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Scritto Mercoledì 19 aprile 2017 alle 08:35

Lecco: un coinvolgente 'racconto di vite' sui sentieri della guerra partigiana in Valsassina

In previsione dell'imminente anniversario della Liberazione d'Italia, è stato raccolto da Gabriele Fontana l'invito da parte dell'Assessore alla cultura e di Mauro Rossetto, Direttore del Sistema Museale Urbano Lecchese, a ripercorrere un importante squarcio di storia nostrana passata: quella delle prime formazioni garibaldine della zona nei mesi finali del 1943 e i sentieri che, inerpicandosi verso i piani d'Erna, hanno impressi il ricordo dei loro passi.

Gabriele Fontana

In particolare, oggetto della serata di martedì presso il Palazzo delle Paure di Lecco è stata la presentazione della guida storico-escursionistica "Sui sentieri della guerra partigiana in Valsassina" realizzata da Gabriele Fontana, Eugenio Pirovano e Marco Ripamonti, descrittiva del difficoltoso percorso che dall'ex caserma Sirtori a Lecco termina al Cimitero di Introbio.
La guida, che come afferma Fontana "non ha la prerogativa di essere considerata un testo di storia", è articolata in due parti: una che si snoda fino alla val Biandino e una seconda che guarda invece verso la val Taleggio raccordandosi naturalmente con i piani di Artavaggio.

Un approccio sicuramente innovativo quello scelto dagli autori, che si inserisce pienamente in un turismo culturale e che spicca non tanto per l'arte e la bellezza dei luoghi naturali descritti, i quali fanno da cornice a tutta la narrazione, ma soprattutto per il contrasto di questi con le vicende drammatiche e tragiche della storia passata del nostro territorio.
Il volume si snoda infatti come un vero e proprio racconto: apparentemente divulgativo e incentrato prevalentemente sull'aspetto umano ed etico delle vicende, si dimostra essere un'opera corale, caratterizzata dall'intreccio di diverse testimonianze di protagonisti - non solo comandanti e combattenti, ma anche persone che hanno assistito nel quotidiano alle vicende della guerra - e delle loro memorie.
"Il fatto che nel racconto avvenga sempre un alternarsi di racconto in prima e terza persona lo rende vivo, appassionante e coinvolgente per chi lo legge" ha affermato Mauro Rossetto, moderatore della serata, soffermandosi poi su due caposaldi della narrazione passata della Resistenza, resa esageratamente celebrativa e per molti aspetti incapace di delineare un quadro realistico della realtà di quegli avvenimenti.

Primo di questi, la sopravvalutazione dell'importanza militare della lotta partigiana e dell'esito militare del conflitto - soprattutto nel nostro territorio, nel quale la vicinanza con Milano rendeva ancora più forte il controllo tedesco - a discapito di un'analisi più umana. E in secondo luogo la proclamazione di un'unanimità, spesso fittizia ed utilizzata artificiosamente per reprimere gli scontri e le divisioni che esistevano all'interno sia delle formazioni partigiane che delle dirigenze politiche. Entrambi gli elementi, come ha spiegato Rossetto, sono sopravvissuti negli anni grazie al forte desiderio di ostracizzare tali eventi da parte di coloro che ne avevano vissuto la tragicità e il dolore, a favore di una nuova serenità.

Eugenio Pirovano, Gabriele Fontana e Mauro Rossetto

Nelle circa sessanta testimonianze raccolte dai tre autori nel corso degli anni, invece, predominante diventa l'elemento morale, etico e soprattutto emotivo: nelle pagine emerge con crudo realismo il tema della paura della guerra, della giovane età a cui i ragazzi si non ritrovati costretti a combattere, del dolore della perdita e della fatica fisica e psicologica di quegli anni.
Ad emergere è quindi il valore dimenticato dei protagonisti, persone eroiche alle quali la guida ha cercato di ridare un volto e una voce anche attraverso la restituzione di questo tipo di umanità, la quale ha dimostrato come il mito del consenso nei confronti del regime non fosse così assoluto.

"L'amore per i sentieri per me è un qualcosa di personale" ha affermato Gabriele Fontana "e sono convinto che il valore di questi uomini e donne stia nella scelta di aver preso, simbolicamente, un sentiero diverso che li ha portati a combattere per i giusti ideali".
Una testimonianza significativa che non solo ha permesso al pubblico di rimmergersi per qualche ora nel passato eroico della nostra zona ma che ha anche trasmesso il messaggio secondo cui, così come la memoria di queste persone ogni 25 aprile verrà celebrata, altrettanto farà chi camminando per quei sentieri ripercorrerà i passi di coloro che anni fa hanno ispirato questo libro.
F.A.
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