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Scritto Venerdì 09 marzo 2018 alle 20:09

Occupazione, UIL Lario: più assunzioni a Lecco, tranne nell'edilizia

L'occupazione nella provincia di Lecco cresce anche secondo i dati elaborati dal sindacato UIL del Lario. Un'ulteriore conferma che l'effetto della crisi economica sta a poco a poco svanendo nel lecchese, seppure permane una certa difficoltà per le imprese ad incrementare notevolmente la qualità delle assunzioni. I contratti a tempo indeterminato ancora faticano a crescere di numero. Secondo UIL, che si è basata sulle rilevazioni del sistema informativo Quadrante Lavoro di Regione Lombardia, la provincia ha registrato nel biennio 2016-2017 una notevole ripresa occupazionale, con un saldo tra avviamenti e cessazioni nettamente positivo: +782 occupati nel 2016 e + 3.160 nel 2017. Tutti i settori, eccetto l'edilizia, stanno migliorando il numero di assunzioni, maggiori delle cessazioni per agricoltura (+88 unità), per il terziario (+2.364 unità) e per l'industria in generale (+726 unità), dati in crescita anche rispetto al 2016, quando era appena iniziata la risalita. Come accennato, tuttavia, per il 2017 è rimasto negativo il saldo che riguarda i contratti a tempo indeterminato: -1.579 unità. Decisamente maggiori i contratti a tempo determinato (+3.542, riferito sempre al saldo tra cessazioni e avviamenti), i somministrati, cioè provenienti da agenzie interinali, con un +433, quelli a progetto (+217) e i contratti di apprendistato (+547). ''La precarietà dei rapporti di lavoro è una problematica che incide pesantemente nella vita dei singoli lavoratori, in quanto pone difficoltà nell'accesso al credito - ha commentato Salvatore Monteduro, segretario generale CST UIL del Lario - Inoltre, la discontinuità dei rapporti di lavoro genererà anche una interruzione nei versamenti contributivi previdenziali e di conseguenza nella costruzione di una pensione dignitosa. Sono necessari interventi legislativi strutturali che favoriscano i contratti a tempo indeterminato, compreso quello di apprendistato, e si penalizzi l'uso di quelli a tempo determinato non strettamente necessari alle situazioni contingenti (sostituzioni di maternità, lavori stagionali)''. Nello specifico, l'avviamento con contratti a tempo indeterminato è avvenuto nel 2017 per 7.028 lavoratori (-28 rispetto al 2016), a fronte dei 17.303 avviamenti a tempo determinato (+3.612 in confronto al 2016), dei 7.793 somministrati, dei 991 contratti a progetto e dei 1.321 contratti di apprendistato. Nell'arco del 2017, in totale, le assunzioni sono state 34.463, +3.839 rispetto al 2016. Le cessazioni 31.276, esattamente 1.461 rispetto al 2016. Sviscerando ancora un po' il dato, addentrandosi nei settori, risulta che l'agricoltura abbia dato un nuovo lavoro nel lecchese a 496 persone, a fronte di 408 cessazioni. 21.054 invece le nuove assunzioni del terziario che ha perso 18.690 dipendenti, 1.427 dell'edilizia, dove invece le cessazioni sono state 1.516, 11.459 dell'industria, che ne ha però persi 10.733.

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A.S.
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