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Scritto Lunedì 19 marzo 2018 alle 17:11

Garlate: riconoscimento internazionale per Fabrizio Piazza, ricercatore sull'Alzheimer

Fabrizio Piazza
Grande soddisfazione per il giovane ricercatore garlatese Fabrizio Piazza, che pochi giorni fa, in occasione di un meeting scientifico ospitato a Torino, è stato insignito di un importante riconoscimento per alcuni studi sull’Alzheimer, risultato di un lungo e complesso lavoro di squadra intrapreso nel 2012 presso l’Università Bicocca di Milano con la creazione di un apposito Network internazionale, e reso possibile grazie a un finanziamento di Fondazione Cariplo.

39 anni, sposato con Gloria e padre della piccola Chloe, dopo la Laurea in Biotecnologie e un Dottorato in Biologia Molecolare, Fabrizio ha trascorso anche un periodo negli Stati Uniti, dove ha avuto modo di approfondire ulteriormente i suoi studi prima di tornare nella “sua” Garlate e stabilirsi definitivamente presso l’ateneo meneghino, dove attualmente dirige un team multidisciplinare di esperti nel delicato settore della ricerca traslazionale.

“L’obiettivo principale dei nostri studi è quello di monitorare i marcatori della proteina amiloide, la cui presenza nel cervello determinerebbe la comparsa dell’Alzheimer, per poter migliorare sempre di più la sperimentazione dei farmaci in grado di immunizzarla e, soprattutto, intervenire sui meccanismi alla base di quelli che vengono definiti come i suoi eventi avversi (microinfiammazioni cerebrali, emorragie interne…)” ha spiegato Fabrizio Piazza. “Durante il meeting internazionale di Torino – al quale hanno preso parte i delegati di più di 60 Paesi – sono stati quindi presentati tutti i dati relativi alle nostre ultime scoperte, per i quali mi è stato conferito il Rita Award for Young Italian Investigators".




"Un ringraziamento particolare" ha concluso Fabrizio "va alla Fondazione Cariplo per il suo indispensabile contributo economico alle ricerche, così come a tutti i colleghi che mi hanno supportato in questo lungo percorso: nel nostro campo è fondamentale unire le forze, le competenze e le conoscenze nelle varie discipline, per me sarebbe stato impossibile lavorare da solo”. Un grande attestato di stima, insomma, nei confronti del dottor Piazza, che non può che rappresentare per lui un forte stimolo alla prosecuzione del suo importante progetto, potenzialmente in grado di rivoluzionare le strategie di diagnosi e cura dell’Alzheimer.
B.P.
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