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Scritto Martedì 09 gennaio 2018 alle 12:59

Anche il Monte Barro e i suoi tesori nei video di Van De Sfroos

"Il viaggiatore è attratto dall'idea di potersi fermare a curiosare nella casa in cui Alessandro Manzoni venne tenuto a balia, ma poi dietro nota il Parco del Barro e il Monte Barro e allora non può resistere: deve andare fino in fondo". Con queste parole, recitate dal timbro roco ed inconfondibile di uno dei più amati cantautori folk del nostro territorio, si apre il filmato realizzato per il progetto "Itinerari Terra&Acqua Lombardia" a cui Davide Bernasconi, in arte Davide Van De Sfroos, ha prestato voce e chitarra realizzando diversi DVD tra i quali quello sui "laghi brianzoli". Mentre sui social network aumentano i click di condivisione del video dedicato al suggestivo borgo di Campsirago, dagli archivi di quel "diario di viaggio digitale" alla scoperta dei tesori lombardi è riemerso infatti un altro capitolo relativo ad una delle realtà più apprezzate e conosciute dei nostri itinerari folk: il Parco Monte Barro.
Protetto dalle montagne limitrofe che gravitano attorno alla sua vetta a quota 900 metri, il Monte Barro viene definito "un balcone panoramico aperto a 360° sul territorio circostante" in grado di "abbracciare tutta la terra che dalla Pianura Padana corre verso il Monviso passando per i laghi Briantei". Nel filmato l'artista monzese ne ripercorre i sentirti con zaino e chitarra in spalla, raccontando attraverso i suoi passi quell'eden di biodiversità decorato da fitte boscaglie, praterie, rupi calcaree e faggete che come una coperta naturale rivestono tutti i 700 ettari di parco ospitando oltre 1000 specie diverse di piante e fiori. All'interno di questa cornice floreale trovano poi spazio anche arte e storia: presso i Prati di Barra è infatti possibile visitare i resti di alcuni antichi insediamenti romani ed ostrogoti risalenti al 420 d.C. e riportati alla luce grazie a dodici anni di campagne di scavi. È stato proprio durante le riprese del filmato che, seduto al centro di un ritaglio di storia e vite passate, Davide Van De Sfroos ha improvvisato su due piedi una canzone dedicata gli antichi abitanti della semi-emersa "Città di Barra", intonando versi in acustica sulle persone che avevano calpestato quella terra e che con "un sass de scià e un sass de là" avevano impresso nel tempo le loro orme indelebili.
Una profonda connessione con la natura e con quelle conosciute e calde sonorità che più di ogni altro strumento riescono a tracciare un ritratto tenero e viscerale della bellezza di questi luoghi: un cerchio che parte dal Parco, proseguendo con il piccolo borgo di Camporeso ed i suoi edifici rurali all'interno dei quali sorge il Museo Etnografico dell'Alta Brianza; chiudendosi poi, seguendo il versante orientale del Monte Barro, con la località San Michele nel cui petto batte ancora il cuore architettonico della sua chiesetta incompiuta. Un viaggio musicale, in sostanza, che non smette mai di impressionare coloro che questi luoghi li vivono quotidianamente e che ne conservano la bellezza ed il valore affettivo nel proprio patrimonio.

Di seguito i filmati:


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