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Scritto Lunedì 04 dicembre 2017 alle 18:55

Avviato il corso per 'Operatore Meccanico' per 14 richiedenti asilo

Ha preso avvio un corso di formazione per Operatore Meccanico per un gruppo di 15 ragazzi, di cui 14 sono richiedenti asilo, grazie ad un'iniziativa portata avanti da una pluralità di soggetti operativi sul territorio. Api Lecco, Comunità Montana Valsassina, Provincia di Lecco, Consorzio Consolida, Cooperativa l'Arcobaleno, Associazione il Gabbiano, Progetto Itaca, Caritas Lecco, Associazione Lezioni al Campo, Associazione Leccoaperta e Fondazione Clerici hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa nel quale si legge: "I firmatari del presente protocollo si impegnano a mettere in sinergia realtà diverse che operino in rete, ciascuna secondo le proprie competenze e disponibilità, allo scopo di realizzare percorsi di formazione professionale rivolti a richiedenti asilo presenti nel territorio della provincia di Lecco, al fine di favorire un reale processo di integrazione.  Le parti concordano sulla necessità di attivare rapporti di collaborazione per svolgere percorsi di formazione professionale atti a favorire le competenze necessarie per la fase di avvicinamento e inserimento lavorativo. Alle attività di formazione possono accedere cittadini stranieri accolti nei Cas o nei progetti Sprar attivi in provincia, che siano in possesso di un regolare permesso di soggiorno o che abbiano presentato istanza per il riconoscimento della protezione internazionale il cui conseguente iter procedurale amministrativo non sia ancora terminato. Alle attività di formazione possono accedere anche cittadini italiani e stranieri in cerca di lavoro, individuati e segnalati al progetto dai soggetti sottoscrittori del protocollo".
Diverse le fasi di attuazione del progetto: a settembre la Comunità Montana ha informato i centri della possibilità di partecipare al corso e a ottobre la Provincia, tramite l'Unità di crisi del Centro per l'impiego, ha proceduto con una valutazione individuale delle persone segnalate, sulla base di criteri di merito come la conoscenza della lingua italiana, la predisposizione al lavoro manuale e  la motivazione, che ha portato alla realizzazione di una graduatoria tramite cui sono stati segnalati i 15 ragazzi partecipanti al corso. Tra novembre e dicembre si sta svolgendo il corso alla sede di Merate della Fondazione Clerici nel quale oltre a 16 ore di Sicurezza verranno insegnati i contenuti della Meccanica di secondo livello. Al termine del percorso l'allievo possederà le necessarie nozioni per la sicurezza sul lavoro e sarà in grado di svolgere i seguenti compiti professionali: lavorazioni meccaniche, montaggio meccanico, disegno tecnico. Nella fase successiva, che prenderà avvio a gennaio 2018, Api Lecco selezionerà alcune aziende che ospiteranno i ragazzi per un tirocinio curricolare e cui potrebbe seguire un tirocinio extra-curricolare.  I richiedenti asilo sono "ragazzi dentro quel lungo tunnel burocratico dove a volte si rischia di perdersi, senza avere soluzioni concrete ai propri bisogni né risposte a due importanti questioni, cui dovremmo invece prestare maggiore attenzione - spiega Ferdinando De Capitani di Leccoaperta -. La prima questione va collocata all'interno del grande tema dei diritti: noi pensiamo che la formazione professionale possa essere inquadrata all'interno dei diritti sociali degli immigrati. Laddove vi sia uno sbocco nel mercato del lavoro, questi diritti sociali precedono l'accesso ai diritti civili e politici. Non vi è dubbio che, attraverso la formazione professionale e la conquista di uno status lavorativo qualificato, gli immigrati richiedenti asilo possono compiere un passo avanti molto importante nel loro percorso di 'cittadinizzazione'. La seconda questione è la ricaduta sul mercato del lavoro: noi pensiamo che la qualificazione professionale dei migranti sia un contributo all'incremento dell'efficienza del mercato del lavoro, in quanto innalza il livello dello scambio tra le competenze possedute dai singoli immigrati e i posti di lavoro loro proposti. Investendo sulla formazione diventa infatti possibile impiegare i lavoratori stranieri anche in attività qualificate per le quali molto spesso l'offerta interna non è comunque sufficiente".
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