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Scritto Lunedì 14 maggio 2018 alle 19:04

Bellano: ad un controllo dà il nome del gemello, condannato

Stando all’impianto accusatorio, si era finto il fratello gemello ad un posto di blocco. Per questo motivo F.C., 34enne con precedenti penali, è stato chiamato a rispondere di false dichiarazioni sulla identità ai sensi dell'articolo 496 del codice penale.
"Stavamo effettuando un normale posto di controllo a Bellano, in via Taceno - ha raccontato oggi in aula uno degli operanti presenti all’episodio, datato 31 maggio del 2015 - quando abbiamo notato un'autovettura effettuare una svolta abusiva come ad eludere un nostro eventuale accertamento. Qualche minuto dopo, al termine del servizio, stavamo per risalire in macchina quando la stessa auto ci è passata di fianco. A quel punto abbiamo alzato la paletta e l'abbiamo fermata". A bordo, come riferito dal teste al giudice monocratico Salvatore Catalano, c'erano l'odierno imputato e la fidanzata. L'uomo, difeso di fiducia dall'avvocato Elisa Brocca del foro di Monza, sempre secondo la tesi accusatoria si sarebbe rifiutato di presentare la propria carta d'identità, riferendo ai Carabinieri il nome del fratello gemello. A quel punto i miliari hanno deciso di perquisire l'autovettura, trovando a bordo la carta d'identità dell'uomo e scoprendo così le sue reali generalità.
Chiuso il dibattimento, il Vpo Mattia Mascaro ha chiesto, riconosciute le attenuanti generiche, la condanna dell'imputato a 8 mesi. L'avvocato Brocca invece ha ipotizzato l'assoluzione del suo assistito sostenendo che quello nel caso di specie sia un reato impossibile; secondo il legale infatti la falsa dichiarazione non avrebbe impedito ai Carabinieri di effettuare i dovuti accertamenti sulla sua identità.
Il giudice Salvatore Catalano ha condannato l'imputato ad 8 mesi, la stessa pena proposta dalla pubblica accusa.
B.F.
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