10

Nel portafoglio di Matteo Messina Denaro anche il 'santino' del nipote morto sul Grignone

Dopo aver saputo, a poche ore dall'arresto, che il super boss, latitante da trent'anni, sul comodino del suo ultimo covo teneva anche pillole blu e condom, nuove indiscrezioni quasi “gossippare” arrivano dagli inquirenti. Si apprende così che nel portafogli Matteo Messina Denaro custodiva anche la foto del nipote Gaspare Allegra, morto a soli 36 anni, il 21 marzo 2021, durante un'ascensione al Grignone, improvvidamente affrontata senza una adeguata attrezzatura: né la vittima, avvocato trapiantato al nord dopo essere cresciuto proprio nella Castelvetrano feudo dell'ex primula rossa di Cosa Nostra, né il fratello che lo ha visto letteralmente volare dinnanzi ai suoi occhi, disponevano infatti quantomeno dei ramponcini necessari per affrontare in sicurezza un'escursione a 1.600 metri di quota durante la stagione nevosa.

Gaspare Allegra. Sotto una foto dell'intervento del soccorso alpino il giorno della sua scomparsa

Gaspare Allegra, spirato dunque in terra lecchese, era figlio di Rosario “Saro” Allegra (anch'egli condannato per mafia, prima di morire, stroncato da un malore, nel 2019 a soli 65 anni) e di Giovanna Messina Denaro, sorella del super boss ora assicurato alla Giustizia. Perché Matteo Messina Denaro avesse nel portafogli – e dunque sempre con sé – la foto del giovane nipote che dopo la laurea in giurisprudenza si era allontanato dalla Sicilia per salire in provincia di Milano, lasciandosi alle spalle le vicende legate ai suoi natali, non è dato sapersi. E' stato però rivelato che non si tratta di uno scatto qualsiasi bensì del “santino”, con la data di nascita e di morte, distribuito dopo la scomparsa del 36enne (al quale, dopo l'autopsia disposta dalla Procura di Lecco, venne negata la cerimonia funebre pubblica nel timore che le esequie si trasformassero in un “inchino” alla famiglia del boss). Viene dunque da chiedersi come Messina Denaro lo abbia avuto e se effettivamente, nel corso dei tre decenni di latitanza, abbia dunque mantenuto contatti con i suoi cari.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco