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Scritto Lunedì 07 luglio 2014 alle 17:58

Galbiate: 'maxi esercitazione' per la Croce Rossa e i volontari della Protezione Civile

Una collaborazione efficace tra il comitato provinciale della Croce Rossa Italiana e la Protezione Civile galbiatese ha dato vita, nella mattinata di ieri, domenica 6 luglio, a un'esercitazione particolarmente ben riuscita.
"Le esercitazioni - ha spiegato Gianni Frasson, delegato tecnico provinciale di Area III - sono indispensabili, perché servono a testare le procedure nel caso un'emergenza si verificasse davvero, adempiendo ai quattro principi fondanti della Croce Rossa Italiana: previsione, prevenzione, soccorso e ripristino."

Tra gli obiettivi di Area III, la sezione tecnica del CRI dedicata a "risposta ad emergenze e disastri", rientra la gestione di grandi incidenti e di eventi naturali come frane, terremoti e alluvioni.
Nel caso dell'esercitazione di ieri, su una scala di eventi che spazia dal classico incidente automobilistico alla catastrofe con compromissione di servizi, viabilità e comunicazioni, Galbiate è stato teatro della simulazione di un'emergenza maggiore, in cui il numero di soccorritori sarebbe insufficiente a coprire il numero di soggetti bisognosi di cure.

Ipotizzando che il parcheggio del cimitero fosse il luogo dell'incidente, è stato attivato un PMA di 1° livello (Posto Medico Avanzato) nel vicino parco ludico.
A proposito della scelta del luogo, Lorenzo Riva, volontario della Protezione Civile di Galbiate, ha chiarito che "il parco ludico è una delle zone predisposte ad ospitare questo tipo di strutture di emergenza, con appositi spazi e allacciamenti adeguati."
Giunti nel parco ludico quindi, i volontari della Croce Rossa hanno allestito il Posto Medico, cimentandosi nel montaggio di una tenda sanitaria pneumatica e di brandine da campo.

"In questo caso - ha proseguito Frasson - il PMA assolve alla funzione di "filtro". Trattandosi di una situazione con innumerevoli pazienti coinvolti, che causerebbero una congestione delle strutture ospedaliere, il Posto Medico da noi allestito funge da Triage: dal luogo dell'emergenza (cimitero) i pazienti vengono portati nel PMA (parco ludico) dove un medico valuta il loro quadro clinico, assegnando un codice colore in base alla gravità delle condizioni, e decidendo le modalità di ospedalizzazione. Ad esempio, un paziente grave sarà condotto immediatamente in ospedale con un'autoambulanza; per quelli con lesioni più lievi sarà allestito un mezzo di trasporto idoneo, come un pullman. Il PMA serve a ottimizzare le risorse in un momento di crisi."
I codici sono bianco, verde, giallo e rosso; gli ultimi due indicano una compromissione delle funzioni vitali (coscienza, respiro, battito e stato di shock). A questi quattro, generalmente noti, se ne aggiungono altri due: il nero, indicante l'impossibilità di rianimazione e quindi il decesso, e l'arancione, sinonimo di contaminazione.

"In caso di situazioni straordinarie, disastri e calamità, il triage funziona in modo leggermente diverso dal Pronto Soccorso tradizionale: qui l'obiettivo è salvare il maggior numero possibile di persone in un'emergenza estesa. Ciò a volte porta a dover scegliere di investire energie solo verso chi ha più probabilità di sopravvivere" ha concluso Frasson.
Di primaria importanza ai fini di una buona riuscita dell'operazione è la divisione dei compiti e la distinzione gerarchica dei ruoli: mentre i volontari della Croce Rossa si occupano di primo soccorso, trasporto feriti e allestimento di tendopoli e ospedali da campo, ruolo della Protezione Civile in questo caso è supportare gli interventi dei soccorritori gestendo la viabilità, le manovre, la disponibilità di spazi e le altre funzioni di monitoraggio del territorio.

"Anche la gestione dell'informazione riveste un ruolo importante, specialmente nell'ultimo periodo, caratterizzato dalla veloce diffusione di notizie attraverso internet e i social network" ha aggiunto Lorenzo Riva. "Spesso è necessario arginare allarmismi nella popolazione, che complicherebbero solo il lavoro delle persone impegnate nelle attività di soccorso. A questo va ricondotto il silenzio che talvolta i volontari oppongono agli organi di stampa: è una modalità operativa. Le notizie devono essere veicolate attraverso un'unica fonte preposta, come l'unità di crisi locale, per non creare inutile confusione."
In qualsiasi situazione di emergenza, il coordinamento si rivela imprescindibile. Anche in questo caso, l'azione si è svolta solo apparentemente sui due poli del cimitero-luogo d'emergenza e del parco ludico-postazione medica: in realtà una parte centrale è stata svolta dal referente nella Sala Operativa del CPE (Centro Polilogistico Emergenze) di Sala al Barro. Da lì, grazie a un quadro chiaro della situazione in atto, l'addetto ha agito per tutta la durata dell'operazione, organizzando il movimento dei mezzi di soccorso in collaborazione con Silvio Aldeghi, responsabile del CPE e per l'occasione coordinatore dei servizi di trasporto sul luogo dell'emergenza.

Le fasi di montaggio della tenda

La funzione di coordinamento è appunto l'anima della Sala Operativa Provinciale, organo della Divisione Emergenze e Protezione Civile che si occupa della gestione operativa ed amministrativa delle emergenze e del coordinamento delle attività di Protezione Civile sul territorio. La sede, nel Centro Polilogistico Emergenze di Sala al Barro, è frutto della riconversione degli alloggi e degli uffici che erano stati costruiti per il cantiere del traforo del Monte Barro, già saliti agli onori delle cronache nel giugno 1999 per aver accolto una sessantina di profughi durante l'emergenza Kosovo. Già allora i volontari di Protezione Civile e CRI avevano dato prova di una collaborazione efficiente, come alcuni di loro ancora ricordano.

Alla fine dell'esercitazione si è tenuto un briefing in cui si sono tirate le somme della simulazione, individuando, grazie al confronto e ai dubbi posti dai volontari, i punti di forza e le poche criticità emerse. Sia Gianni Frasson che Lorenzo Riva si sono detti "soddisfatti dell'esperienza, in particolare per il sano clima di collaborazione tra Protezione Civile e Croce Rossa che ha dato luogo a una sinergia efficace."
Elena Toni
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