Scritto Luned́ 19 novembre 2018 alle 09:10

Lecco: l'esempio di tre 'campioni' per spronare i bimbi diabetici a fare sport

“Il diabete è la mia ombra, ma non la mia condanna. Grazie all’insulina che mi permette di vivere.” in questa frase si riassume l’incontro “Diabete e sport, insieme si può” tenutosi sabato 17 novembre all’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco. L’obiettivo del convegno organizzato dall’associazione AGD Lecco è stato sensibilizzare le famiglie dei ragazzi diabetici, attraverso le testimonianze di alcuni atleti e i consigli dei professionisti della salute, al fine di promuovere l’attività sportiva anche tra i malati. L’appuntamento rientra tra le varie iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale del diabete, che ricorre il 14 Novembre e si inserisce all’interno della ‘settimana lecchese’ dedicata a tale tema.

“Noi tutti gli anni organizziamo diversi eventi. Questa è la giornata conclusiva e questo convegno indirizzato alle famiglie ha avuto un buon riscontro. In generale, attraverso l’associazione cerchiamo di far conoscere sempre di più il diabete che spesso viene demonizzato con termini erronei come “i diabetici non mangiano i dolci” mentre invece i nostri ragazzi riescono a vivere una vita serena grazie ai controlli e al sostegno delle famiglie” ha commentato il presidente di AGD Lecco, Antonio Borriello. Per raccontare la propria esperienza personale a livello agonistico sono stati invitati Simonetta Fumagalli, ballerina professionista, Cristiano De Battista, partecipante del Mezzo AironMan e Samuele Locatelli, giovane rugbista.

Il dottor Righetti e il presidente Borriello

Nonostante l’età degli atleti sia molto diversa e gli sport praticati differiscano sotto molteplici aspetti il messaggio che è stato comunicato da ognuno è di educare i giovani con diabete sull’importanza di una adeguata attività fisico-sportiva, con particolare attenzione al raggiungimento di un ottimo equilibrio metabolico.
“Pratico danze internazionali da ormai due anni e mezzo e ballo regolarmente da 25 anni. Ho fatto tanti sacrifici per riuscire a fare quello sognavo ma la vita è sacrificio e lo sport è vita. Lo sforzo è intenso, devo controllare continuamente il livello della glicemia prima e dopo lo sforzo fisico e fare pasti bilanciati correttamente ma non ho mai pensato ‘chi me l’ha fatto fare’ perché ballare è sempre stato quello che ho voluto fare e i sogni vanno inseguiti” ha raccontato Simonetta Fumagalli alla platea di giovani e bambini presenti per l’incontro.

Simonetta Fumagalli, la dottoressa Alessandra Ciucci, Cristiano De Battista e Samuele Locatelli

L’impresa di Cristiano De Battista ha dell’incredibile: a quarant’anni si è preparato per affrontare il Mezzo AironMan ( 1,9 Km a Nuoto ; Bicicletta 90Km ; Corsa 21 Km) ed è riuscito a concludere la gara in 6 ore. “Io sono insulino-dipendente da quando ho 20 anni. Quello che volevo sottolineare è che col diabete ci sono tanti vincoli, ma si può fare tutto se si impara a gestirsi. Mi sono allenato per un anno per questa faticosa competizione e posso dire che se si fa sport si controlla meglio il diabete” ha detto soddisfatto.
Samuele Locatelli ha solo 17 anni ed è una giovane promessa del rugby. Vive in accademia a Milano e, dall’anno scorso, è entrato a far parte della nazionale italiana Under-17. Secondo lui il diabete non è mai stato un ostacolo insormontabile: “è un problema che supero ogni giorno ma con serenità e facilità. Non voglio essere da meno rispetto ai miei compagni e mi impegno per riuscirci. Si può dire che la malattia è uno stimolo in più per andare sempre avanti e non arrendersi”.

Tutto questo è possibile grazie al costante monitoraggio dell’insulina e il supporto quotidiano di medici e specialisti del settore. In particolare, i relatori presenti il Dr. Pierfranco Ravizza, Responsabile riabilitazione cardiologica ASST Lecco e Presidente Ordine dei Medici della Provinciali Lecco, il Dr. Giovanni Righetti, Medico dello Sport e la Dr.ssa Alessandra Ciucci, Diabetologa presso l’Asst. lariana, hanno sottolineato che bisogna incoraggiare i ragazzi a fare sport anche se diabetici perché l’attività fisica contribuisce al benessere del nostro organismo.“Lo sport va fatto con costanza e fa bene a tutti. Il diabete non deve essere un ostacolo ma bisogna sempre fare attenzione e avere un occhio di riguardo” ha chiarito quest'ultima.
Nello spirito battagliero che ha sancito ancora una volta come certe patologie se ben curate possono non essere invalidanti e persino permettere exploit sportivi. Un ricco buffet è diventato, in qualche modo, il simbolo della giornata perché sono stati proprio gli stessi medici e i pazienti affetti dalla malattia a respingere l’idea che il diabete sia una sorta di condanna nella vita e a tavola.
C.Ca.
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