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Scritto Lunedì 26 febbraio 2018 alle 19:47

Lecco: riunioni prima di dare avvio al cc 'segreto'

Il pubblico in sala e... in corridoio

Non cala la tensione a Palazzo Bovara dove sta iniziando il Consiglio comunale nel quale dovrà essere discusso e votato il progetto di aggregazione delle società partecipate da Lario Reti Holding spa. Prima dell'inizio della seduta è stata convocata una riunione di maggioranza a seguito della quale sono stati invitati i capigruppo a riunirsi in separata sede. Nel frattempo un nutrito gruppo di lecchesi sollecitato dai comitati cittadini (Rifiuti zero, Acqua, Qui Lecco libera, la rete dei Consiglieri informati) ha "occupato" la sala consiliare: una parte di loro almeno, dal momento che ad alcune persone è proibito l'accesso alla sala per problemi di sicurezza.


Cittadini che potranno assistere all’intero Consiglio comunale, diversamente da quanto annunciato in sede di convocazione, dal momento che non verranno discussi i temi considerati “riservati” che riguardano la Multiutility. Non tutti i consiglieri infatti hanno firmato l’atto di riservatezza che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi.
Mozione d’ordine di Alberto Anghileri (Con sinistra cambia Lecco): “Io non ho firmato la liberatoria e non intendo firmarla dal momento che il vice-prefetto ha confermato - non in via ufficiale - ad un consigliere del territorio che nessuno è tenuto a farlo. Solo in dodici l’hanno firmata, questa cosa non va bene perché non tutti siamo sullo stesso piano e noi consiglieri rispondiamo tutti ai cittadini, i quali hanno il diritto di sapere esattamente come noi alieniamo una società pubblica. Chiedo che tutta la documentazione venga data ai consiglieri e che venga stralciato l’ultimo punto all’ordine del giorno, per darci il tempo di approfondirla”. A fargli eco il grillino Massimo Riva, che sottoscrive le richieste di Anghileri e aggiunge: “Anche io ho richiesto formalmente di avere accesso a tutta la documentazione senza assoggettarmi ad un vincolo privatistico che mi impegna per tre anni, è inaccettabile che a un consigliere comunale si veda negato un diritto fondamentale”.
“Il rinvio della trattazione non implica nessun danno alla procedura - ribadisce la Lega con Cinzia Bettega - e ricordo che riguardo all’atto di riservatezza ci sono dichiarazioni dalla Prefettura che vanno chiarite. Se non partecipassero alla seduta tutti coloro che non hanno firmato non ci sarebbe neanche il numero legale”.
“Dobbiamo scindere due aspetti - ha spiegato intervenendo il segretario De Martino - il diritto della piena e totale informazione dei consiglieri comunali e quello della trattazione a porte chiuse. Sul primo versante dobbiamo garantire quanto previsto dal Testo unico sulla finanza, la modalità operativa voleva enfatizzare questo aspetto. Avevamo condiviso che la scelta di una seduta a porte chiuse era una cosa fattibile”.
“Io non sono d’accordo che non siano stati garantiti a tutti i consiglieri gli stessi diritti - ha sostenuto invece il presidente del Consiglio Giorgio Gualzetti - perché i consiglieri che hanno voluto esercitare il loro diritto hanno avuto la possibilità di ricevere la documentazione integrale, chi non l’ha ricevuta è perché non ha voluto”.
Bocciata la mozione di Riva e Anghileri che chiedevano il differimento del punto e la consegna senza sottoscrizione di tutti i documenti con solo dieci voti a favore, 18 contrari e un astenuto. Stessa sorte è toccata alla proposta della Lega di differire la trattazione e approfondire la questione dell’accordo di riservatezza.
M.V.
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