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Scritto Mercoledì 17 maggio 2017 alle 16:52

Civate: Fiskars, alla fine dell’anno licenziati 14 dipendenti e 5 trasferiti, trattative sugli incentivi

Fino alla fine del mese di novembre i 19 dipendenti della Fiskars - principalmente si tratta di donne – potranno continuare ad operare nella sede di Civate, ma per 14 di loro il licenziamento (annunciato inizialmente per luglio) è solo rinviato.
 La multinazionale finlandese ha infatti stabilito di lasciare il capannone di Via Provinciale trasferendo i 5 lavoratori rimanenti (scelti in base alle mansioni svolte) in una nuova sede ad Agrate Brianza.
Nella mattinata di oggi presso la sede di Confindustria a Lecco si è svolto un incontro – seguito a due giorni di sciopero da parte dei lavoratori – con la proprietà, chiamata a confrontarsi con il funzionario della Fiom Cgil Rino Maisto.

La sede di Civate

“Le risoluzioni dei rapporti di lavoro diverranno operative solo dopo novembre. Abbiamo ragionato su diverse problematiche, prima fra tutte quella delle prospettive che attendono coloro che rimarranno. Abbiamo chiesto per loro garanzie sia occupazionali che di reddito. La sfiducia e le perplessità nei confronti di questa azienda sono cresciute notevolmente, abbiamo visto tenti licenziamenti”.
Risale a tre anni fa la riorganizzazione aziendale che ha portato alla chiusura dei siti di Premana (coltelli marca Montana) e Casargo (Kaimano), una produzione quest’ultima che è stato delocalizzata in Cina.
Nella primavera del 2016 erano stati lasciati a casa 8 dipendenti impiegati nel magazzino del capannone civatese, su cui campeggiano in bella vista i cartelli “vendesi”.
“Non è facile trattare con una multinazionale, anche in passato il nostro intervento contro la delocalizzazione all’estero non è servito ad evitare che la produzione di coltelli venisse trasferita in Cina” ha spiegato Maisto. “Oggi non sono mancate aperture in positivo, è stato prospettato il possibile recupero di 2 o 3 figure e stiamo definendo un piano per l’incentivo all’esodo. Abbiamo chiesto un’integrazione rispetto ai 24 mesi di Aspi che spetterebbero ai dipendenti licenziati”.
Domani si svolgerà l’assemblea con i lavoratori per giungere alla sottoscrizione di un accordo che – questo è l’auspicio – possa prevedere agevolazioni sia per chi perderà il proprio impiego che per coloro che dovranno trasferirsi fuori Provincia.
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