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Scritto Giovedì 22 ottobre 2015 alle 16:49

Lecco: 60 anni per il Ponte Nuovo, nel '55 il taglio del nastro con il ministro Bertinelli

Era domenica 23 ottobre 1955; con il taglio del nastro tricolore da parte del ministro Virginio Bertinelli, di Como, affiancato dal sindaco di Lecco, Luigi Colombo, veniva inaugurato il nuovo ponte stradale sull’Adda, fra Lecco e Malgrate.
La benedizione venne impartita dal prevosto di Lecco, mons. Giovanni Borsieri.

Le autorità si avvicinano al taglio del nastro tricolore

Il prevosto di Lecco, mons. Giovanni Borsieri benedice il nuovo ponte sull’Adda;
riconoscibile con la fascia tricolore il sindaco di Lecco Luigi Colombo

Sono passati 60 anni; è stato un avvenimento storico che ha determinato un cambiamento nell’urbanistica e nella viabilità, soprattutto della città di Lecco ma anche dell’antistante riva di Malgrate.
Il progetto del nuovo ponte era dell’ing. Arturo Danusso; i lavori affidati alla società Costruzioni Industriali e Civili di Milano, con l’ing. Emilio Sozzani ed il dott. Pio Capelli. Erano state necessarie 40.000 giornate lavorative.
Alterne furono le fasi della realizzazione e del finanziamento. I primi rilievi erano stati avviati nel 1939/1940, su richiesta dell’ing. Dino Cima, podestà municipale.

Il palco delle autorità durante i discorsi ufficiali della cerimonia inaugurale, con il ministro Virginio Bertinelli

Il cantiere del ponte con le arcate dalla sponda di Malgrate a quella lecchese del Lazzaretto

L’avvio dei lavori è del 1942; si arrivò, però, solo alla costruzione delle due “spalle” collocate sulla riva sino al pelo di magra. I lavori vennero interrotti nel settembre 1943 per l’aggravarsi delle vicende belliche. La ripresa dell’importante opera venne sollecitata nel 1950 dal Comune di Lecco, tramite l’onorevole Celestino Ferrario con il sindaco Ugo Bartesaghi, contattando il ministro Tupini.
I lavori proseguirono sollecitamente dopo gli anni ’50 e l’atteso secondo ponte stradale venne, appunto, inaugurato nell’autunno 1955. Nel periodo bellico ‘43/’45, in particolare durante i tentativi di aerei alleati di colpire il Ponte Vecchio, un reparto del Genio tedesco era posizionato nei pressi del costruendo nuovo ponte, pronto ad usare le “spalle” di riva per gettare una passerella di emergenza, che avrebbe sostituito il Ponte Vecchio, nel caso che il bombardamento fosse andato a segno.

La cartolina del nuovo ponte appena inaugurato

La cartolina dedicata ai tre ponti stradali di Lecco

Ciò non avvenne, in quanto il ponte era quasi impossibile da colpire per la vicinanza con il monte Barro. L’apertura del nuovo ponte ruppe la tranquillità del vecchio quartiere lecchese del Lazzaretto, allineato lungo via Leonardo da Vinci, come un grande cortile, sino alla caserma Sirtori presso il corso del Caldone, ancora scoperto, e nelle vicinanze della Canottieri Lecco. Cessò, invece, il grande traffico lungo via Azzone Visconti, che convogliava tutto il movimento veicolare sulla direttrice Milano-Sondrio e viceversa. I due ponti stradali di Lecco (il Vecchio “Azzone Visconti” ed il Nuovo, quest’ultimo poi dedicato al presidente USA Kennedy) hanno visto aggiungersi un terzo manufatto stradale, inaugurato nel 1985 ed entrato nella storia, come Ponte Manzoni.
A.B.
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