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Scritto Sabato 06 gennaio 2018 alle 18:57

Colle di Sogno vuole salvare l’affresco di Sibella, ''lo street artist del Resegone''

Continua il percorso di valorizzazione di Colle di Sogno, il minuscolo borgo della Val San Martino (amministrativamente fa parte del comune di Carenno) ai piedi del monte Tesoro.
Venerdì sera la tradizionale fiaccolata invernale è stata ancora una volta un'occasione per far conoscere e far vivere l'antica frazione, formata da una piccolissima manciata di casa: quasi 150 camminatori hanno sfidato il freddo e il tempo incerto per salire fino al Colle e gustarsi un piatto caldo in compagnia.



L'affresco di Antonio Sibella a Colle di Sogno



Alcune immagini dalla fiaccolata di venerdì sera


Tra le cascine del nucleo, in una minuscola piazzetta di "nasconde" anche un prezioso affresco ottocentesco di Antonio Sibella per il quale sta nascendo un progetto di restauro. Si tratta di un'opera con struttura di polittico con immagini religiose: "E'  molto interessante. A Colle di Sogno vivevano fino a 300 persone, che si occupavano soprattutto del lavoro nei campi e nei boschi che circondavano il borgo. Non era tuttavia presente una chiesa e quest'opera rappresentava dunque la devozione degli abitanti. Venne realizzata da Antonio Sibella che mi piace chiamare "lo street artist del Resegone" perché i suoi dipinti si trovano nelle varie vallate che circondano la montagna: in val San Martino, in  valle Imagna, in Valsasssina" ha spiegato Luca Rota, esperto di storia locale, impegnato a 360° in diversi progetti di promozione e salvaguardia del territorio e della montagna.

Antonio Sibella, importante pittore valdimagnino, nacque a Rota d'Imagna nella frazione di Rota Fuori nel 1844; studiò all'Accademia Carrara e nel 1884 si trasferì a Lecco. La sua attività riguardò prevalentemente opere di soggetto religioso realizzate nel territorio bergamasco e nel lecchese.
Il dipinto si trova da circa 150 anni esposto ai venti e alle piogge: inizia dunque ad aver bisogno di manutenzione. Proprio per questo l'Amministrazione Comunale e i vari enti interessanti stanno cercando i fondi necessari per il restauro: "Stiamo cercando di coinvolgere tutti i soggetti che possano darci una mano, come l'Ecomuseo e l'Accademia di Belle Arti di Bergamo, per mettere in campo un progetto di conservazione e valorizzazione. L'opera si trova sulla parete di una casa privata ma si tratta di un importante patrimonio del nostro territorio, una prezioso testimone della storia delle nostre valli" ha spiegato il vicesindaco Gabriella Zaina.
 Ieri sera l'affresco di Sibella è stato illuminato dalle torce e dai frontalini dei partecipanti alla "Fiaccolata di Natale a Colle di Sogno", organizzata dall'Amministrazione Comunale di Carenno in collaborazione con le associazioni locali nell'obiettivo di mantenere sempre viva e attiva l'attenzione culturale e turistica verso il territorio montano e le sue numerose peculiarità paesaggistiche.

Partiti da Carenno, i partecipanti hanno potuto scegliere se salire dalla mulattiera diretta oppure allungare il tragitto passando da Boccio e Assa, ognuno con la sua torcia ad illuminare il terreno, con una leggera pioggerillina che a tratti si trasformava in un fine nevischio.
All'arrivo hanno trovato the caldo, vin brulè e panettone. A pancia piena, il gruppo ha potuto anche partecipare alla visita guidata al borgo di Colle tenuta da Luca Rota: "Si tratta di un luogo davvero unico, sotto tutti i punti di vista. Dal punto di vista geologico si trovano formazioni uniche al mondo: lungo la strada si trova un vero e proprio "libro geologico" che racconta le stratificazioni oceaniche. Proprio per questo è una zona dove si trovano numerosissimi fossili" ha spiegato. "L'impianto urbanistico che osserviamo oggi è sostanzialmente quello di origine settecentesca: è un borgo "di sella" ovvero posto sul crinale della montagna. Fino agli anni '60 era presente anche una scuola primaria che è stata chiusa, a causa dello spopolamento. Oggi a Colle vivono stabilmente 9 persone: il loro è un vero e proprio esperimento di resilienza, tengono viva la montagna e il territorio".

La serata si è conclusa al caldo del camino della locanda, con un piatto di risotto, di pizzoccheri o di pasta al ragù ed un bicchiere di vino rosso. Prima di fare ritorno a Carenno, con lo zaino in spalle e la pancia piena.
P.V.
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