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Scritto Sabato 05 maggio 2018 alle 20:02

Monte Marenzo: AIDO festeggia 30 anni all'insegna di sport, memoria e progetti futuri

Sport, complicità, numerosi momenti di gioia ed altrettanti di commozione: insomma, il Gruppo AIDO "Dosolina Ravasio" di Monte Marenzo non avrebbe potuto chiedere di meglio per il suo 30° compleanno!

La squadra del Rota

Ad inaugurare la giornata di festeggiamenti per l'anniversario del sodalizio - avviata di buon'ora presso il Palazzetto dello Sport di Calolziocorte - sono stati gli studenti dell'Istituto Superiore Lorenzo Rota che hanno tinto la palestra del Lavello di sano agonismo ed entusiasmo, affiancati per l'occasione da alcuni invitati d'eccezione: si tratta della Nazionale Italiana Pallavolo Trapiantati e Dializzati, che come regalo personale per le 30 candeline spente dagli aidini di Monte Marenzo ha sfidato 12 alunnu in un'avvincente partita "all'ultima schiacciata".

La nazionale dializzati

"Per questa giornata mi piaceva puntare sul mostrare la vera faccia dell'AIDO, coloro che personificano pienamente il nostro obiettivo: i trapiantati" ha esordito Maria Cristina Rondalli, Presidente del gruppo, in prima linea per godersi la competizione. "Loro sono la dimostrazione di come dopo il trapianto si possa ricominciare a vivere, dopo aver passato mesi e anni in attesa di una speranza che non tutti hanno la fortuna di ricevere".

VIDEO


Composta da atleti provenienti da tutta Italia - alcuni dei quali trapiantati d'organo o tessuto ed altri ancora dializzati - la Nazionale in questi anni ha percorso lo Stivale senza però mancare di estendere il proprio talento allo scenario estero: dal 1997 con cadenza biennale infatti i suoi pallavolisti prendono parte ai giochi mondiali per trapiantati portando la loro inconfondibile impronta tricolore in Sud Africa, Giappone, Francia, Canada, Svezia, Spagna e molti altri Stati e conquistando in varie occasioni il gradino più alto del podio, come accaduto a Budapest o nella Gold Coast australiana. Eppure, come ricordato da atleti ed allenatori, il vero obiettivo non è l'oro di una medaglia o la rincorsa alla vittoria, bensì la trasmissione di un messaggio di lotta e rinascita, di fatica e speranza, ma soprattutto un elogio a quella vita coraggiosamente riconquistata per cui si batte anche AIDO.
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Se la partita della mattinata si è svolta tra le quattro linee bianche del campo di pallavolo, quella quotidiana dei donatori del calolziese e dintorni prosegue invece nella cornice delle svariate realtà locali, a volte tra alti e bassi ma sempre con infrangibile spirito d'iniziativa.
"Trent'anni sono un traguardo fatto di impegno, lavoro e soprattutto di informazione nel quale ciò che davvero conta è il collegamento con i giovani, poiché la scuola rappresenta il vero punto di inizio della nostra attività" è stato il commento del Presidente del Consiglio Regionale AIDO Lombardia, Giovanni Ravasi, il quale si è poi soffermato sull'importanza di unire un aspetto delicato come la donazione ad uno quasi antitetico ed impetuoso come lo sport.
"Le persone tendono a pensare che coloro che subiscono un trapianto siano condannati ad una vita tranquilla e spenta, mentre invece una medicina naturale per i trapiantati è proprio lo sport. Lo scopo dell'AIDO è quello di far capire alla gente che dopo la morte gli organi che non sono più necessari per una persona possono ridare la vita ad un'altra: in Italia ogni anno contiamo circa 10.000 persone in attesa di trapianto e purtroppo tra queste più di 500 muoiono perché non ricevono in tempo l'organo. Solo il 4% della popolazione al giorno d'oggi ha detto sì alla donazione e per questa ragione attività come quella di oggi sono fondamentali per diffondere il nostro messaggio".

Il direttivo del Gruppo di Monte Marenzo

Numeri che potrebbero sembrare gravi, ma che fortunatamente non rispecchiano assolutamente la realtà del borgo di Monte Marenzo: con quasi 500 iscritti (dei quali 190 derivanti dal contributo della neo-introdotta "scelta in Comune") su un totale di circa 2000 abitanti la copertura dell'AIDO locale rappresenta infatti quasi il 25% della popolazione, avvicinandosi brillantemente al trend positivo che da 7 anni caratterizza il lecchese. Con ben 393 organi "donati" nelle strutture ospedaliere di Lecco e Merate ed un corrispondente numero di persone salvate, anche quest'anno la nostra città si è dimostrata un'isola felice in quest'ambito e, nonostante il tasso di opposizione al trapianto nel 2017 abbia raggiunto quota 38%, la media dal 2011 si mantiene stabile attorno del 17% (cifra nettamente inferiore rispetto alla quota nazionale del 30%).
Ad esporre i dati raccolti dal coordinamento locale per il prelievo di organi e tessuti sono stati la dottoressa Patrizia Fumagalli - responsabile del reparto di neurorianimazione del Manzoni - ed il suo collaboratore Alessandro Dell'Oro, entrambi ospiti della conferenza stampa svoltasi presso la Sala Civica alla quale non hanno voluto mancare nemmeno il sindaco Paola Colombo, il Presidente della Sezione Provinciale AIDO Antonio Sartor, il capitano della Nazionale Italiana Pallavolo Trapiantati e Dializzati Agostino Radici ed infine il Presidente U.I.L.D.M. Gerolamo Fontana, tra i primi grandi fondatori del sodalizio di Monte Marenzo insieme all'ex-Presidente storico Marina Mazzola.

Un momento di solennità e ringraziamenti ufficiali, il quale ha però inevitabilmente lasciato spazio ai sentimenti e alle storie di vita (o meglio, di "seconda vita") di tutti i presenti intenti a raccontare con occhi lucidi il gesto di amici, genitori, coniugi e spesso generosi sconosciuti che hanno concesso loro un nuovo respiro. Una giornata intera per una manifestazione a 360 gradi, che oltre al pomeriggio animato dai tornei presso gli impianti sportivi locali si è ritagliata un momento di commemorazione - capitanato dal Premiato Corpo Bandistico Gaetano Donizetti - in ricordo di tutti gli amici ed ex-aidini giunti alla fine della propria missione, per poi concludersi nel migliore dei modi con un meritato momento conviviale ed una "cena di Compleanno" in compagnia.
F.A.
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