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Scritto Sabato 11 novembre 2017 alle 15:09

Due o tre cose che ho capito dagli stati generali 2017

Alessandro Magni
Mi sono "smazzato" i due giorni degli Stati Generali 2017 del welafre organizzati dal Comune di Lecco.
Ho capito che c’è un alto livello confusionale.
A cominciare dal nome dell’iniziativa. Che già dalla sua presentazione in pompa magna lo scorso anno doveva essere celebrativa dell’ “irresistibile” avanzata del nuovo modello Lecco centrico di  gestione dei servizi servizi sociali. Uscito, assieme al Convegno molto, ma molto ridimensionato.
Welfare è un aggettivo. Di solito il sostantivo a cui si accompagna è Stato. Ovvero è quella particolare configurazione novecentesca di Stato Sociale o semplicemente democratico, che ha “superato” il modello di stato liberale (elitario e per pochissimi) dell’’800.
L’uso del solo welfare magari con l’aggiunta, come lo scorso anno della parola “locale”, è semplicemente un modo per allinearsi a chi ne celebra e ne realizza la scomparsa e il superamento. Magari aggiungendoci la parola comunitario o anche “generativo”.
Due temi riproposti quest’anno ma anche l’anno passato, ovvero casa e lavoro, da soli meriterebbero la convocazione degli stati generali, con la partecipazione di tutti gli interessati, a cominciare dai lavoratori e dai cittadini, non targati e non cooptabili, a meno che, come credo, non si voglia fare di due argomenti sociali a tutto tondo, l’oggetto appropriativo di un assistenzialismo settoriale e residuale.
Infine, fortunatamente, ne è uscita a pezzi l’ipotesi della generalizzazione all’intero territorio della provincia del modello Lecco di gestione dei “servizi sociali”. Modello che non vuole fare i conti con sé stesso e si inventa una nuova modalità di raccogliere oboli con i fondi di comunità e soprattutto con i lasciti testamentari. Ovviamente per avere più risorse “private” con le quali sostituire, o almeno provandoci, le risorse nazionali del welfare state, che dovrebbero provenire da imposte progressive,  e soprattutto dalla evasione e dall’enorme sommerso. Con buona pace per gli auspici ultra regressivi di “tassa piatta” o unica.
Alessandro Magni
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