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Scritto Mercoledì 17 maggio 2017 alle 10:01

Valmadrera- Civate: con Avis controlli della vista a scuola

Anche quest’anno l'Avis comunale di Valmadrera, promotrice dei valori di prevenzione e tutela della salute, in collaborazione con l’Istituto Scientifico Eugenio Medea della Nostra Famiglia di Bosisio Parini, ha intrapreso il quinto progetto di screening ortottico in età evolutiva per i disturbi della vista per i bambini di 3 anni.
Il programma 2017 ha riguardato gli alunni delle scuole materne di Valmadrera e Civate, per un totale di 84 bambini che, assistiti dalle loro insegnati, hanno valutato le loro capacità visite mediante diversi test. L’esito del controllo è stato poi riportato in una scheda valutativa consegnata ai genitori dei bambini, i quali hanno apprezzato in maniera certamente positiva l’iniziativa.

Alcuni momenti dell'iniziativa

Si è così potuto riscontrare l’assenza di importati patologie nella gran parte dei piccoli, pur riscontrando 22 casi in cui è stato consigliato un controllo oculistico approfitto, mentre per altri 3 è stata suggerita una visita non urgente prima dell’inizio del ciclo scolastico.
Avis Valmadrera ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile l’iniziativa: l’Istituto Scientifico Eugenio Medea, l’ortottista dott.ssa Molinari Rossella e i Dirigenti delle scuole materne, che con la loro preparazione e pazienza anche quest’anno hanno contribuito ha sensibilizzare la comunità su un tema così importante e delicato.
La prevenzione e il riconoscimento dei problemi visivi dei bambini è, purtroppo, un aspetto difficile da riconoscere per genitori e insegnati.
Tuttavia, i massimi esperti e gli organismi che in tutto il mondo si occupano della salute dell’infante sono unanimi circa l’importanza prioritaria di sottoporre i bambini, nella fase evolutiva compresa dai 3 ai 5 anni, a controlli visivi, al fine di riconoscere tempestivamente la presenza di disordini della vista.
Da diversi studi - infatti - è emerso come il successo del trattamento dei difetti visivi contribuisca al normale sviluppo dell’infante e dipenda, in maniera incisiva, dall’età di inizio del trattamento stesso e che la risposta più efficace al trattamento si ottenga fino all’età di 7 anni.
Inoltre, si consideri come il successo della correzione dei difetti ottici possa contribuire a migliorare i processi di apprendimento ed il rendimento scolastico dei piccoli. Infatti, da una analisi condotta tra il 2011 e il 2012 da centri statunitensi di prevenzione dell’ADHD - disturbo da deficit di attenzione e iperattività - è emerso che su un campione di circa 75mila giovani di età compresa tra i 4 e i 17 anni il 15,6% di quelli con deficit visivi trascurati e non corretti riportava anche il disturbo di attenzione, a differenza dei ragazzi con vista corretta la cui percentuale scendeva all’8,3%. Non solo, i bimbi con disfunzioni tipiche dell’occhio non trattate, come lo strabismo, avevano il doppio delle possibilità di avere l’ADHD rispetto a quelli che ci vedevano correttamente.
L’obiettivo primario dello screening è, quindi, l’individuazione precoce delle patologie che influiscono con il processo di acquisizione dell’immagine compromettendo così un normale sviluppo dell’apparato visivo.
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