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Scritto Domenica 20 agosto 2017 alle 11:58

Replica a Venturini/2, Facchini: l'assessore straparla e scopiazza Fallaci, senza citarla

Duccio Facchini
Gentile redazione,
l’assessore all’Ambiente e trasporti del Comune di Lecco, Ezio Venturini, ha detto la sua dopo la strage di Barcellona. Non si sa con quale competenza o autorevolezza, ma è liberissimo di farlo. Del resto, dalle aree cani alla geopolitica il passo è breve.
Ho trovato grave e vergognosa quella lettera, intrisa di luoghi comuni, generalizzazioni, confusione, allarmismo e discriminazioni. Venturini ce l’ha con un “‘amico’, che però ci odia e ci disprezza”. Chi sarebbe? Il musulmano? L’arabo? Il marocchino? Il senegalese? Il belga? Lo spagnolo? L’italiano? Qual è il discrimine? La sua religione? La sua cittadinanza? Il suo Paese di origine? Il colore della sua pelle?
A che cosa pensa Venturini quando invoca “leggi urgenti e speciali, magari discriminanti o antidemocratiche”? Come si concilia tutto questo con la nostra Costituzione, che all’articolo 54 prescrive che “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche -Venturini compreso- hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”?
Venturini non lo sa e non lo scrive. Per un motivo molto semplice. L’assessore, pur di ritagliarsi visibilità nonostante ignori la questione, scopiazza scritti altrui, a volte stravolgendoli, e poi se li attribuisce. Me ne sono accorto tempo fa -con lui capita spesso, su argomenti diversi- ma avevo preferito sorvolare per non dar risalto al personaggio. Su un tema così delicato, però, è triste e intollerabile. Specie se a farlo è una persona che riveste un incarico pubblico.
Questa volta è il turno di Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice scomparsa 11 anni fa. Venturini, convinto d’esserne l’erede, ha leggiucchiato qualche spezzone dei suoi saggi sul sito de “il Giornale” (http://www.ilgiornale.it/news/politica/aveva-ragione-pazza-fallaci-1046778.html) e ha deciso di rielaborarne il pensiero, senza citare la fonte, ovviamente.
Armiamoci di pazienza, una volta per tutte.

Fallaci: “Il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un'esigua minoranza e che quella esigua minoranza vive in aesi lontani”.
Venturini: “Esiste forse solo un tentativo di farci credere che il nemico è costituito da una minoranza che vive in paesi”.

Fallaci: “È un nemico che trattiamo da amico. Che tuttavia ci odia e ci disprezza con intensità. Un nemico che in nome dell'umanitarismo e dell'asilo politico accogliamo a migliaia per volta anche se i Centri di accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa più dove metterlo”.
Venturini aggiunge scene atroci, ma scopiazza: “Se poi la moglie viene ammazzata di botte, o la figlia viene uccisa perché indossava vestiti occidentali o non si copriva il capo poco importa lui é un "amico", che però ci odia e ci disprezza che in nome dell'umanitarismo e dell'asilo politico accogliamo a migliaia per volta anche se i nostri Centri di accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa dove metterli”.

Fallaci: “Un nemico che appena installato nelle nostre città o nelle nostre campagne si abbandona alle prepotenze ed esige l'alloggio gratuito o semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza”.
Venturini, copiando senza citare, preferisce la teoria dell’”amico”: “Un "amico" che si abbandona alle prepotenze ed esige l'alloggio gratuito o semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza”.

Fallaci: “Che aggredisce la maestra o la preside perché una scolara bene educata ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella di riso al marsala cioè ‘col liquore’. E-attenta-a-non-ripeter-l'oltraggio. Un nemico che negli asili vuole abolire anzi abolisce il Presepe e Babbo Natale”
Venturini riscrive a modo suo: “Un "amico" che ci impone le proprie regole e i propri costumi, che aggredisce la maestra negli asili perché NON vuole abolire il Presepe e Babbo Natale, che intasa i pronto soccorso per qualsiasi motivo pretendendo la priorità di cura, pena un accusa di razzismo”.

Fallaci: “Apriti cielo se chiedi qual è l'altra civiltà, cosa c'è di civile in una civiltà che non conosce neanche il significato della parola libertà. […] Che dei Diritti dell'Uomo da noi tanto strombazzati e verso i musulmani scrupolosamente applicati non vuole neanche sentirne parlare”.
Rivisitazione postuma di Venturini: “Cosa c'è di civile in una civiltà che non conosce neppure il significato della parola libertà, che dei Diritti dell'Uomo, da noi tanto evocati non vuole neppure sentirne parlare?”.

Mi fermo qui. “Quello che conosciamo è una goccia, ciò che ignoriamo è un oceano”. Venturini? No, Isaac Newton.
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Duccio Facchini
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