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Scritto Mercoledì 12 aprile 2017 alle 18:27

Lecco: rispondendo a Boscagli l'ASST rende pubblici i dati sulle vaccinazioni. Registrato un calo 'non preoccupante', ma 'basta bufale'

“Anche nella nostra Provincia, negli ultimi due anni si è registrata una flessione – seppur leggera – della copertura vaccinale, che è scesa dal 96% al 93%: il dato non è preoccupante ma purtroppo ci stiamo scontrando contro una nuova forma di cultura “alternativa”, che rifiuta alcuni sviluppi scientifici e allo stesso tempo finisce per generare ignoranza e paura ingiustificata”.
Ha parlato così nella serata di ieri, martedì 11 aprile, il Dottor Enrico Frisone, direttore sociosanitario dell’ASST di Lecco, durante il suo intervento in commissione consiliare nel capoluogo, alla quale ha preso parte insieme al Dottor Paolo Gulisano per dissolvere – anche attraverso i dati numerici – alcuni dubbi legati alla copertura vaccinale sul nostro territorio: il tema era stato sollevato poche settimane fa da Filippo Boscagli, che aveva denunciato come, anche in Lombardia, si fosse verificato “un pericoloso calo delle vaccinazioni”, sottolineando la necessità di un rapido intervento anche da parte dello stesso Comune di Lecco.

Da sinistra: il Dottor Paolo Gulisano, il Dottor Enrico Frisone, il consigliere Luigi Comi , l’assessore ai servizi sociali Riccardo Mariani

“Dal momento in cui i nostri servizi sanitari sono passati nelle mani della ASST abbiamo attivato una serie di percorsi con i nostri esperti clinici con l’obiettivo di aumentare progressivamente le offerte vaccinali in termini numerici, nonché di sensibilizzare la popolazione e il personale medico e infermieristico in merito a questi temi” ha affermato il Dottor Frisone.
“Di fronte alle resistenze degli ultimi tempi stiamo mettendo in atto una serie di procedure di richiamo verso gli inadempienti, che – lo specifico – sono quasi esclusivamente “autoctoni”: i dati di copertura vaccinale della Provincia di Lecco, comunque, sono tuttora i più alti della Lombardia. La nostra filosofia è quella di non imporre nulla, ma di coinvolgere il paziente nelle nostre scelte sanitarie, così da sfatare alcune “bufale”: spesso, infatti, le vaccinazioni sono viste come un peso, un pericolo o un fastidio. L’ASST, in collaborazione con l’ATS e tutti gli enti del territorio, associazioni di volontariato comprese, deve quindi impegnarsi ulteriormente nella prevenzione, per sconfiggere l’ignoranza e la paura generata da fenomeni mediatici che provocano assurdi momenti di isteria nella popolazione”.

Primo da sinistra il consigliere Filippo Boscagli

Allo stato attuale delle cose, in Italia sono quattro le vaccinazioni obbligatorie, ovvero quelle contro il tetano, la difterite, la poliomelite e l’epatite B: ad esse sono sottoposti anche tutti i migranti che raggiungono il nostro Paese, che vengono inoltre “testati” per la tubercolosi, entrando eventualmente in un procedimento di sorveglianza sanitaria.
“Dalla valutazione dei dati della città di Lecco per i nati nell’anno 2013, per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie risulta una copertura media del 95% (347 in totale gli utenti che hanno aderito ai programmi proposti, contro i 10 che li hanno rifiutati)” ha proseguito il Dottor Paolo Gulisano, del servizio vaccinazioni dell’ASST.
“Il dato reale, poi, può ulteriormente aumentare se si considera che, tra coloro che non si sono presentati al momento della convocazione in ambulatorio, figurano molti figli di extra-comunitari che, seppur siano inseriti nel nostro sistema sanitario, non si trovano fisicamente sul nostro territorio perché sono ritornati nel proprio Paese d’origine. Tra i residenti nati nell’anno 2014, invece, 350 utenti sono stati vaccinati, 6 hanno effettuato soltanto cicli parziali di vaccinazioni e 13 sono risultati inadempienti. Il trend è poi in leggera discesa nel 2015, con una media del 91%”.
Nella nostra Provincia, inoltre, si registra una buona copertura anche per quanto riguarda le vaccinazioni “facoltative”, tra cui quella contro il papilloma virus (tra il 70% e l’80%), a trasmissione sessuale, che può provocare l’insorgenza di un tumore alla cervice uterina.
Questi i dati ufficiali forniti dall’ASST di Lecco:

“In Europa, in generale, i tassi di copertura vaccinale sono nettamente inferiori ai nostri, pertanto la nostra situazione non può di certo essere preoccupante” ha concluso il Dottor Gulisano.
“Per noi è indispensabile continuare a concentrare l’attenzione sul tema della prevenzione, per combattere le resistenze, gli allarmismi e la paura ingiustificata, per esempio intorno alla meningite che – lo ricordo – colpisce in prevalenza (e comunque in percentuali molto basse) la fascia infantile e adolescenziale. Per fare ciò, e per favorire una corretta comunicazione, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, dagli enti locali alle associazioni di volontariato agli stessi pazienti, che devono porsi in una posizione di ascolto e condivisione delle nostre scelte in ambito sanitario”.
Soddisfatto delle risposte fornite dai due medici presenti in aula il consigliere Filippo Boscagli, così come l’assessore ai servizi sociali Riccardo Mariani, che si è detto pronto a “mettere in atto una serie di azioni di sensibilizzazione della collettività sul tema delle vaccinazioni”.
B.P.
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