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Scritto Venerdì 11 novembre 2016 alle 08:16

Lecco: droni, geo-radar e sassi ''colorati'' per prevenire le esondazioni del Caldone

Si sta concludendo l'analisi del dissento idrogeologico del Caldone: tecnici comunali e studenti del Politecnico sono scesi in campo per studiare e prevenire il rischio di esondazioni del torrente che divide a metà la città di Lecco.
Si tratta di uno studio "importante, che ha già dato risultati significativi" ha spiegato l'assessore Gaia Bolognini.
Il corso d'acqua (ma anche l'affluente torrente Grigna) è stato letteralmente passato ai raggi X per osservare e mappare la conformazione, le rive, i massi, le vasche di sedimentazione, i canali e i tratti intubati.
"E' stato un lavoro complesso: oggi non esiste un modo certo per capire come si sposta il sedimento, in particolare in caso di piogge e acquazzoni. Avere un modello efficace e preciso potrebbe risultare determinante per evitare esondazioni e situazioni catastrofiche come è avvenuto a Genova o Carrara" ha spiegato Laura Longoni, ricercatrice del Politecnico.

Monica Papini e Laura Longoni

Diverse le tecnologie messe in campo per fotografare il Caldone, lungo tutto il suo percorso.
E' stato ad esempio utilizzato un drone per avere una precisa ricostruzione 3D del corso del torrente, in particolare per quelle zone di cui si avevano poche informazioni a disposizione. Ma non solo. Molti sforzi sono stati fatti per capire come si muovono i sedimenti nell'alveo: per farlo oltre 300 sassi di varie dimensioni sono stati pitturati di giallo e vi sono state applicate apposite etichette, non troppo diverse da quelle che si utilizzano nei negozi contro il taccheggio o negli allevamenti per gli animali.

"Qualche cittadino si sarà chiesto il perché di quei sassi colorati nel torrente, e in effetti una decina sono spariti, probabilmente "rubati" da qualche bambino incuriosito" ha commentato la dottoressa Longoni. "A giugno abbiamo iniziato ed ognuno di essi è stato geo-referenziato: dopo ogni pioggia siamo tornati sul posto con degli appositi trasmettitori per verificare se e di quanto i massi e i ciottoli schedati si fossero mossi. Ad esempio abbiamo verificato lo spostamento  durante la bomba d'acqua che si è abbattuta sulla città a metà giugno". Fondamentale risulta essere il sistema delle vasche di sedimentazione: anche queste sono state osservate e "scannerizzate" per osservare la quantità del materiale depositato negli invasi, pensati proprio per contenere e prevenire esondazioni.


Per farlo è stato utilizzato un tecnologico geo-radar, ma anche un piccolo gommone e addirittura un "normale" modellino giocattolo di motoscafo appositamente attrezzato per la valutazione della portata. "Un punto critico, dove il torrente è a rischio esondazione, è in particolare il tratto adiacente a Via Carlo Porta dove infatti sono presenti dei rilevatori di livello che in tempo reale misurano il corso d'acqua" ha continuato la ricercatrice del Politecnico. "Subito dopo il torrente si interra e non abbiamo mancato di scendere anche noi sotto il livello della strada per verificare lo stato di conservazione della struttura all'interno della quale corre il Caldone".

"Questo studio ora deve concentrarsi sugli aspetti previsionali: l'organo politico deve scendere in campo e decidere come intervenire. Ci sarà una discussione anche  con tutti gli uffici competenti in quanto i vincoli territoriali e le tutele del corso d'acqua sono di prioritaria importanza per eventuali trasformazioni urbane" ha concluso Longoni. "Ma non è tutto: quello che abbiamo voluto fare è stato creare un modello di analisi che può essere applicato anche agli altri torrenti di Lecco, e in generale a tutti i corsi d'acqua".

I risultati sono stati presentati in commissione ambiente e urbanistica a Palazzo Bovara, alla qualche ha partecipato la professoressa Monica Papini che ha sottolineato come "un altro aspetto innovativo del protocollo d'intesa riguarda la didattica. Troppo spesso questa attività viene considerate separatamente dalla ricerca, ma il punto di partenza per formare degli Ingegneri sta proprio nello sviluppo di tecniche innovative che rispondano alle attuali esigenze del territorio e che continuano ad evolvere nel tempo".
P.V.
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