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Scritto Martedì 08 agosto 2017 alle 12:08

Vendemmia attesa in anticipo: nonostante la grandine annata positiva e uva di qualità

Un 15-20% del raccolto è andato perduto a causa della grandine che all’inizio della bella stagione ha danneggiato diversi grappoli. Ma l’uva rimasta lungo i filari della Provincia di Lecco è di buona qualità e i coltivatori incrociano le dita per le prossime settimane, aspettandosi una vendemmia leggermente in anticipo a causa del grande caldo dei giorni scorsi.
Il clima “pazzerello” di quest’anno, ha rilevato la Coldiretti lombarda, ha lasciato il segno sui vigneti con un taglio medio del 20% sui raccolti. Se i primi grappoli di pinot e chardonnay sono stati già staccati dai filari sulle colline della Franciacorta nel bresciano, nelle nostre zone si dovrà attendere almeno la fine del mese di agosto per dare il via alla tradizionale raccolta, sempre che le temperature si mantengano stabili e consentano agli acini destinati a trasformarsi in vino rosso di completare la maturazione.
Nell’area del Parco del Curone che abbraccia la collina di Montevecchia la grandine ha creato non pochi problemi, ma l’annata è tutto sommato positiva rispetto alla scorsa estate.

Filari sulla collina di Montevecchia

“Abbiamo dovuto dire addio al 15-20% del raccolto, ma l’uva rimasta è bella” ha spiegato Mario Ghezzi delle Terrazze di Montevecchia, che gestisce 9 ettari di vigneti. “Probabilmente la vendemmia anticiperà, come successo due anni fa quando era iniziata il 30 agosto. L’anno scorso invece è stato un disastro ed è slittata al 19 settembre. Il grande caldo ha fatto maturare prima i grappoli, le piante sopportano bene le alte temperature e ogni tanto la pioggia nella nostra zona è arrivata. Inizieremo con la vendemmia dell’uva base spumante, poi con quella bianca e dopo circa 20 giorni toccherà alle uve Merlot”.
Parere positivo, nonostante lo “scherzo” della grandine, anche per Lorenzo della Cascina Limonta che coltiva 5.000 mq di filari. “Rispetto allo scorso anno possiamo dirci soddisfatti, l’uva è piccola ma di qualità e ci aspettiamo una buona vendemmia. Forse anticiperà un po' ma non sarà prima di settembre trattandosi di uve merlot”.
Incrocia le dita in vista delle prossime settimane il titolare dell’azienda agricola “Il Ceresè” di Montevecchia, che ha sottolineato lo stretto legame tra le condizioni meteo e la qualità del vino che deriverà dalle uve del 2017.
“L’annata sembra molto buona rispetto al 2016, abbiamo perso parte dei grappoli per la grandine e probabilmente anticiperemo per la vendemmia, ma il merlot deve maturare almeno fino a settembre. Il risultato della raccolta è sempre un punto di domanda, tutto dipende dal tempo che deve mantenersi abbastanza caldo e stabile” ha affermato Francesco Maggioni dell’omonima azienda agricola.

L’attesa sarà ancora più lunga per gli acini Merlot dell’azienda agricola di Simone Rossi a Rossino (Calolziocorte), dove la maturazione non è stata così rapida come in altre zone della Provincia lecchese. “Quest’anno siamo indietro di una quindicina di giorni, questo dipende dall’altitudine delle piante e dal meteo. La grandine ha compromesso diversi grappoli, ma poi è arrivata la pioggia e l’uva sembra bella. Siamo fiduciosi”.

I filari a Colico

Sono invece stati graziati dai chicchi di ghiaccio di inizio stagione i filari della Viticoltura Cardinal Federigo di Calolziocorte, dove i coltivatori sono pronti a “testare” la dolcezza dei chicchi a partire dalla fine di agosto per decidere poi il momento giusto per la raccolta. “Incrociamo le dita per le prossime settimane, ma con un po' di pioggia e il caldo le premesse sono buone” ha commentato Lisa Lozio.
Il maltempo è stato nemico dell’uva anche in questi giorni a Colico, dove presso la tenuta Montecchio si coltivano in un ettaro e mezzo uve merlot e chardonnay. “La sfortuna non è mancata, se in primavera la gelata che ha colpito altre zone da noi è stata mite il 6 agosto abbiamo avuto anche la grandine. Nonostante questo la qualità del vino che ci aspettiamo sopperirà alle perdite subite. Tutto dipende dal clima, che regala il tasso zuccherino all’uva. Quest’anno sembra che la maturazione sia in anticipo, vedremo come va”.
Anche nella nostra Provincia, caratterizzata da zone viticole con produzioni di piccola entità - a differenza di altre zone lombarde come Pavia e Brescia che da sole rappresentano i due terzi delle superfici coltivate in Regione – gli effetti di una stagione climatica variegata (con grandine e gelate in primavera e un caldo torrido estivo) si fanno sentire sulle uve che si trasformeranno in vino profumato.
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