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Scritto Martedì 05 dicembre 2017 alle 15:48

Gli atleti lecchesi Elisa Carsana e Martino Bonaiti, ‘bronzi’ al Mondiale di Kickboxing, portano in alto l’onore dell’Asd C&C

Sono freschi di una medaglia di bronzo ai Mondiali i giovanissimi Elisa Carsana e Martino Bonaiti, massoterapista e personal trainer lei, ingegnere meccanico lui: 48 anni in due, con passione, dedizione e costanza, in un arco di tempo relativamente breve sono riusciti ad attestarsi su livelli altissimi in quello che sembra essere uno sport in continua crescita, ovvero la kickboxing, definita come “un originale mix tra il pugilato tradizionale e le arti marziali”.

Elisa Carsana e Martino Bonaiti

Carennese lei, lecchese lui, fanno entrambi parte della ASD C.&C. Kickboxing Lario, fondata nel 2016 da Luigi Cortinovis e Attilio Caruso dopo circa due decenni di pratica e di insegnamento in collaborazione con diverse palestre del territorio. Presieduta da Tino Sangiorgio, al momento l’Associazione Sportiva Dilettantistica ha come “base” il centro sportivo comunale di Garlate, in via Puncia, nonché due strutture nella bergamasca, ad Ambivere e a Suisio, e una a Magreglio, in provincia di Como. Sono circa 20 gli attuali iscritti alla società, tutti “dilettanti” di un’età compresa tra i 16 e i 40 anni e tutti rigorosamente muniti di paratibie, paradenti, guantoni e caschetto, ma soprattutto carichi di determinazione e di energia da vendere.

Alcuni atleti impegnati in allenamento presso il centro sportivo di Garlate

“La nostra è una disciplina di combattimento, nella quale, oltre alla forza e alla resistenza, contano molto la coordinazione e la flessibilità, qualità fisiche indispensabili per muoversi agilmente sul tappeto di gara e colpire l’avversario con calci e pugni” ci hanno spiegato Elisa e Martino, atleti della Nazionale Italiana. “La kickboxing ci costringe a gestire al meglio tutte le nostre emozioni, sia positive che negative, per essere pronti a reagire in qualunque situazione: praticamente siamo in uno stato di “stress e allerta perenne”, sappiamo di non poter mai abbassare la guardia. Ai livelli più alti, gli incontri durano solitamente 6 minuti, divisi in 3 “riprese”: è un tempo molto breve, ma straordinariamente intenso, durante il quale a volte non riusciamo nemmeno a prendere fiato. Le nostre prestazioni non prevedono grandi acrobazie, ma sicuramente un movimento continuo: noi ormai ci alleniamo tutti i giorni, alternando sessioni atletiche e di “riscaldamento” a lezioni più prettamente tecniche con gli allenatori, per cercare di mantenere la nostra forma fisica e la nostra resistenza”.


Un modo sano e originale di stare insieme e “sfogarsi”, nonché un’ottima opportunità per imparare a difendersi, la kickboxing comprende due diverse specialità, ovvero il “light contact” – il cui regolamento prevede la possibilità di colpire l’avversario soltanto con calci al di sopra della cintura – e il “kick light”, nel quale possono essere sferrati attacchi anche sulle cosce.
“Io ho iniziato a cimentarmi in questo sport all’età di 16 anni (ora ne ho 21), dopo una prima esperienza con il karate” ci ha raccontato Elisa Carsana, già cintura nera e allenatore qualificato, proprio come Martino Bonaiti. “Dalla stagione 2015-16 ho iniziato a gareggiare ai livelli più alti, affermandomi fin da subito nella specialità del kick light e riuscendo a guadagnarmi l’accesso alla Nazionale Italiana. La soddisfazione più grande, comunque, è arrivata proprio poche settimane fa, quando ho conquistato un terzo posto ai Campionati Mondiali di Budapest: è stata un’emozione fortissima, anche perché i mesi precedenti erano stati molto “tosti”. Avevo affrontato una preparazione decisamente intensa, ma negli ultimi tempi mi ero un po’ “scaricata” a livello fisico dopo essere stata costretta a perdere 4 chili per rientrare nella mia categoria di peso. Inizialmente, in Ungheria, ho affrontato un’atleta austriaca, sconfitta con un netto 3 a 0; nel secondo incontro, invece, mi sono trovata di fronte a una ragazza polacca, contro la quale ho sfiorato un’altra vittoria, perdendo però 2 a 1. In ogni caso credo che quella disputata ai Mondiali sia stata in assoluto la mia prestazione migliore: non potevo credere di essere sul terzo gradino del podio, ancora adesso, a ripensarci, mi sembra di avere vissuto un sogno”.

Non nasconde la sua soddisfazione anche Martino Bonaiti, 27 anni, che è rientrato a Lecco con una medaglia di bronzo al collo dopo due incontri giocati, rispettivamente, contro un atleta cileno e uno sloveno, dal quale ha subito un “brutto gancio”.
“Sono stato davvero contento, so di avere dato il massimo e non ho assolutamente nulla da rimproverarmi” ha commentato Martino, nel “circuito” della kickboxing da ormai 7 anni.
“Oltre naturalmente alla recente esperienza ai Mondiali, personalmente ricordo con grande piacere anche la mia prima vittoria del Campionato Italiano nell’annata 2015-16, che mi ha consentito, dopo uno spareggio “sudato” – letteralmente, dato che l’ho affrontato in piena estate a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto – di entrare a far parte del team della Nazionale. L’obiettivo, ora, è quello di continuare su questa strada. Non sarà facile, sia io che Elisa abbiamo già fatto tanto, ma sappiamo di avere ancora ampi margini di crescita e di miglioramento: la difficoltà sta nel trovare nuovi stimoli, che comunque nella kickboxing non mancano mai”.
La sfida più grande che deve affrontare la ASD C.&C. Lario nel suo complesso, invece, consiste nel far “maturare” il maggior numero possibile di giovani atleti del suo vivaio, che a breve potrebbe ulteriormente arricchirsi grazie all’apertura di un nuovo corso per “cadetti” presso la sede di Ambivere: gli esempi positivi a cui rifarsi di certo non mancano. Basta guardare Elisa e Martino…
Benedetta Panzeri
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