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Scritto Venerdì 22 settembre 2017 alle 17:11

Lecco: in campo contro la mafia e la violenza di genere, evento nel ricordo di Paolo Cereda

È stata Antonia, la moglie di Paolo Cereda, a dare il calcio di inizio alla partita tra la Nazionale Calcio femminile Parlamentari e la squadra delle ragazze di Tabiago (Nibionno) in rappresentanza della Figc, che si è svolta nel pomeriggio di oggi presso il campo sportivo della Rovinata. L’appuntamento, dal titolo “In campo contro la violenza di genere”, rientra nel programma della giornata “Quando la legalità entra in gioco – lo sport come strumento nella lotta alle mafie”, organizzata grazie alla collaborazione di diverse realtà territoriali al fine di promuovere i valori della lealtà e del rispetto delle regole e dedicata proprio al referente di Libera prematuramente scomparso.

Le squadre in campo

La Nazionale Calcio femminile Parlamentari con i referenti delle realtà coinvolte e la moglie di Paolo Cereda

La partita “in rosa” – arbitrata da Ilaria Brescia affiancata da Chiara e Melissa Visconti – ha visto la partecipazione, nel team dei parlamentari, di Veronica Tentori, Simona Malpezzi, Lia Quartapelle, Lara Comi e Valentina Paris, che hanno affrontato a le campioncine del Tabiago. Presenti il vice presidente vicario Figc Marco Grassini, il delegato lecchese Giovanni Colombo, il responsabile regionale Luciano Gandini, il senatore Antonio Rusconi, Lucia Codurelli, le referenti di “L’altra metà del Cielo” e “Telefono Donna Lecco” Amalia Bonfanti e Lella Vitali, il consigliere lecchese Roberto Nigriello e il vice sindaco Francesca Bonacina, che ha ringraziato tutti i presenti prima del fischio di inizio.
La giornata all’insegna dello sport ha unito le tematiche della legalità e la lotta alla mafia con quella del contrasto alla violenza di genere. Lucia Codurelli ha esortato le parlamentari presenti a impegnarsi sul campo come nelle sedi istituzionali, per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza.
Si è parlato di lotta alla criminalità organizzata questa mattina in sala Ticozzi, dove è stato promosso un incontro cui hanno partecipato gli studenti degli istituti Bertacchi e Maria Ausiliatrice, del liceo sportivo Bachelet di Oggiono e alcune classi dell’istituto comprensivo “Lecco 1”.

Il calcio di inizio di Antonia

La terna arbitrale

“La criminalità organizzata non è un fenomeno solo del Sud, è presente anche in luoghi bellissimi come quelli in cui vivete voi. Grazie a giornate come questa possiamo contrastarla, anche attraverso lo sport” ha spiegato ai ragazzi Fabio Appetiti, responsabile relazioni istituzionali dell’Associazione Italiana Calciatori. Il prezioso contributo di Paolo Cereda – a partire proprio da Fiore, ex covo di Coco Trovato trasformata in pizzeria della legalità – è stato ricordato dal consigliere provinciale Marinella Maldini e dal consigliere comunale lecchese Roberto Nigriello, che ha introdotto gli ospiti della mattinata dedicata ai ragazzi. Fabio Appetiti – presente con la responsabile del settore calcio femminile Katia Serra – ha raccontato l’esperienza di un campo della legalità promosso dall’Aic in Calabria, riportando lo sport dove era stato fermato a causa di infiltrazioni mafiose in una società. “Chi pratica attività sportiva, a tutti i livelli, ha una responsabilità sociale importante” ha spiegato.

Roberto Nigriello, Fabio Appetiti, Katia Serra, Veronica Tentori

Che la mafia non sia più un problema solo di certe zone del Mezzogiorno lo ha ribadito anche il coordinatore nazionale di Avviso Pubblico Pierpaolo Romani, in contatto via Skype. “La Lombardia sa bene cos’è la ‘Ndrangheta e anche il vostro territorio, dove non mancano beni confiscati. Proprio come Fiore, costruita vendendo droga e disagio a ragazzi come voi e che è stata restituita alla comunità grazie all’impegno di persone come Paolo”.

Il tema dell’evento, “quando la legalità entra in gioco”, è stato raccontato da Romani attraverso differenti prospettive. “Nel mondo del calcio ci sono persone che sono venute meno ai principi di lealtà e correttezza. Se cercano di comprarvi dite di no. Gli individui legati alla mafia prima corrompono, poi intimidiscono e sono pronti a fare anche molto peggio. Cedere alla corruzione significa rinunciare alla propria dignità”. Ma la legalità entra in gioco anche nel comportamento del singolo giocatore, che deve seguire la strada della lealtà e della sana competizione, rispettando le regole. Allo stesso tempo il tifo deve essere corretto e non degenerare in minacce o comportamenti ancora peggiori nei confronti dei giocatori. “Sport e legalità vanno di pari passo se ognuno fa la sua parte. Rispettare le regole è compito di tutti noi, a qualsiasi età” ha concluso Pierpaolo Romani. Un insegnamento messo in pratica nel pomeriggio nella partita tutta al femminile.
La giornata è promossa da Provincia e Comune di Lecco, con la collaborazione di Avviso Pubblico, Centro Promozione Legalità Lecco, Associazione Italiana Calciatori - Calcio Femminile, Lega Nazionale Dilettanti FIGC - Sezione provinciale di Lecco, Polisportiva Rovinata, TelefonoDonna Lecco, L'Altra Metà del Cielo - Telefono Donna Merate e Fondo Carla Zanetti.
R.R.
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