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Scritto Mercoledì 15 febbraio 2017 alle 18:25

Bellano: acquista una BMW, non la paga e la rottama all'estero. A processo per truffa

In una sola mattinata, uno dopo l’altro, erano stati calendarizzati due processi a suo carico. Pronti via, la remissione di querela ha posto fine al primo, senza rendere necessaria la deposizione del maresciallo della Stazione Carabinieri di Brivio Leonardo Casella che, a suo tempo, aveva seguito personalmente la vicenda, portando avanti l’attività investigativa. Se dunque, una delle presunte vittime ha “graziato” l’imputato – tale Salvatore Carpintere, oggi non presente personalmente in Aula - così non è stato in relazione al secondo fascicolo a suo carico. A esplicita domanda dell’avvocato difensore, la persona offesa (non costituitasi parte civile) ha dichiarato di non avere assolutamente intenzione a lasciar cadere le accuse, chiedendo dunque alla Giustizia di fare il proprio corso. Truffa il reato contestato, per fatti risalenti al 2014, all’uomo, residente fuori provincia. E’ invece di Bellano il “raggirato”, pronto a raccontare senza indugio quanto successo a seguito della pubblicazione, su un sito internet specializzato, di un annuncio per la vendita della propria BMW. Sarebbe stato infatti prontamente contattato dall’imputato dettosi interessato tanto da salire da Desio per vedere di persona l’auto, accompagnato da un amico presentatosi come in suo meccanico di fiducia e due ragazze. Dopo il primo contatto face to face ne sarebbero seguiti altri telefonici, anche con una donna, presunta commercialista dell’imputato. “Voglio tutto alla luce del sole, nessun magheggio” avrebbe detto il bellanese ai suoi interlocutori, fino a pattuire una dazione di 6.000 euro per la compravendita della vettura. “Si è presentato con un bonifico bancario” ha ricordato la persona offesa, facendo riferimento a Carpintere e puntualizzando di aver fatto egli stesso controllare, presso la filiale locale del proprio istituto di credito, la validità di quel pezzo di carta, non confermata al 100% trattandosi di un’attestazione di una banca diversa, a transazione non ancora effettivamente avvenuta. “Ingenuamente sono comunque andato in comune per fare il passaggio della macchina”. L’acquirente ha così lasciato il Lago in BMW mentre la vittima è… rimasta a tasche vuote. Nulla è stato infatti, nei giorni successivi, accreditato sul conto del bellanese, spingendolo a portarsi allo sportello dal quale sarebbe stato fatto partire il bonifico di cui aveva la “pezza giustificativa” tra le mani. “Mi è stato detto che il protocollo era il loro ma il timbro e la firma no”. Un falso insomma. Ma non solo: dopo verifica la Pra è emerso infatti che “la macchina era già stata demolita con esportazione all’estero”. Da qui la denuncia. A settembre l’escussione degli operanti di Bellano che si sono occupati degli accertamenti. Questo processo, dopo la “morte naturale” del primo, prosegue.
A.M.
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