Lecco: al centrodestra la spallata non riesce, sarà ballottaggio. Il 'Nord' fuori dal consiglio, Orizzonte ricalca Appello e il Pd batte ancora FdI
Ha vinto Filippo Boscagli ma il 48.65% non è bastato. Era necessario andare oltre il 50% per schivare il ballottaggio. I lecchesi, dunque, dovranno tornare alle urne, il prossimo 7 e 8 giugno, quando sulla scheda troveranno solo il nome del meloniano e quello del sindaco uscente Mauro Gattinoni che, come nel 2020, partirà in rincorsa. Oggi ha raggiunto il 42.53%, migliorando il risultato del 2020. Sei anni fa al primo turno aveva ottenuto, infatti, il 41,67% delle preferenze, contro il 48,71% totalizzato da Peppino Ciresa, poi sconfitto per 31 voti dopo due settimane.



Se il nome del prossimo sindaco di Lecco si saprà, dunque, solo tra 15 giorni, una cosa è certa: il "Nord" resta fuori dal consiglio comunale, con Francesca Losi che si toglie solo la magra soddisfazione di battere Giovanni Colombo. Il Partito Popolare del Nord ha ottenuto infatti l'1.89% di voti, mentre il Patto per Nord non è andato oltre a 1.74%.
Nel 2020 era successa la stessa cosa al Movimento 5 Stelle che pure aveva ottenuto un risultato migliore, totalizzando 893 preferenze pari al 3.63%. Troppo poche per garantire un seggio al portabandiera Silvio Fumagalli.
Orizzonte per Lecco, invece, nel raccogliere il testimone di Appello per Lecco, non ha ampliato il proprio bacino elettorale, ottenendo un risultato sovrapponibile, con il 5% dei voti sul totale.
Il PD con il 22% delle preferenze si conferma primo partito, migliorando sensibilmente il risultato del 2020 quando si era fermato al 18.36%. Tiene Fattore Lecco (9.44%) che sei anni fa aveva incassato l'11.70% dei voti, mentre perde due punti percentuale Ambientalmente Lecco non arrivando al 4%. Di segno opposto la quarta lista della coalizione di Gattinoni che nel passaggio da Con la Sinistra Cambia Lecco a AVS guadagna un 2%, andando poco oltre il 7%.
In casa centrodestra, FdI in sei anni ha guadagnato 10 punti percentuale, passando dall'8 al 18,64%, rimanendo comunque in città sotto ai livelli nazionali. La Lega, oggi a trazione Piazza (Mauro e Carlo, recordman di preferenze), riesce a restare, seppur di poco in doppia cifra, contenendo anche questa volta le perdite, pur battuta dalla Civica (quasi 14%) di cui Roberto Gagliardi, non andato oltre il 5,88% con Forza Italia, già rivendica metà dei voti, dimenticando di essere lui stesso la causa che ha portato Angela Fortino e compagni ad abbandonare il suo partito per migrare sotto il vessillo di Boscagli, spingendo la formazione ad attestarsi come seconda forza all'interno della coalizione, sopra la Lega. Con gli azzurri, invece, ben lontani dal 14% che sei anni fa ottenne Lecco Merita di più.
QUI il dettagli di tutte le liste



Se il nome del prossimo sindaco di Lecco si saprà, dunque, solo tra 15 giorni, una cosa è certa: il "Nord" resta fuori dal consiglio comunale, con Francesca Losi che si toglie solo la magra soddisfazione di battere Giovanni Colombo. Il Partito Popolare del Nord ha ottenuto infatti l'1.89% di voti, mentre il Patto per Nord non è andato oltre a 1.74%.
Nel 2020 era successa la stessa cosa al Movimento 5 Stelle che pure aveva ottenuto un risultato migliore, totalizzando 893 preferenze pari al 3.63%. Troppo poche per garantire un seggio al portabandiera Silvio Fumagalli.
Orizzonte per Lecco, invece, nel raccogliere il testimone di Appello per Lecco, non ha ampliato il proprio bacino elettorale, ottenendo un risultato sovrapponibile, con il 5% dei voti sul totale.
Il PD con il 22% delle preferenze si conferma primo partito, migliorando sensibilmente il risultato del 2020 quando si era fermato al 18.36%. Tiene Fattore Lecco (9.44%) che sei anni fa aveva incassato l'11.70% dei voti, mentre perde due punti percentuale Ambientalmente Lecco non arrivando al 4%. Di segno opposto la quarta lista della coalizione di Gattinoni che nel passaggio da Con la Sinistra Cambia Lecco a AVS guadagna un 2%, andando poco oltre il 7%.
In casa centrodestra, FdI in sei anni ha guadagnato 10 punti percentuale, passando dall'8 al 18,64%, rimanendo comunque in città sotto ai livelli nazionali. La Lega, oggi a trazione Piazza (Mauro e Carlo, recordman di preferenze), riesce a restare, seppur di poco in doppia cifra, contenendo anche questa volta le perdite, pur battuta dalla Civica (quasi 14%) di cui Roberto Gagliardi, non andato oltre il 5,88% con Forza Italia, già rivendica metà dei voti, dimenticando di essere lui stesso la causa che ha portato Angela Fortino e compagni ad abbandonare il suo partito per migrare sotto il vessillo di Boscagli, spingendo la formazione ad attestarsi come seconda forza all'interno della coalizione, sopra la Lega. Con gli azzurri, invece, ben lontani dal 14% che sei anni fa ottenne Lecco Merita di più.
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