Scritto Luned́ 18 febbraio 2019 alle 20:50

Lecco: tre medici del Manzoni a processo per lesioni personali colpose

È iniziata questa mattina nelle aule del tribunale di Lecco l'istruttoria dibattimentale del procedimento penale a carico di tre medici del Manzoni accusati di lesioni personali colpose a danno di un paziente che si era recato al pronto soccorso dell'ospedale dopo un incidente in moto. L'uomo, classe 1971 e residente a Valgreghentino, nonostante avesse informato i medici del nosocomio che l'hanno visitato l'11 e il 17 di luglio del 2013 di essere affetto da artrite reumatoide, avrebbe sviluppato proprio a causa della sua condizione una trombosi venosa profonda -secondo la tesi accusatoria ancora da confermare- per via della scarsa considerazione a lui riservata nel corso delle visite.

I tre dottori (V.T., medico di pronto soccorso, A.L. e A.C., ortopedici, tutti difesi dall'avvocato Stefano Pelizzari e, solo per il terzo degli imputati, codifeso dall'avvocato Maggioni), secondo le accuse non avrebbero compreso la gravità del caso che si sarebbero trovati ad affrontare, causando al paziente una degenza lunga 6 mesi. Secondo quanto ricostruito in aula quest'oggi dal querelante, nel frattempo costituitosi parte civile e assistito dall'avvocato Massimiliano Nessi del foro di Lecco, il valgreghentinese -accompagnato dalla moglie- si era recato l'11 di luglio del 2013 al pronto soccorso del Manzoni dopo essere caduto dalla moto, rimediando una frattura scomposta della clavicola sinistra. "Sono stato visitato da V.T., gli ho detto le mie problematiche e sono stato immediatamente mandato dall'ortopedico per una radiografia" ha detto rispondendo alle domande del VPO Mattia Mascaro, "lì mi ha preso in carico il dottor A.L., che mi ha fatto una fasciatura e prescritto un controllo una settimana dopo. Il 17 di luglio, sempre al Manzoni, mi ha visitato un altro medico, il dottor A.C, al quale ho fatto presente di avere il braccio livido, caldo e dolente ma non sono stato degnato di uno sguardo. Mi sono sentito anche svilito perchè mi ha detto che se avessi indossato una camicia più larga invece di una maglietta slim mi sarebbe passato tutto. Gli ho anche chiesto se potessi prendere un aereo senza problemi, mi ha risposto in modo affermativo". La situazione però, a differenza di quanto prospettato dall'ortopedico, non era migliorata e, poche ore dopo, l'uomo decideva di farsi visitare dal medico di base che -per paura di una trombosi in corso- gli prescriveva un eco color Doppler d'urgenza e l'assunzione di un farmaco anti trombo. "Fortunatamente il giorno dopo sono riuscito a farmi fare l'ecografia al Policlinico di Zingonia da un conoscente, a Lecco mi avevano dato l'appuntamento una settimana più tardi" ha continuato la parte civile, "il medico che mi ha effettuato l'esame mi ha detto che avevo in corso una trombosi venosa profonda e di procedere con la stessa terapia prescritta dal mio medico di base ma più intensa e lunga 6 mesi. Ho dovuto rinunciare alle vacanze perchè nelle mie condizioni non potevo prendere l'aereo per rischio di embolia, nonostante la partenza fosse imminente e avessi preso i biglietti anche per mia moglie e le mie tre figlie". La denuncia nei confronti dei medici del Manzoni è scattata perchè, come detto dalla moglie - chiamata a testimoniare, confermando la versione fornita poco prima dal congiunto - "ci siamo sentiti presi in giro dal dottore che ci ha accolti il 17 di luglio. Non potevamo accettare di sentirci dire di non indossare magliette strette. Mio marito aveva il braccio livido e pieno di puntini rossi, era evidente che ci fosse qualche anomalia in corso. Pensiamo che i medici del Manzoni non abbiano fatto quanto in loro dovere". L'ultima testimonianza della giornata è stata riservata al consulente della difesa, uno specialista di medicina legale e di reumatologia. Il consulente chiamato dalla difesa ha illustrato al giudice come la letteratura medica attuale, comprese le linee guida, non evidenzino una relazione tra l'artrite reumatoide e una trombosi venosa profonda agli arti superiori, rendendo così non necessaria una profilassi: "solo di recente, dal 2012 nello specifico, è stata ventilata la possibilità che l'artrite incrementi le trombosi di questa specie" ha detto il medico, "ma i casi finora registrati presentano altre variabili che potrebbero allo stesso modo causare l'identico fenomeno". Il processo è stato aggiornato al prossimo 2 luglio per l'audizione di altri testimoni e la discussione.
Beatrice Frigerio
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