Lecco-Olginate: fallimento di due imprese di costruzione, 7 indagati per ''bancarotta''
Ci sarebbe anche un noto commercialista lecchese, classe 1971, tra i 7 soggetti – tutti residenti in provincia - ai quali, nei giorni scorsi, il sostituto Procuratore Nicola Preteroti, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini avviate a seguito di ipotizzate distrazioni emerse in riferimento al fallimento di due società di costruzioni, una con sede legale in città, l’altra nella vicina Olginate. Nello specifico si tratta della “Olympia Costruzione srl” e della “P.R.G. Costruzioni”. Gli indagati risultano invece essere il professionista Luigi P., socio proprietario del 34% di una delle due realtà e gestore amministrativo della stessa fino al 28 aprile 2009 nonché commercialista e tenutario delle scritture contabili; Mario N. indicato come amministratore di diritto della Olympia e suo figlio Giuseppe, inserito in un’immobiliare e in una terza impresa di costruzioni individuale entrambi di Santa Maria Hoè; Giovanni P., classe 1967 di Olginate, amministratore di fatto – stando al quadro accusatorio – di entrambe le fallite e suo figlio Rocco P., 27enne civatese, amministratore invece di “P.R.G.” ; Michele G. e sua moglie Marianna D.L. rispettivamente socio e amministratore di fatto di un’altra immobiliare e presidente del consiglio di amministrazione della stessa.
Entrando nel dettaglio, a Giovanni P., Rocco P. e Michele G. verrebbe contestato dal dottor Preteroti di aver dato vita a un’associazione a delinquere (art. 416 cp) la quale avrebbe perseguito lo scopo di commettere più delitti di bancarotta fraudolenta, con particolare riguardo proprio ai fallimenti della “Olympia” e della “P.R.G Costruzioni”. In riferimento alla prima società, per la quale è stata emessa sentenza dal Tribunale di Lecco il 6 ottobre 2009, Mario N., Giovanni P. e Luigi P. sono stati indagati per bancarotta fraudolenta in quanto sospettati di aver distratto, occultato o comunque dissipato – approfittando dei propri ruoli – 6 automezzi di proprietà della fallita (per uno dei quali Mario N. è indagato anche per ricettazione con le indagini estese fino a Napoli) nonché il saldo cassa quantificato, al 31 dicembre 2008, in poco meno di 200.000 euro. Con Rocco P. e Giuseppe N., i tre, avrebbero poi distratto, dissipato o comunque occultato anche altre somme: in favore della “P.R.G.” il credito di 101.000 euro circa che la Olympia vantava nei confronti della stessa per un cantiere subappaltato a Santa Maria Hoè, all’incirca 30.000 in favore di un’immobiliare e poco più di 55.000 euro per in favore dell’impresa individuale dello stesso Giuseppe N..
Medesima accusa è mossa poi per quanto attiene il fallimento della “P.R.G” nei confronti di Rocco P., Giovanni P., Marianna D.L., Giuseppe N., Michele G. i quali – a vario titolo – avrebbe prelevato dalle casse della società la somma complessiva di 211.000 euro nonché corrisposto 81.400 euro in favore della “Olympia”, pagando fatture intestate a tale srl e i dipendenti della stessa e 122.400 euro a un’immobiliare a titolo di caparra per l’acquisto di un terreno distraendo poi ulteriori 320.000 euro sempre in favore di quest’ultima realtà citata e sempre attraverso quella che viene definita dal dottor Preteroti come una “simulazione negoziale”. A breve la fissazione dell’udienza preliminare attraverso la quale sarà chiarito il destino giudiziario di coloro i quali, al momento, risultano essere solo indagati e ai quali ora verrà data la possibilità di chiarire la propria posizione in riferimento a fatti che, chiaramente, devono ancora essere provati.
Entrando nel dettaglio, a Giovanni P., Rocco P. e Michele G. verrebbe contestato dal dottor Preteroti di aver dato vita a un’associazione a delinquere (art. 416 cp) la quale avrebbe perseguito lo scopo di commettere più delitti di bancarotta fraudolenta, con particolare riguardo proprio ai fallimenti della “Olympia” e della “P.R.G Costruzioni”. In riferimento alla prima società, per la quale è stata emessa sentenza dal Tribunale di Lecco il 6 ottobre 2009, Mario N., Giovanni P. e Luigi P. sono stati indagati per bancarotta fraudolenta in quanto sospettati di aver distratto, occultato o comunque dissipato – approfittando dei propri ruoli – 6 automezzi di proprietà della fallita (per uno dei quali Mario N. è indagato anche per ricettazione con le indagini estese fino a Napoli) nonché il saldo cassa quantificato, al 31 dicembre 2008, in poco meno di 200.000 euro. Con Rocco P. e Giuseppe N., i tre, avrebbero poi distratto, dissipato o comunque occultato anche altre somme: in favore della “P.R.G.” il credito di 101.000 euro circa che la Olympia vantava nei confronti della stessa per un cantiere subappaltato a Santa Maria Hoè, all’incirca 30.000 in favore di un’immobiliare e poco più di 55.000 euro per in favore dell’impresa individuale dello stesso Giuseppe N..
Medesima accusa è mossa poi per quanto attiene il fallimento della “P.R.G” nei confronti di Rocco P., Giovanni P., Marianna D.L., Giuseppe N., Michele G. i quali – a vario titolo – avrebbe prelevato dalle casse della società la somma complessiva di 211.000 euro nonché corrisposto 81.400 euro in favore della “Olympia”, pagando fatture intestate a tale srl e i dipendenti della stessa e 122.400 euro a un’immobiliare a titolo di caparra per l’acquisto di un terreno distraendo poi ulteriori 320.000 euro sempre in favore di quest’ultima realtà citata e sempre attraverso quella che viene definita dal dottor Preteroti come una “simulazione negoziale”. A breve la fissazione dell’udienza preliminare attraverso la quale sarà chiarito il destino giudiziario di coloro i quali, al momento, risultano essere solo indagati e ai quali ora verrà data la possibilità di chiarire la propria posizione in riferimento a fatti che, chiaramente, devono ancora essere provati.
A.M.





















